Dal 16 luglio si apre al Forte Belvedere la mostra dedicata a Marino Marini No heroes, nuovo capitolo del progetto espositivo Drama: Four Acts.
Drama: Four Acts: secondo atto
Promosso dal Comune di Firenze e realizzato dalla Fondazione Mus.e, con il coordinamento scientifico del Museo Novecento e con l’ideazione e la curatela di Sergio Risaliti, Drama: Four Acts ha inaugurato l’estate culturale di Belvedere Firenze e si sviluppa nell’arco della stagione estiva come un dramma in quattro atti, mettendo in relazione artisti e linguaggi di epoche differenti.
Dopo l’apertura, lo scorso 24 giugno, della mostra personale di Paolo Canevari, God Year, il secondo atto vede protagonista uno dei più grandi maestri della scultura del Novecento. Con No Heroes, una selezione di cinque sculture in bronzo di Marino Marini entra in dialogo con le opere di Canevari.
Marino Marini in dialogo con Paolo Canevari
Al primo piano della Palazzina, il confronto tra Marino Marini e Paolo Canevari affronta il tema della storia, esplorando l’essenza più profonda della condizione umana, dei conflitti e della crisi della civiltà umanistica. Le opere di Marino Marini, caratterizzate da una straordinaria forza espressiva e da una costante ricerca identitaria legata alla figura umana e ai suoi archetipi, si confrontano con il linguaggio contemporaneo di Paolo Canevari, che utilizza materiali industriali e di recupero per evocare tensioni storiche, sociali e politiche.
Fulcro della ricerca di Marino Marini è il celebre tema del cavallo e del cavaliere, affrontato dall’artista come metafora della condizione umana e del rapporto tra individuo, natura e storia. Se nelle opere degli anni Trenta le figure conservano un equilibrio monumentale e una misura classica, l’esperienza della Seconda guerra mondiale, quella dello sterminio e delle apocalissi nucleari, trasforma profondamente questo linguaggio. I corpi si irrigidiscono, le forme diventano spigolose, il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere come nella serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell’uomo moderno, travolto da una violenza che non riesce più a governare. Cavallo e cavaliere assolvono in fondo a una critica della nuova società tecnologica e industriale, oppressiva, disumanizzante, responsabile di conflitti sociali e distruzioni fratricide. Sentimenti e sensazioni del tragico della storia che Marino trasferisce nelle sue ultime e drammatiche sculture, quali i Gridi e i Miracoli, con le figure frante, distorte, urlanti e accasciate. Esempio altissimo nella sua scarna modellazione è la figura del Prigioniero, in cui si ravvede l’umanità inerme, sconfitta, vittima sacrificale della storia e del male provocato dal progresso e dalle letali ambizioni del potere umano.
In mostra sarà presentata anche una Bagnante, che nella sua postura accovacciata ricorda il celebre Adolescente di Michelangelo. Nella figura di Marino Marini, pare adesso prevalere un sentimento di introversa malinconia, di sconforto e avvilimento. Ultime delle cinque sculture più rappresentative del mondo di Marino Marini è la Danzatrice, collocata in una sala caratterizzata dalle sculture in copertone di Canevari. Come il Funambolo, anche la danzatrice è figura del circo, luogo di giochi acrobatici, coreografie mirabolanti, messe in scena sarcastiche, che tanto affascinarono Marino. Se nella parabola artistica di Marino si assiste alla dissoluzione del mito dell’eroe, simbolo di un’umanità trionfante, virile, ma disillusa, dopo guerre fratricide e possibili apocalissi tecnologiche, ecco che le figure del saltimbanco e della danzatrice si impongono al tempo della disumanizzazione moderna come alternativa vitale e speranzosa. Sono figure di un’età primigenia dell’umanità in cui fantasia e creatività. gioco e ironia dominavano la scena dell’arte e del sacro, figure a cui l’artista si ricollega per contrastare ed esorcizzare il male che corrode ogni passato e futuro umanesimo.
Drama: Four Acts continua a settembre
La mostra dedicata a Marino Marini “No Heroes”, proseguirà fino al 16 ottobre. Il progetto Drama: Four Acts vedrà a settembre con il terzo intervento espositivo, Oscuro Abbagliante, installazione site-specific dell’artista norvegese Per Barclay.


