martedì, 28 Settembre 2021
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No al razzismo tra canti e preghiere: migliaia al corteo / FOTO – VIDEO

Più di diecimila persone hanno partecipato al corteo che da piazza Dalmazia ha raggiunto piazza Santa Maria Novella. Si temevano infiltrazioni, ma tutto è andato per il verso giusto. Presenti Bersani, Vendola, Rossi e Renzi.

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“Che sia una manifestazione pacifica, senza violenza e senza grida, e che chi dovesse non seguire queste indicazioni venga subito allontanato”, avevano chiesto i rappresentanti della comunità senegalese in piazza Dalmazia, quando alle 15, ora prevista della partenza del corteo, mancava meno di un’ora, mentre qualcuno poco distante dal palco pregava. Si temevano, infatti, infiltrazioni, si temeva che i comportamenti e le gesta di qualcuno potessero rovinare quello che doveva essere un corteo pacifico.

CORTEO PACIFICO. E così è stato. Un corteo pacifico, cui hanno preso parte più diecimila persone, un serpentone di gente (molti senegalesi e africani, ma anche molti italiani) che da piazza Dalmazia ha raggiunto piazza Santa Maria Novella. Tra i presenti c’erano Bersani, Vendola, Rossi e Renzi, ma anche l’imam Izzedin Elzir, il leader della Fiom Maurizio Landini, Rosy Bindi e molti altri rappresentanti della politica. C’era il portavoce della comunità senegalese Pape Diaw, c’erano associazioni e comitati.

 

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MIGLIAIA IN PIAZZA. E c’era tanta, tantissima gente comune, presente per dire no al razzismo, per dire che Firenze non è una città razzista, e che il dolore di una comunità è il dolore di un’intera città, che fin dal giorno del duplice omicidio dei senegalesi in piazza Dalmazia si è voluta stringere attorno alla comunità africana, attraverso il lutto cittadino e non solo.

SUL PALCO. Durante il corteo ci sono stati canti e preghiere, cartelli e slogan per dire no al razzismo, per ricordare i due senegalesi che non ci sono più. Tutto, nonostante i timori della vigilia, è filato liscio. Alla fine, dal palco di Santa Maria Novella, davanti a una piazza piena di gente, il presidente della Regione Enrico Rossi ha voluto lanciare un appello ai senegalesi: “Vi chiedo di rimanere a Firenze, in Toscana, in Italia, vi chiedo di non farvi intimidire, perché abbiamo bisogno di voi. E vi chiedo anche di parlare con i nostri anziani: se vi avvicinate a loro, se racconterete loro le vostre storie, vi capiranno e vi considereranno amici e vicini”. Per lui tanti applausi.

 

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PAPE DIAW. Prima di lui aveva in piazza preso la parola Pape Diaw, che ha ringraziato Firenze per la vicinanza dimostrata alla comunità senegalese e ha condannato chi, nel precedente governo, “fomentava l’odio razzista”, ricordando che quella che oggi sembrava una festa, con italiani e stranieri che camminavano pacificamente fianco a fianco, sotto l’unica bandiera dell’integrazione, una festa non era. Perché oggi si ricordavano due di loro non ci sono più.

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