sabato, 23 Gennaio 2021
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Treni e bus, aumenti fino al 20 per cento. Sanità, rincarano i ticket

Presentata la manovra su sanità e trasporto pubblico locale ''resa necessaria anche in Toscana dal decreto governativo sulla revisione della spesa''. Ecco tutto quello che cambia nella nostra regione.

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Sanità e trasporto pubblico locale, arrivano i rincari. Rincari previsti da una manovra “resa necessaria anche in Toscana dal decreto governativo sulla revisione della spesa”. “La somma dei tagli operati dai governi Berlusconi-Tremonti e Monti – ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi – impatta a regime per circa 400 milioni l’anno, solo per il Tpl il taglio è di 170. Per il 2013 si profila un vero e proprio tsunami, della cui portata la società e anche in parte le istituzioni  non si sono rese ancora ben conto. Questi tagli sono insostenibili, ma non per questo dobbiamo stare con le mani in mano. Non vogliamo essere quelli che mandano i conti fuori controllo o nascondono la polvere sotto il tappeto nè vogliamo essere i liquidatori dello stato sociale in Toscana”.

TRASPORTO PUBBLICO. Ma ecco quello che cambia. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, saranno aumentate le tariffe dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari e delle linee regionali su gomma (direttrici Firenze-Siena-Grosseto e Firenze-Prato-Lucca-Pistoia-Viareggio). I biglietti aumenteranno del 10%, gli abbonamenti del 20%, ma solo per i redditi superiori a 36.000 euro (a partire dal 2 gennaio 2013 sarà resa obbligatoria la presentazione dell’Isee). “Per continuare a garantire l’attuale offerta dei servizi chiederemo complessivamente ai toscani un contributo di 15 milioni”, viene spiegato. Contributo che verrà dato appunto attraverso questi rincari. 

FARMACI. Si passa poi alla sanità. Qui è confermata l’esenzione totale dal ticket sui farmaci per chi ha un reddito inferiore a 36.000 euro. Il ticket passerà invece da 1 a 2 euro a confezione nella fascia di reddito fino a 70.000 euro, con esenzione per i pazienti cronici e affetti da malattie rare. Nella fascia fino a 100.000 euro si passa da 2 a 3 euro a confezione e in quella massima oltre 100.000 euro si passa da 3 a 4 euro. Nella fascia da 70.000 a 100.000 e in quella oltre i 100.000 euro è prevista la compartecipazione anche per i pazienti cronici, con un tetto massimo annuale di 400 euro.

PRESTAZIONI AMBULATORIALI. Per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, è confermata l’esenzione totale del ticket per ricetta per i pazienti con reddito inferiore a 36.000 euro. Il ticket passa da 5 a 10 euro per la fascia fino a 70.000 euro, da 10 a 20 per la fascia fino a 100.000 euro e da 15 a 30 per la fascia oltre i 100.000 euro (fatte salve le attuali categorie di esenti). Sui referti, viene introdotto un contributo di 10 euro per tutti per la consegna del dischetto della registrazione digitalizzata della diagnostica per immagini (Rm, Tc, Scintigrafie, RX). Passando alla procreazione medicalmente assistita, viene introdotto un ticket differenziato in base alla tariffa della prestazione: inseminazione intrauterina 100 euro a ricetta (la prestazione ha un costo di 450 euro); monitoraggio della ovulazione 100 euro a ricetta (costo 350 euro); fecondazione in vitro con monitoraggio ovulazione 500 euro a ricetta (costo 1800 euro); fecondazione in vitro con inseminazione intracitoplasmatica e prelievi microchirurgico degli spermatozoi 700 euro a ricetta (costo 2400 euro). I ticket per tutte le altre voci, specialistica ambulatoriale Rm e Tac, specialistica ambulatoriale prestazione a cicli, pacchetti ambulatoriali complessi di medicina fisica e riabilitazione e chirurgia ambulatoriale e diagnostica per immagini, restano invariati.

DA QUANDO. Gli aumenti scatteranno a partire dal 3 settembre. A partire dal 2 gennaio 2013 sarà obbligatoria la presentazione dell’Isee.

ROSSI. E la manovra è stata illustrata dal presidente Rossi, che ha parlato per prima cosa del tema della sanità. “Questo processo – ha detto – ci restituirà un sistema meno costoso e allo stesso tempo migliore. Contiamo di abbattere i costi del 5%, 250 milioni in termini assoluti, implementando la qualità. Una operazione da far tremare i polsi”.  Secondo punto la compartecipazione: “Nel ritoccare i ticket ci siamo ispirati a un principio di equità, chiedendo di più a chi ha di più. Nel complesso gli utenti del servizio a cui chiederemo di più sono circa 600.000 toscani. Agli altri 3 milioni, che hanno un reddito Isee inferiore a 36.000 mila euro, non chiederemo nessun sacrificio”. Complessivamente l’operazione ticket porterà nelle casse regionali 53 milioni: “Ma a regime contiamo di arrivare a 80 milioni su base annua – ha aggiunto il presidente – introducendo l’Isee come unica forma di testimonianza del reddito (da gennaio) e proseguendo nella nostra lotta all’evasione. Quindi continuiamo a tutelare le fasce più deboli e a chiedere a chi ha di più”.

TRASFERIMENTI. Poi è stata affrontata anche la questione del trasporto pubblico locale: “Nel 2010 – ha esordito il presidente su questo nuovo capitolo – lo stato trasferiva alla Toscana 490 milioni l’anno, oggi 320. Mancano all’appello 170 milioni. Con la manovra contiamo di portare a un terzo del costo totale il contributo degli utenti. Anche qui tutelando le fasce più deboli, quelle con reddito Isee inferiore a 36.000 euro, che non saranno coinvolte negli aumenti degli abbonamenti.  Con questa manovra possiamo recuperare 5 milioni, a cui si aggiungeranno i 10 milioni che prevediamo in arrivo da giugno del 2013 con la gara unica”. “Non vogliamo trovarci a fine crisi con uno stato sociale meno forte e inclusivo – ha proseguito Rossi – sarebbe una perdita secca per la Toscana. Se l’arte del governo è quella di prevedere e provvedere noi vogliamo intervenire in tempo, facendo una scelta strategica per uscire da questo momento difficile con uno stato sociale in piedi, riformato e ristrutturato. Bisognerà dotarsi sempre più di nuovi strumenti di lotta all’evasione e di verifica strutturata delle entrate. Per esempio la tessera sanitaria potrà essere importante in questa direzione”.

TASSE. Il presidente Rossi, sollecitato dai giornalisti, ha infine affrontato il problema della imposizione fiscale: “E’ dal 1998 – ha detto – che la Toscana non ricorre ad aumenti di tasse. Lo riconoscono anche le agenzie di rating, che per questo ci hanno mantenuto la valutazione massima. In teoria, se fossimo in default, avremmo una possibilità di manovra di 600 milioni di euro. Ma noi abbiamo i conti in ordine, stiamo riformando i sistemi, continuiamo nella soending review. Se dovessimo essere costretti a usare la leva fiscale lo faremmo con lo stesso criterio di equità che ispira la manovra di oggi. Certo non possiamo permetterci di non finanziare lo stato sociale, le classi di scuola materna, l’assistenza ai bambini con handicap nelle scuole e un po’ anche quella cultura che è patrimonio della Toscana. Per questo ripeto: conti in ordine, rigore ed equità. Questa è la nostra scelta”.

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