domenica, 28 Novembre 2021
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Compenso degli scrutatori e dei presidenti di seggio per il ballottaggio delle comunali

Quanto si guadagna come scrutatori o presidenti di seggio: il compenso per le elezioni comunali 2021 e per il secondo turno di ballottaggio

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Il compenso riconosciuto agli scrutatori e al presidente del seggio per le elezioni comunali e per il ballottaggio 2021 è stabilito dalla legge. In tutta Italia, per le amministrative, sono stati chiamati al voto più di 1.100 comuni nelle regioni a statuto ordinario e in alcune di queste città è previsto il secondo turno. Per fare lo scrutatore è necessario presentare domanda al proprio Comune di residenza entro il mese di novembre di ogni anno e si è poi inseriti in un apposito elenco. Dall’albo degli scrutatori – con un sorteggio – è stata stabilita la lista di quelli che prenderanno servizio durante le elezioni comunali di ottobre 2021.

Cosa fanno gli scrutatori e quanti giorni lavorano per le amministrative (anche prima delle elezioni)

Uno scrutatore può rinunciare alla nomina del Comune solo per validi e giustificati motivi, come per problemi di salute o per un impedimento grave, che deve essere dimostrato. La comunicazione va fatta il prima possibile agli uffici. Chi non si presenta al seggio rischia una sanzione che parte da 206 euro e arriva fino ai 516 euro.

Ricordiamo che gli scrutatori e il presidente di seggio, anche per queste elezioni comunali 2021 e per il ballottaggio (dove previsto, come a Roma e Torino), oltre al compenso, hanno diritto all’assenza giustificata dal posto di lavoro: se sono dipendenti vengono pagati normalmente dall’azienda come se avessero lavorato. Inoltre per i giorni non lavorativi e quelli festivi che si passano al seggio si ha diritto a una giornata di riposo di cui si può usufruire subito dopo la fine delle operazioni ai seggi (o in alternativa si ha una giornata retribuita).

Ma cosa fanno gli scrutatori? Il giorno prima delle elezioni allestiscono il seggio, contano e firmano le schede, nei due giorni delle votazioni si occupano di registrare gli elettori e di seguire le operazioni durante tutto l’orario di apertura del seggio. Infine lunedì, dopo la chiusura delle urne, procedono allo spoglio delle schede.

Quanto si guadagna: compenso scrutatori e presidente di seggio per le elezioni comunali 2021 (e ballottaggio)

Agli scrutatori e al presidente di seggio di una sezione elettorale viene pagato un compenso fisso esentasse, che è stabilito dalla legge: non si tratta infatti di uno stipendio vero e proprio ma di un rimborso spese per cui non c’è un lordo o un netto, la cifra “guadagnata” va tutta in tasca e non deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi. Dunque quanto prende uno scrutatore? Questa cifra fissa varia in base al tipo e al numero di tornate elettorali per cui si è impiegati.

Ecco quanto si guadagna per le comunali 2021: gli scrutatori hanno diritto a 120 euro per le giornate del primo turno di votazione (61 euro per i seggi speciali); 120 euro di compenso anche nel caso di ballottaggio; il presidente di seggio ha diritto a un rimborso una tantum di 150 euro per tornata elettorale (90 euro nel caso di seggi speciali, ad esempio negli ospedali), identica cifra per il secondo turno delle amministrative.

Lo stesso compenso è stato previsto per gli scrutatori e i presidenti di seggio delle elezioni regionali 2021 in Calabria e per le suppletive a Siena e Arezzo e nel collegio 11 di Roma, rimborso che è salito rispettivamente a 145 euro e 187 euro nel caso di concomitanti elezioni comunali. Il compenso per le amministrative, insieme a quello delle elezioni politiche, è la somma più alta riconosciuta per una singola consultazione: in occasione di un referendum il compenso per gli scrutatori è di 104 euro (130 i presidenti di seggio); guadagnano 96 euro nel caso delle consultazioni europee (120 i presidenti).

Ballottaggio con green pass (ma non serve per chi vota)

A differenza del primo turno, per il ballottaggio delle elezioni comunali (17-18 ottobre 2021) gli scrutatori e presidenti di seggio devono avere il green pass, obbligatorio dal 15 ottobre con l’entrata in vigore del decreto dedicato alla certificazione verde sui luoghi di lavoro. Non serve per votare. Le FAQ sulla prossima tornata elettorale sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Interno.

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