venerdì, 14 Agosto 2020
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“Deep”, nel profondo del colore  con Giuliano Caporali

Giuliano Caporali festeggia i suoi 50 anni di carriera con una mostra a Palazzo Medici Riccardi 

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Fino al 28 novembre, presso le Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi, sarà possibile visitare Deep, personale del pittore aretino Giuliano Caporali. La mostra, a cura di Mario Balduzzi, affronta attraverso varie tecniche alcuni aspetti di come l’artista intenda la pittura.

Giuliano Caporali dal 1976 dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è disegnatore presso la Soprintendenza di Arezzo. Ciò gli ha permesso di frequentare e studiare da vicino alcuni maestri del passato, da Piero della Francesca al Beato Angelico, da Signorelli al Vasari, fino a Cimabue, per i quali ha curato elaborati grafici per il recupero delle opere, collaborando ad allestimenti di mostre e progetti architettonici.

A queste esperienze istituzionali, fondamentali per la sua crescita artistica, ha opposto un dialogo con la poetica dell’informale, traendo suggestioni dall’ambiente antico dei muri corrosi, dal rapporto tra tempo e spazio, tra pittura e architettura, natura e artificio. Lo abbiamo intervistato.

Una personale emblematica già dal titolo. 

Deep è una parola inglese che significa “nel profondo” e il mio lavoro è proprio quello di scavare, andare oltre per non fermarsi al superficiale, all’apparenza, mediante un costante esercizio di riduzione, di eliminazione da tutto ciò che è mediocre. E’ il frutto di una lunga ricerca portata avanti con tenacia, senza mai accontentarmi dei risultati e dei riconoscimenti ottenuti in questi 50 anni di attività.  

Nelle sue opere possiamo trovare diverse tecniche e anche i supporti sono molteplici.

Per me è molto importante lo studio del colore come fonte di trasmissione delle emozioni. Anche il modo in cui sono bilanciati reciprocamente è cercato per stabilire un rapporto che possa veicolare un messaggio che non potrebbe essere espresso con la stessa forza dalla lingua scritta, ma piuttosto dalla musica. Spesso infatti abbino i colori come si potrebbe fare con le note musicali, per dare un senso di musicalità. Come su certe note – con le dovute e importanti pause – nasce una melodia, così nasce un quadro. Inizio a dipingere, poi è il quadro che mi guida, che mi suggerisce come andare avanti. 

Caporali Deep

Sulle sue tele emergono segni, graffiti, impronte o immagini sublimate, quasi come su un antico intonaco. 

“Deep” è il riepilogo delle mie esperienze formative e lavorative che mi hanno indirizzato negli anni verso un linguaggio gestuale e di sintesi, ma allo stesso tempo armonico e articolato. I tanti “passaggi” delle pennellate di colore rappresentano le tracce della nostra memoria che dovrebbe sempre riaffiorare come frammenti che riemergono. Bisognerebbe andare costantemente a ricercare quello che è stato il nostro vissuto; oggi forse siamo più portati a ricoprire, a dimenticare. 

Perché vuole mettere in connessione modernità e passato, memoria e desiderio di guardare al futuro?

Ultimamente ho usato colori che dovrebbero rappresentare la nostra contemporaneità, sono infatti colori metallici, fluorescenti, un po’ come quelli degli schermi degli smartphone, dei computer. Secondo me bisogna parlare il linguaggio del nostro tempo, rappresentando quello che dovrebbe essere la contemporaneità.  

Si nota come in alcune sue opere esca dal piano bidimensionale spingendosi verso la tridimensionalità

A volte abbino alle mie tele materiali di recupero con l’intento di dar loro una nuova vita. Sono cose dimenticate, vecchi oggetti, pezzi di cartone, elementi extra-pittorici come filo di ferro e stoffa. Al lavoro pittorico alterno anche quello più “materiale” realizzando sculture.   

Mostra Deep Palazzo Medici Riccardi

Informazioni sulla mostra Deep di Giuliano Caporali

L’evento espositivo di Palazzo Medici Riccardi si estende, con un’appendice molto significativa, fino al The Artists’ Palace di fronte alla basilica di San Lorenzo, dove è possibile ammirare il dipinto intitolato “In the purple”. Una vera esperienza multisensoriale all’interno della storica biblioteca  The Artists’ Lab poiché scandita da musica, proiezione di un video sullo stesso Caporali ed effluvi scelti per l’occasione presso il profumiere Lorenzo Villoresi. Deep di Giuliano Caporali è a ingresso libero e proseguirà fino al 28 novembre 2019 con aperture giornaliere dalle 9.00 alle 19.00. Chiuso il mercoledì.

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