Wifi e luci al led alimentati dal sole. Percorsi tematici, una passerella ciclopedonale sopra l'Arno, una rete di camminamenti interni. Tre parchi, un solo polmone verde: è stato presentato il masterplan per la ricostruzione dell'Albereta, dell'Anconella e di Bellariva, un progetto realizzato da circa 70 professionisti tra agronomi e architetti donato alla città per iniziativa dell'Ordine degli architetti e dell'Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Firenze.

biodiversità a volumi zero

Il progetto riguarda complessivamente circa 20 ettari di aree verdi su entrambe le rive dell'Arno e vuole ispirare proprio un rapporto più stretto con il fiume grazie a un sistema di terrazzamenti, affacciati sulle sponde e dotati di panchine. In mezzo al verde, alcune tettoie ecologiche ricoperte di moduli per la produzione di energia fotovoltaica che alimentano l'illuminazione a led e il wi-fi: strutture removibili, in grado di creare ombreggiatura, da togliere senza lasciare traccia quando i nuovi alberi – per lo più frassini, lecci, tigli e querce ma anche piante da frutto come ciliegi, peri e meli – saranno ricresciuti. Un progetto a “volumi zero”, che premia la biodiversità di fauna e flora. Crea un ambiente a portata di tutte le età, dai giovanissimi alle mamme con bambini fino agli anziani, privilegiando una fruizione differenziata del parco anche durante le ore della giornata.

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70 professionisti per un regalo alla città

Il masterplan è il frutto del lavoro di circa settanta professionisti, tra agronomi e architetti, che a titolo volontario hanno deciso di dare un contributo dopo la terribile ondata di maltempo che il 1 agosto scorso flagellò la città. Un impegno iniziato i primi di dicembre con la stipula di un protocollo di intesa con il Comune di Firenze, proseguito con due workshop pratici che hanno prodotto sei progetti poi sottoposti al giudizio dei residenti nei Quartieri 2 e 3, che hanno risposto presentando circa 600 osservazioni.

“Nonostante l'emergenza – dice il presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze Egidio Raimondi – quello che doniamo al Comune è un progetto di qualità, moderno e funzionale. Ringrazio di cuore i tanti colleghi che hanno risposto all'appello, mettendo al servizio della città con entusiasmo e spirito civico il loro tempo e le loro competenze, una risorsa per tutta la comunità che ci piacerebbe strutturare con un laboratorio di idee permanente. È stato bello vedere come abbiano fatto squadra, condividendo idee e proposte e se necessario anche discusso. Hanno riscoperto il piacere di disegnare insieme. L'auspicio è che oggi non si metta la parola fine al loro lavoro. Ma che sia l'inizio di un altro percorso che veda l'amministrazione procedere verso la progettazione esecutiva, la ricerca dei fondi e quindi la programmazione dei tempi di realizzazione del progetto che oggi le doniamo”.

Un grande parco a prova di maltempo

Altro obiettivo la ricostruzione di un parco “anti-maltempo”, in grado di resistere anche agli eventi climatici di particolare importanza. In tal caso, giocano un ruolo determinante i nuovi impianti. Su questo fronte, il masterplan cerca di rispettare le caratteristiche “storiche” dei diversi luoghi, prediligendo l'aspetto naturalistico dell'Albereta e la funzione di giardino dell'Anconella. Per quanto riguarda la prima, l'effetto della vecchia pioppeta viene riproposto attraverso l'impiego di frassini, querce di specie diverse, lecci e tigli. I lecci sostituiscono efficacemente anche la funzione dei pini, mantengono la chioma verde anche d’inverno, ma resistono meglio alle tempeste di vento per il loro apparato radicale meglio ancorato al suolo e per lo sviluppo della chioma più contenuto.

Il masterplan prevede di impiegare molti alberi da frutto – ciliegi, aceri campestri, peri e meli, gelsi – che ad ogni stagione arricchiranno il parco con una varietà di colori. Novità rispetto al passato, la valorizzazione di grandi spazi verdi lasciati a prato. Previsto inoltre l'impianto di alcune specie di arbusti, un po' ovunque ma soprattutto in prossimità delle sponde, per costituire il corridoio ecologico fluviale rappresentato dal parco e riconosciuto anche dal Piano Strutturale, un rifugio che consentirà agli animali selvatici di passare indisturbati. In totale, si prevede la collocazione di un migliaio di nuovi alberi sulle due sponde.

Uno dei criteri seguiti per la scelta delle nuove piante è quello della “gestione sostenibile”: si tratta in generale di specie “frugali” per ciò che concerne l'esigenza idrica, resistenti alla siccità, di facile manutenzione, piante poste a dimora con distanze tali da non richiedere pesanti interventi di potatura delle chiome. Non solo, sono state scelte alcune specie, come gli olmi, che hanno una funzione “anti-smog”, grazie al loro ampio apparato foliare che intercetta le polveri sottili presenti nell’aria.

 

“La tempesta del 1 agosto ha distrutto uno dei patrimoni naturali più importanti della nostra città. Agronomi e architetti, in accordo con il Comune di Firenze, hanno voluto trasformare questo disastro in una opportunità – dice il presidente dell'Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali Paolo Gandi -. Grazie al lavoro dei volontari, abbiamo finalmente un progetto del parco, una pianificazione vera e propria che tiene conto delle diverse funzioni del parco ma anche degli equilibri degli ecosistemi vegetali. Ci auguriamo che il Comune abbia gli strumenti e la volontà per dare concretamente gambe al masterplan. Ma anche che questo, più in generale, segni il punto di inizio di un nuovo rapporto istituzionale che contribuisca ad una nuova programmazione complessiva e organica di tutto il verde di Firenze che, esattamente come una casa o un quartiere, richiede di essere progettato, non risistemato all'occorrenza in maniera episodica”.

“Grazie per il contributo di idee da parte dell’Ordine degli architetti e di quello dei dottori agronomi e forestali – sottolinea l’assessore all’Ambiente Alessia Bettini – professionisti di diversa estrazione e preparazione hanno lavorato con passione e competenza e il progetto presentato questa mattina ne è la dimostrazione. Terremo conto di questo lavoro per la riqualificazione urbana dei due parchi che, dopo la tromba d’aria dello scorso agosto, erano stati quasi rasi al suolo. L’amministrazione sta lavorando per restituire, ancora più belli, questi due polmoni verdi”.

Un parco più accessibile per tutti

Anconella e Albereta diventeranno un tutt'uno con Bellariva grazie a una passerella per pedoni e biciclette, una struttura leggera che colleghi le due sponde all'altezza dei giardinetti di Bellariva. Per quest'ultima, in particolare, il progetto prevede la realizzazione di una piazza interrata che passi sotto al viale e ricolleghi la riva dell'Arno con i giardini interni, adiacenti alla piscina. Allo stesso modo, il parco “entra in città” in prossimità dell'ingresso dell'Anconella, dove il verde si estende con l'impianto di una serie di alberature lungo tutta via Villamagna e in via Kassel. La valorizzazione del carattere fluviale del parco passa da una serie di terrazze collocate lungo la riva, realizzate secondo i criteri dell'ingegneria naturalistica, ossia modellando le sponde così da creare alcuni gradoni per la sosta. Quanto alla riva sinistra dell'Arno, il masterplan prevede di migliorare rispetto al passato l'accessibilità del parco. Non solo rivedendo il look degli ingressi, ma soprattutto rendendolo praticabile dai portatori di handicap grazie alla creazione di spazi di avvicinamento e sosta protetti dalla viabilità principale e all'impiego di attrezzatura ad hoc, tanto nelle entrate quanto nei percorsi interni.

Riguardo alle aree e i percorsi, l'intento è suddividerli per tema (spazi gioco e divertimento, percorsi fitness, aree educative con attività connesse al parco fluviale e alla natura) e per fascia d'età, con strumentazioni e attrezzature adeguate alle esigenze di tutta la popolazione. Come più volte richiesto dai cittadini, il progetto dedica grande attenzione anche all'aspetto della sicurezza, prevedendo un sistema di videosorveglianza e protezioni come recinzioni in prossimità delle aree gioco per bambini.

Grande attenzione è stata rivolta alla qualità dei materiali impiegati. L'obiettivo era ridurre al minimo l'utilizzo di pavimentazioni impermeabili, pertanto non è previsto alcun impiego dei materiali lapidei, ai quali si sono preferiti materiali drenanti, la terra battuta o elementi autobloccanti che si posano su un letto di sabbia, semipermeabili e totalmente reversibili. Reversibili e removibili, infine, come già accennato, sono alcune strutture leggere dislocate nel parco per creare ombreggiature dove la furia del maltempo ha distrutto quelle naturali delle chiome degli alberi. Nel rispetto della fauna, in particolar modo notturna, nel parco sarà allestito un sistema di illuminazione led che diffonderà luci più basse e non scenografiche in prossimità delle alberature per non infastidirne gli “inquilini”, luci più alte e diffuse nelle aree di sosta.

“È un momento importante, che chiude il percorso iniziato la scorsa estate insieme agli Ordini degli architetti e degli agronomi – dice il presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Vecchio Leonardo Bieber -. Il ringraziamento va innanzitutto a loro, professionisti che hanno offerto tempo, energie e competenze per preparare questo masterplan. La sfida adesso, per l’amministrazione comunale, è quella di riuscire a raccogliere gli elementi più importanti perché a quell’evento calamitoso Firenze riesca a dare una risposta positiva ed efficace”. “Un progetto interessante – commenta il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi – perché siamo in emergenza. Vogliamo partire subito con la piantumazione di nuovi alberi”. “Ringrazio gli Ordini professionali degli Architetti e degli Agronomi per la professionalità messa a disposizione per valorizzare il parco Albereta – Anconella. Vogliamo restituire il parco ai cittadini – puntualizza il presidente del Quartiere 3 Alfredo Esposito – ed a marzo inizieremo a piantare i primi alberi. È il primo passo e cercheremo altri finanziamenti per riqualificare questa importante area verde di Firenze”.