martedì, 27 Ottobre 2020
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”Violenza” contro Artemisia, un coro di solidarietà

Nella mattinata di ieri il centro antiviolenza Artemisia di Firenze ha subito un altro gesto vandalico, qualcuno ha infatti incendiato la porta d'ingresso. Un coro di condanne e solidarietà a Comune e Provincia.

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Un gesto intimidatorio. Una violenza contro il centro anti-violenze.

FUOCO. E’ quello che è accaduto ieri, all’Artemisia di Firenze, che da anni si occupa di aiutare le donne vittime di violenza. Dopo un tentativo di scasso, qualcuno ha infatti appiccato il fuoco ad una porta, un gesto che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme.

MINACCE. E’ il culmine di un climax di minacce che da tempo avvolgono il centro antiviolenza, minacce verbali o via internet, provenienti, come afferma l’Artemisia “da compagni o mariti di donne che hanno fatto richiesta di aiuto”.

CONDANNE. Dure le condanne da parte di ogni esponente politico per l’accaduto. Per il vicesindaco e assessore al welfare di Firenze, Stefania Saccardi, quello di ieri è “un gesto da condannare con fermezza, soprattutto perché colpisce un’associazione da sempre impegnata nell’aiuto e sostegno delle donne vittime di violenza”.

SOLIDARIETA’. “Nell’esprimere piena solidarietà all’associazione – ha continuato il vicesindaco – auspico che al più presto possa essere fatta piena luce sull’accaduto e individuati gli autori di questo gesto preoccupante”. Sostegno alle operatrici del centro Artemisia anche dal Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci: “Un grave atto intimidatorio che non può essere sottovalutato, perché ennesimo segnale della violenza nei confronti di chi è in prima linea nella difesa dei diritti delle donne. Per questo voglio esprimere la solidarietà mia e di tutta la giunta provinciale nei confronti delle operatrici del centro Artemisia”.

VIOLENZA. Per la presidente della commissione Pari opportunità di Palazzo Vecchio, Maria Federica Giuliani, “non bisogna abbassare la guardia e soprattutto bisogna proseguire con tenacia per contrastare il dilagare della violenza e dei femmincidi”.

ATTENTATO. Ferma condanna contro il gesto intimidatorio ai danni del centro Artemisia anche da parte dell’assessore alle pari opportunità, Cristina Giachi: “È un attentato contro la conquista di uno spazio di attenzione e di cura per le donne vittime di violenza ma non ci lasceremo intimidire. Continueremo a lavorare al fianco di Artemisia, con la tenacia che non brucia in un momento. Accanto a me sono le donne della giunta del Comune di Firenze, un organo composto da 5 donne su 8 componenti”.

ARTEMISIA. “Da più di 20 anni – ha ricordato l’assessore – Artemisia, oltre che occuparsi concretamente delle donne in cerca di aiuto e protezione, porta avanti preziose iniziative di informazione, sensibilizzazione, formazione sul tema della violenza a Firenze e in tutto il territorio nazionale. Dal 1995 ha aperto un centro di prima a accoglienza e consulenza, il ‘Centro Catia Franci’, nel 1999 ha aperto la prima Casa Rifugio e nel 2002 la seconda, per riuscire a dare protezione immediata a donne con e senza figli nelle situazioni di maggiore rischio. Dal 1998 fa parte del tavolo permanente promosso da Comune e Provincia per coordinare gli interventi sull’abuso e sul maltrattamento ai minori e di stabilire procedure di interventi comuni. L’associazione, inoltre, realizza da molti anni attività all’interno delle scuole di ogni ordine e grado percorsi formativi per fare riflettere i più giovani sui diritti nelle relazioni affettive, ad identificazione gli stereotipi di genere e sui comportamenti prevaricanti e aggressivi. Senza dimenticare che proprio grazie ad Artemisia è nato il Centro di ascolto uomini maltrattanti. Un lavoro importante, insomma, fondamentale, tanto che nell’ottobre di dieci anni fa l’associazione è stata insignita del Fiorino d’Oro dal sindaco”.

VOLONTARIE. “La violenza sulle donne continua, è un pedaggio quotidiano che tante pagano alla mitologia del maschio predatore e padrone, e alla fragilità di uomini incapaci di relazioni umane – ha concluso Cristina Giachi – ma grazie ad Artemisia tante donne aggredite fisicamente o psicologicamente, spesso dai propri mariti, fidanzati o ex compagni, quasi sempre tra le mura domestiche, sono state salvate. Le volontarie di Artemisia non devono avere paura: l’amministrazione è accanto a loro e qualsiasi tentativo criminoso non coglierà nel segno e non le fermerà”.

EMERGENZA. “Mai come in questo periodo la violenza contro le donne deve essere considerata una vera emergenza – afferma l’assessore allo sviluppo economico, Sara Biagiotti –  e atti come questo lo confermano e preoccupano. Siamo a fianco di Artemisia nel suo prezioso insostituibile quotidiano lavoro, a cui non solo le donne, ma tutta la città devono essere grate”.

AIUTO. Sostegno anche da parte di Ornella De Zordo e Adriana Alberici, consiglieri comunali: “Le 40 operatrici, molte delle quali volontarie, che lavorano al Centro non devono sentirsi sole di fronte alle minacce e, ora anche al gesto intimidatorio dell’incendio appiccato le cui conseguenze sarebbero state ben più gravi se non vi fosse stata la tempestiva azione di due operatrici di Artemisia che hanno allertato Polizia e Vigili del fuoco”.

CIVILTA’. “L’impegno di Artemisia a contrastare la violenza maschile sulle donne è un presidio di civiltà prima ancora che di umanità – proseguono la De Zordo e la Alberici – di cui il nostro territorio non può fare a meno: le Istituzioni devono impegnarsi sia per sostenere con finanziamenti adeguati i Centri antiviolenza – di cui purtroppo c’è sempre più bisogno – sia per contrastare una cultura sessista da cui traggono vigore molti gesti individuali che sfociano in violenze e femminicidio.”

RISPOSTE. Anche il consigliere regionale Daniela Lastri commenta il grave episodio di vandalismo: “E’ uno di quei casi in cui la semplice solidarietà non basta. Dopo le ripetute minacce alle operatrici, l’attentato incendiario alla sede dell’associazione Artemisia è un fatto gravissimo, che richiede risposte urgenti da parte delle autorità e delle istituzioni. In un momento come questo, che vede un’escalation ormai quasi quotidiana di violenze fisiche e verbali nei confronti delle donne, è inconcepibile che un centro che tutela le vittime delle violenze sia a sua volta vittima di tali episodi. Occorre non sottovalutare il vile gesto di ieri a Firenze, c’è bisogno di una presa in carico del problema da parte delle autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico.”

PROVINCIA. Un coro unanime di solidarietà, oltre i colori della politica, anche dalla Provincia. “I frequenti attacchi intimidatori e le minacce subite dalle operatrici e dagli ospiti dell’Associazione – dichiarano i consiglieri provinciali del Pdl – non devono scoraggiare dal perseguire l’opera di intervento e di sostegno verso coloro che sono vittime di violenze, che solo grazie all’intervento di Artemisia riescono a superare la barriera della vergogna nel denunciare gli abusi subiti”. Ribadendo solidarietà e sostegno, anche i consiglieri provinciali Andrea Calò e Lorenzo Verdi, chiedono “quale prima riposta, che la Città le Istituzioni la politica, si attivino a garantire la presenza omogenea e capillare sul territorio nazionale di centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne, come Artemisia, con un approccio di genere, con finanziamenti regolari e continuati nel tempo”. Perchè “la violenza maschile sulle donne non è una questione privata ma politica.”

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