sabato, 26 Settembre 2020
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Recensione Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez

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Il bestseller del passaparola che ha sorpreso la Spagna e ha dominato per mesi le classifiche di vendita

Uscito in Spagna nel Gennaio 2010 Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez diventa tramite passaparola un cult in brevissimo tempo. Vince fra l’altro numerosi premi, fra cui il Nadal e da molti è considerato il nuovo fenomeno della letteratura spagnola. In Italia viene pubblicato un anno dopo e da gennaio ad oggi rimane nella top five dei libri più letti.

Innanzi tutto mi pongo una domanda. Perchè stravolgere il titolo al momento che un libro, ma succede anche per i film, arriva sul mercato italiano? Lo que esconde tu nombre ( Quello che il tuo nome nasconde) era indiscutibilmente più intrigante e meno da love story estiva. Detto questo la storia si svolge in Spagna, in Costa Blanca, sul finire dell’estate quando appunto il profumo di limoni inebria chi ha la fortuna di trovarsi a passare di là. La protagonista della storia, Sandra, vi cerca rifugio: ormai trentenne, ma ancora con problematiche adolescenziali da smaltire, vive in conflitto con i genitori ed è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Assolutamente allo sbando e impaurita dalla vita, sembra trovare nell’amicizia con una coppia di amabili vecchietti la risposta alle sue preghiere di amore incondizionato. Solitamente un campanello dovrebbe suonare se tutto sembra troppo facile e bello. Ed infatti i due simpatici nonnini altro non sono che due criminali nazisti, fra i più feroci e desiderosi di ricominciare. 

Se è vero che un libro è scritto per metà dallo scrittore e per metà dal lettore, probabilmente non sono entrata in sintonia con Clara Sánchez. Il profumo delle foglie di limone rappresenta uno di quei casi letterari che difficilmente riesco a capire. Come abbia fatto a diventare un caso letterario e il clamore che ha creato e che continua a creare infatti mi sfugge. Probabilmente non conosco appieno la forza della pubblicità.

L’argomento che è il cardine del libro, la caccia ai cattivi, ai nazisti, è già stato in passato ampiamente utilizzato in maniera approfondita: i dettagli di quale sia la bellezza e la banalità del male sono presenti in molti testi famosi.  Per non citare i più noti vi consiglio Un ragazzo sveglio racconto all’interno del libro Stand by me di Stephen King.

Clara Sánchez appare invece impreparata sull’argomento: il fatto che la protagonista passi per ingenuotta se non ignorante su gran parte della storia europea, mi suona come un artifizio per non entrare troppo in materia. Nel leggere il libro si ha poi la sensazione che qualcosa debba succedere, un colpo di scena, una trovata che destabilizzi il tutto da un momento all’altro, mentre in realtà non succede nulla e la storia si dipana in forzature e semplificazioni che lasciano l’amaro in bocca.

Per scorrere, il libro scorre, ma va giù come un bicchiere d’acqua: senza difficoltà, ma insapore. La continua lotta fra il bene e il male avrebbe meritato un’altra penna che la descrivesse, un punto di vista più preparato e meno facilotto.

Il profumo delle foglie di limone

di Clara Sánchez

pp. 355

Garzanti € 18,60

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