domenica, 24 Gennaio 2021
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Giro, a Livorno l’arrivo più triste. I ciclisti ricordano Weylandt

Come già accaduto in passato, il Giro d'Italia non si ferma davanti alla tragedie, come quella avvenuta ieri con la morte del 25enne belga Wouter Weylandt. Oggi è in programma la tappa da Genova a Livorno, che attraverserà vari luoghi della Toscana. Previsto un andamento lento con il gruppo che procederà tutto insieme. Sul traguardo dovrebbe sfilare l'intera squadra di cui il 25enne, futuro padre, faceva parte.

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Hanno tagliato il traguardo abbracciati, per ricordare il loro compagno che dalla maledetta tappa di ieri non c’è più. I ciclisti della Leopard hanno tagliato il traguardo di Livorno tutti insieme, abbracciati, per dare l’ultimo saluto a Wouter Weylandt.

LA TAPPA. Dopo una tappa corsa nel segno del lutto, con un unico gruppo condotto a turno da ogni squadra, si è concluso il giorno più triste per il Giro d’Italia.Un giorno, se possibile, reso ancora più nero dai chiodi trovati questa mattina lungo il perocrso che i corridori avrebbero dovuto affrontare, nel tratto dell’Aurelia tra Ardenza e l’inizio della salita di Montenero. Chiodi che – data la loro quantità – sembrano seza dubbio essere stati messi lì volontariamente.

SILENZIO. La tappa di oggi, che ha visto l’arrivo della carovana in Toscana, era partita da Genova, dove in segno di lutto il consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio. E domani il Giro, per la sua quinta tappa, ripartirà ancora dalla Toscana, da Piombino, per arrivare finoa  Orvieto, dopo aver attraversato i comuni di Livorno, Grosseto, Siena, per quella che doveva essere una festa dello sport ma che – come ricordato oggi dalle parole dell’assessore regionale Nencini – una festa non potrà più essere. Perchè non c’è niente da festeggiare, con una tragedia come quella toccata al 25enne ciclista belga.

L’INCIDENTE. Anche nella tappa di oggi non c’è stata nessuna emozione, nessuna volata. Soltanto dolore, il giorno dopo la tragica morte del 25enne belga Wouter Weylandt, avvenuta in seguito a una caduta a circa 20 chilometri dall’arrivo a Rapallo.

LA TRAGEDIA. Una morte che ha gettato nel dolore e nello sconforto non solo la famiglia (la moglie è incinta) e la squadra del giovane belga, ma tutta la carovana del Giro. Giro che – come annunciato già ieri, e come d’altronde già accaduto in passato – non si fermerà davanti alla tragedia, ma andrà avanti.

IL LUTTO. La tappa di oggi, per la Toscana, avrebbe dovuto rappresentare un momento di emozioni e felicità, ma invece è stata caratterizzata dal lutto. Nessun cerimoniale, nessun festeggiamento (come già avvenuto ieri all’arrivo), soltanto lo spettacolo che deve andare avanti, ma che spettacolo non sarà. E’ stato lo stesso padre della vittima a chiedere che la competizione non venisse fermata. Proprio il padre del belga oggi, insieme ad altri familiari, ha portato alcuni fiori sul luogo in cui è avvenuto ieri l’incidente mortale.

CAMPANE. Le campane del santuario di Montenero e della chiesa di San Jacopo, a Livorno, hanno suonato  a distesa  al passaggio dei corridori,  in ricordo di Wouter Weylandt. La decisione è stata presa dal Comune e dalla Diocesi di Livorno. I rintocchi verranno dalla campana maggiore del Santuario mariano dedicato alla Madonna delle Grazie di Montenero (patrona della Toscana) e le campane della chiesa di San Jacopo che si trova a fianco dell’Accademia Navale e a poche centinaia di metri dal traguardo della Terrazza Mascagni

”Il Giro d’Italia del 150° anniversario dell’Unità non sarà più la stessa corsa”Il giro non si ferma e arriva in Toscana

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