Ottava vittoria per il Calenzano Volley
Rilancio viola. Contro il Parma i primi 3 punti del 2013
Ngm Firenze Waterpolo vincente anche a Siracusa
La Primadonna Firenze batte Perugia
Bersani e Renzi insieme all’Obihall
Tantissime persone accorse per assistere all’iniziativa all’Obihall: molte sono rimaste fuori. Battute, attacchi e tanti applausi, poi il messaggio: “Non ci sono renziani o bersaniani, ci sono solo i democratici che porteranno il paese fuori dalla crisi”.
Bersani e Renzi insieme all’Obihall
Tantissime persone accorse per assistere all’iniziativa: molte sono rimaste fuori. Battute, attacchi e tanti applausi, poi il messaggio: “Non ci sono renziani o bersaniani, ci sono solo i democratici che porteranno il paese fuori dalla crisi”.
Bersani e Renzi fianco a fianco: ”Firenze è con l’Italia giusta” / FOTO – VIDEO
Fiume di gente, all’Obihall, per l’iniziativa comune di Renzi e Bersani. Tante le persone costrette a restare fuori, sotto la pioggia, dove erano stati allestiti dei maxischermi. Ma niente da fare: tutti dentro non c’entravano proprio.
RENZI. Il sindaco di Firenze e il segretario nazionale del Pd salgono sul palco (insieme) intorno alle 18,15. Parla per primo Renzi, che si rivolge a Bersani come “futuro presidente del consiglio”. Per il sindaco di Firenze, insomma, non ci sono dubbi su come andranno a finire le elezioni. In platea applausi e scongiuri. Camicia bianche in “stile primarie”, Renzi appare sorridente e di ottimo umore. Scherza sulla sua visita ad Arcore, strappando una risata a Bersani: non sarà la sola. Torna a sottolineare l’importanza che hanno avuto le primarie (“quando i cittadini scelgono si rispettano le loro scelte: abituiamoci alla lealtà”). “Chi sottovaluta Berlusconi – torna a ripetere Renzi – commette un errore, dobbiamo stare molto attenti, ma non bisogna nemmeno avere paura”. Scherza sul colpo Balotelli in chiave-elezioni e sulla risposta che aveva dato Bersani, che aveva detto che allora lui avrebbe preso Messi. “Segretario – gli dice Renzi – se vuoi portare Messi a Firenze e noi va bene”.
L’ATTESA:
{phocagallery view=category|categoryid=538|limitstart=0|limitcount=0}
FIRENZE. “Non ci sono renziani o bersaniani, ci sono solo i democratici che porteranno il paese fuori dalla crisi in cui siamo precipitati”, continua il sindaco, facendo il pieno di applausi. “Firenze – dice ancora Renzi – vuol contribuire all’Italia giusta”. Elenca quelle che secondo lui sono le Italie “giuste”, sorprendendo un po’ tutti alla fine: “L’Italia giusta è quella di Balotelli che abbraccia la mamma dopo il gol alla Germania, è la mamma che abbraccia un figlio, ma fino a 18 anni non era italiano, è una legislazione assurda”. Scherza ancora sulle ormai celebre frasi bersaniane (“il tacchino non lo avevo capito, ma quando dice sbraniamoli lo capisco anche io”) e alla fine regala al segretario Pd una copia del Marzocco, simbolo – dice – “dei valori di libertà, bellezza, passione ed entusiasmo di questa terra”.
IL VIDEO:
{youtube}0FJ0WbfjDtY{/youtube}
BERSANI. Poi la parola passa a Bersani, che sottolinea la sua “indignazione per promesse e favole non degne di un paese serio che abbiamo ascoltato in questa campagna elettorale”. Torna a mettere in guardia la destra perché non strumentalizzi la vicenda Mps: “Non s’azzardassero, noi non siamo mammolette e non accetto che ci faccia la predica gente che ha eliminato il falso in bilancio, che sarà reintrodotto il primo giorno che governeremo”. “Le primarie – sottolinea Bersani, concordando con Renzi sulla loro importanza – ci hanno consegnato un rinnovamente incredibile”.
VOTO UTILE. “Se si cerca un voto utile per vincere e battere la destra ce n’è uno solo: quello per noi”, ripete. “L’Italia giusta è moralità e lavoro”, ricorda, sottolineando come proprio il lavoro sia “il tema dei temi”. Infine Bersani si scaglia contro la personalizzazione della politica: “E’ il meccanismo berlusconiano che ci ha portati alla rovina, non Berlusconi. Perché non l’hanno mandato via anni prima? Perché non c’era un partito, c’era un padrone. Il meccanismo di personificazione crea una situazione pericolosissima”, sottolinea, prima di ricordare che lui, nonostante sia il solo ad aver vinto le primarie, è anche l’unico a non aver messo il nome sul simbolo.
SUL PALCO:
{phocagallery view=category|categoryid=539|limitstart=0|limitcount=0}
IL FINALE. Poi la musica prende il posto delle parole, Renzi torna sul palco per l’abbraccio finale con Bersani, il popolo del Pd “unito” applaude convinto.
In attesa di Bersani e Renzi all’Obihall di Firenze
In attesa dell’arrivo del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e del sindaco di Firenze Matteo Renzi all’Obihall.
Garfagnana, il giorno dopo la paura: ”Comportati da buoni padri di famiglia”
Scuole chiuse e sopralluoghi nelle frazioni: la situazione in Garfagnana il giorno dopo la notte di paura.
“SITUAZIONE VERSO LA NORMALITA'”. “La situazione sta rientrando nella normalità. Il C.O.C. presso il palazzetto rimarrà aperto per particolari esigenze della popolazione”: lo annuncia, nel pomeriggio di oggi, la protezione civile di Castelnuovo Garfagnana. Che avverte anche che “sabato 2 febbraio le scuole rimarranno chiuse a titolo precauzionale”.
LA RIUNIONE. Si è tenuta questa mattina, al Centro intercomunale di Protezione civile della Garfagnana, una riunione cui hanno preso parte i sindaci della Valle del Serchio, i rappresentanti della Prefettura di Lucca, della Provincia, delle Forze dell’Ordine e della Protezione civile. Si attende anche l’arrivo del capo della protezione civile Franco Gabrielli a Pieve Fosciana, intorno alle 14,30. “Nel rendere nota la comunicazione pervenuta dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, ci siamo comportati da buoni padri di famiglia – ha spiegato il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli – concordando il da farsi coi sindaci, i quali si sono subito attivati con coraggio. Immediatamente dopo è stata predisposta la colonna mobile e attivata la protezione civile. Abbiamo ricoverato per la notte circa 1.300 persone. Ora restano da capire i modi e i tempi per uscire da questa emergenza. Sulla base di quanto successo in questa occasione, il nodo cruciale, specialmente per il futuro, è capire come si passa da una comunicazione tecnica come quella dell’Igv, ad un’azione concreta sul territorio: come si traduce, cioè, un’informativa sulla possibilità di eventi sismici in una comunicazione alla popolazione che non solo avverte i cittadini ma che tenga conto anche delle modalità di comportamento da adottare. Credo che in questa filiera della comunicazione che si è prodotta, i sindaci si siano comportati in modo corretto per uno scrupolo morale e per un atto assolutamente dovuto”.
“ALLERTA PREVENTIVO”. “Dopo quello che è successo con la Commissione grandi rischi de L’Aquila, probabilmente la comunicazione della Protezione civile di ieri sera nasce dalla necessità di voler evitare rischi per l’incolumità della cittadinanza. Infatti, è la prima volta che abbiamo un ‘allerta preventivo’ per un terremoto in Italia. Mi chiedo, allora, come funzioni questo meccanismo e cosa possono fare i sindaci che rischiano di essere lasciati soli”. Ad affermarlo è il primo cittadino di Fabbriche di Vallico e presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, uno dei sindaci della Valle del Serchio e della Garfagnana, che ieri si è visto recapitare il fax in cui si parlava di un possibile terremoto: “La comunicazione arrivava dalla Protezione civile nazionale, ci diceva di stare in massima allerta perché si prevedevano forti scosse di terremoto – spiega ancora Giurlani – Da allora, però, siamo stati lasciati soli. Come Sindaci, ci siamo riuniti e abbiamo pensato che dovevamo innanzitutto avvertire i cittadini”. E allora via con i social network ma non solo: “I nostri volontari e le associazioni hanno fatto un grande lavoro con il porta a porta. Ci siamo ritrovati – prosegue Giurlani – a gestire un lavoro immane per far alloggiare i nostri cittadini in strutture protette: dei 700 abitanti del mio Comune 380, tra cui anche disabili e anziani, sono stati sistemati in una scuola a norma e in tre edifici che ho requisito”. Questo pomeriggio arriverà nella zona il Capo della Protezione civile Gabrielli: “Forse spiegherà meglio le motivazioni dell’allarme di ieri, dato che già alle 4 della notte un’altra comunicazione lo ridimensionava. A noi servono parole chiare. Dobbiamo dire ai cittadini se possono tornare nelle loro case. Oppure predisporre un sistema di accoglienza che sia più organizzato – conclude Giurlani – Ad ogni modo quella di stanotte è l’ulteriore prova che bisogna strutturare meglio il servizio di Protezione civile del Paese. Definire i ruoli e non lasciare soli i sindaci, in questi casi, è la priorità assoluta”.
NOTTE FUORI DALLE CASE. Dopo l’invito arrivato ieri a lasciare le case per la paura che nella notte potessero verificarsi nuove, forti scosse di terremoto, sono molte le persone che hanno preferito dormire fuori dalle proprie abitazioni. In centinaia di persone hanno dormito in auto, mentre circa un migliaio di persone ha trovato alloggio in strutture sportive o scuole messe a disposizione per l’occasione. Le forze dell’ordine, il personale della protezione civile e del volontariato hanno lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza, per precauzione, prima di tutto anziani, donne e bambini.
SOPRALLUOGHI E SCUOLE CHIUSE. E ora si cerca di capire quello che potrà succedere nelle prossime ore. Intanto, la protezione civile di Castelnuovo Garfagnana ricorda che oggi le scuole del territoio sono chiuse. Inoltre, spiega la protezione civile sempre attraverso Twitter, “è in corso il sopralluogo nelle frazioni. Per informazioni contattare il C.O.C. al numero 0583/641408”. Un aggiornamento della situazione – viene spiegato – si avrà dopo la riunione prevista alle ore 11 al Centro Intercomunale con i Sindaci della Garfagnana.
“VALUTAZIONE”. Intanto, come si legge sul sito della Provincia di Lucca, “il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale facendo seguito alla precedente nota inviata in data 31 gennaio 2013 ha precisato di non aver formulato alcuna previsione di forti terremoti, ma semplicemente una valutazione sulla possibile evoluzione della sequenza iniziata il 25 gennaio e che le conoscenze attuali indicano che le sequenze come quella in atto si sono già verificate ripetutamente in passato senza culminare in scosse distruttive, pur non essendo possibile prevederne l’evoluzione. Il comunicato, al pari del precedente, è stato diramato dalla Sala Operativa integrata della Provincia e della Prefettura e dalle Unioni dei Comuni a tutti i Sindaci della Provincia e alle componenti del servizio di protezione civile”.
Nella notte: Garfagnana, paura per un nuovo terremoto. ”Si consiglia di uscire di casa”
Vendono droga ai giardini a un gruppo di ragazzi: presi due pusher
Avevano venduto droga a un gruppo di ragazzi ai giardini, fermati due uomini.
AI GIARDINI. E’ successo ieri sera intorno alle 21, quando le volanti hanno arrestato due pusher marocchini di 34 anni sorpresi a spacciare hashish ai giardini di Bellariva in via Aretina a un gruppo di ragazzi. Quando gli agenti hanno visto i due – viene spiegato – uno aveva appena incassato una banconota da uno dei ragazzi, mentre l’altro aveva tirato fuori dalla tasca la bustina con la sostanza stupefacente pronto a passarla al suo cliente.
LA CATTURA. Appena i pusher si sono accorti della presenza degli agenti si sono dati alla fuga all’interno dei giardini, lasciando cadere a terra tutta lo stupefacente nascosto addosso. Ma i poliziotti hanno raggiunto e bloccato i fuggitivi, recuperando complessivamente 16 grammi di hashish.

