venerdì, 18 Settembre 2020
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Bici e mezzi pubblici, in provincia il ”modello Amsterdam”

L’uso della bicicletta accoppiato a quello del mezzo pubblico: questo sistema alternativo di mobilità diventerà realtà anche in provincia di Firenze. Ecco come.

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Firenze come Asterdam. L’uso della bici accoppiato all’utilizzo del mezzo pubblico. Presto questo sistema alternativo di mobilità non sarà più una caratteristica di alcune capitali europee come Copenhagen o Amsterdam, ma diventerà effettivo anche in provincia di Firenze.

SISTEMA INTEGRATO. “Per rendere possibile un’idea di mobilità sostenibile nel territorio fiorentino – spiega l’assessore alla Pianificazione territoriale – la Provincia di Firenze ha costituito all’interno del PTCP, e cioè nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, un quadro strategico per la mobilità ciclistica. La proposta avanzata è quella di un sistema integrato di mobilità ciclistica inserito a pieno titolo nell’organizzazione della mobilità generale. Teniamo in modo particolare a questa progettualità di ampio respiro che verrà coordinata insieme ai Comuni del territorio. Con questa strategia facciamo della rete ciclabile un tema realmente metropolitano e di sistema”.

LUNGO L’ARNO. L’asse portante della mobilità ciclistica provinciale è quello della Ciclopista dell’Arno, sulla quale si innestano le direttrici ciclabili lungo gli assi fluviali principali (Sieve, Elsa, Pesa, Padule di Fucecchio). Per questa infrastruttura Regione e Province prevedono di stanziare 9 milioni di euro entro il 2014. Diversi tratti sono già stati realizzati: Cascine-Renai, Scandicci, Lastra a Signa; per altri esiste già il progetto esecutivo o di massima, cioè per Signa-Camaioni e Rignano-Pontassieve, mentre è in via di realizzazione il tratto Montelupo-Camaioni. Altri segmenti sono già esistenti ma da adeguare: si tratta delle zone comprese tra il confine con la provincia di Arezzo a Figline e fino a Incisa; nel tratto Montelupo-Empoli, attraverso le zone industriali di Capraia e Limite e i centri di Limite e Spicchio/Sovigliana; il tratto tra Empoli e Marcignana in riva sinistra d’Arno e da Sovigliana al ponte di Avane in riva destra. In Val d’Elsa si dovrebbe realizzare una pista ciclabile parallela alla variante alla 429, mentre nel Padule di Fucecchio si prevede un percorso che, a partire dalla ciclopista dell’Arno all’altezza di San Zio, si colleghi direttamente al Padule attraverso Lazzaretto e Stabbia nel comune di Cerreto Guidi.

CICLOSTAZIONI. Alla grande opera della Ciclopista dell’Arno si affianca una rete di ciclostazioni e strutture che garantiscano l’intermodalità, pensate per creare una interconnessione tra le diverse modalità di trasporto. Con il termine “ciclostazione” si intende una struttura che offre servizi di base di parcheggio custodito, protetto e vigilato, ma anche noleggio, assistenza e riparazione biciclette, in prossimità delle stazioni ferroviarie. In base a uno studio FIAB commissionato dalla Regione Toscana i nodi più interessanti nella provincia di Firenze sarebbero Empoli e Firenze, dove gli utenti quotidiani del servizio ferroviario rappresentano il 23% della popolazione residente. Altri nodi ferroviari interessanti nei quali prevedere ciclo stazioni sono: Figline (5000 passeggeri al giorno), Pontassieve (4700), Castelfiorentino, Certaldo e Signa (2300-2500), Sesto Fiorentino (2000).

CICLOSUPERSTRADE. E dalle ciclostazioni partiranno anche le ciclosuperstrade per l’area fiorentina come fattore strutturante della mobilità metropolitana. Si tratterebbe di tratti ciclabili diretti che servono a collegare in modo veloce le stazioni ferroviarie con i diversi punti d’interesse e specialmente con le aree produttive. Quei percorsi che a Londra sono chiamati “CycleSuperhighway”. In pratica, su questi tratti si potrebbe viaggiare a circa 15 km orari di media: un andamento concorrenziale con il TPL (che viaggia ad una velocità di 17,8 km/h). Dallo studio FIAB e dal piano della Provincia di Firenze si immaginano 18 itinerari per oltre 200 km di lunghezza. Per la realizzazione integrata delle ciclosuperstrade si aggirerebbe tra i 40 e i 60 milioni di euro, pari al 3% dei costi per la costruzione del sottoattraversamento della Tav. La rete della mobilità ciclistica turistica, ambientale e ricreativa, che si sviluppa in prevalenza su strade a basso traffico, necessita di dell’implementazione di un sistema di aree a moderazione e limitazione del traffico, dove l’uso della bicicletta diventa sicuro e concorrenziale con gli altri mezzi. Questi sono gli elementi che, secondo il quadro strategico ideato e proposto dall’Assessorato alla Pianificazione Territoriale della Provincia di Firenze, devono comporre il sistema della mobilità ciclistica provinciale, inserito a pieno titolo nell’organizzazione della mobilità generale.

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