sabato, 26 Settembre 2020
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Recensione Film Machete

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Perché dovrei essere una persona reale, quando sono già una leggenda?

Machete era stato annunciato nel 2007 con un trailer (finto) all’interno di Planet Terror. Questo trailer era fra i più accattivanti, intelligenti, esplosivi e tamarri degli ultimi anni.  Il mio primo pensiero fu: “Io andrei subito a vederlo!” E devono averlo pensato in tanti se Robert Rodriguez, spinto da tante richieste e da un proprio desiderio, ne ha fatto un film. E che film!

In breve la trama, che volutamente è semplice e prevedibile. L’ormai ex agente federale messicano Machete(Trejo) è da tutti i suoi nemici e sopratutto da Torrez(Seagal), creduto morto. In realtà sopravvive illegalmente in Texas. Incaricato dal facoltoso Booth(Fahey) di uccidere il senatore McLaughlin(De Niro), Machete è  suo malgrado intrappolato in una serie di situazioni a catena: accusato di tentato omicidio è braccato dal vigilantes pazzo Von(Johnson: “per la prima volta sugli schermi”) e dall’agente Rivera(Alba) che però quasi subito capisce la situazione. Preso da più fuochi decide di rispolverare a tutti gli effetti la sua arma bianca preferita e con l’aiuto di un parroco Padre(Marin) e di una supersexy venditrice di tacos Luz(Rodriguez), inizia a lasciare sulla sua strada una scia infinita di cadaveri. Machete – Il film non delude e non perde il confronto con il corto che è diventato ormai culto.

Quando Rodriguez mette in campo i suoi pezzi da ’90 – sangue a gogò, battute da pelle d’oca, grande fotografia, personaggi volutamente sopra le righe – regala sempre grandi momenti. La scelta più azzeccata è Danny Treyo: la sua faccia è un totem, incredibile nelle sue mille rughe, un viso che per fortuna non ha niente di Hollywoodiano. Ammalia davvero e non solo le donne. Nel film parla poco, ma le battute più belle sono tutte sue e dimostra una capacità innata nel genere demenziale: “Machete non manda messaggi”, “Machete improvvisa”, “Perché devo essere reale quando sono già leggenda?”

A fare da contorno una serie di bellezze femminili per tutti i generi: da quelle latine di Jessica Alba, Michelle Rodriguez e delle crazy twins, a quella orientale di Cheryl Chin per finire con l’ americanissima Lindsay Lohan. Tra le latine vince a mani basse la Rodriguez, odierna combattente alla Che, sexy e grintosissima sia che indossi dei micro jeans piuttosto che l’abbigliamento della scena finale. La Alba appare un po’ fuori ruolo, poco intrigante seppur bellissima. La Chin fa la sua figura come compagna silente del villain Torrez e la Lohan, forse perché deve interpretare un personaggio nelle sue corde, se la cava benissimo, anche se la sua mimica facciale è po’ limitata dall’uso di botox. 

I personaggi maschili sono tutti promossi. Robert De Niro gigioneggia nella parte del senatore razzista, si prende in giro e il regista gli concede una serie di scene dove l’occhio è costantemente strizzato ad altre sue interpretazioni. I due attori feticcio, il mitico Tom Savini, il sex machine di Dal tramonto all’alba,  e Cheech Marin con la sua battuta: “Dio perdona, io no!”,  sono il collegamento personale  di Rodriguez a tutto il suo lavoro e gli spettatori gradiscono. Bene Jeff Fahey nel ruolo di padre immorale e Don Johnson, dalle lunghe basette. Imperdibile Steven Seagal: probabilmente questo rimarrà il suo primo e unico film dove dimostra di essere davvero un attore.

Che altro dire. Rodriguez riesce anche ad infilare in Machete una critica sociale , un messaggio nemmeno troppo nascosto fra budella usate come corda e un uso incredibile di scene esplosive: il problema del popolo messicano. Un popolo che realmente da una parte è soggiogato dai signori della droga, dall’altro è sfruttato dagli americani che li utilizzano soprattutto per i lavori più umili( giardinieri, aiuto cuochi, badanti) e non perdono occasione per ribadire che non li vogliono nel loro Stato(vi ricorda per caso una situazione simile in Italia?) Questo discorso è ancora più evidente se pensiamo a come i ruoli da cattivo siano tutti interpretati dagli americani, mentre quelli dei buoni alla riscossa, escluso Torres, sono dati ai latini.

Questo film è un omaggio perfetto ai b-movie anni ’70, sanguinolento e divertente. Rodriguez: ora aspettiamo i seguiti partendo da Machete Kills!

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