mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Come si fa il voto disgiunto alle elezioni comunali e regionali 2021

Dove è previsto il voto disgiunto per le comunali e le regionali 2021 e come funziona: le differenze tra le città con più di 15.000 abitanti e quelle che hanno meno di 5.000 residenti

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Tutto pronto per le amministrative del 3 e 4 ottobre che interessano 1.157 comuni italiani, tra cui Milano, Torino e Napoli, e una regione in cui si vota per governatore e Consiglio regionale, la Calabria: ma come si fa il voto disgiunto alle elezioni comunali 2021, come funziona e dove è previsto ad esempio nelle piccole e grandi città? Facciamo chiarezza.

Cos’è il voto disgiunto: il significato e come funziona

Alcuni sistemi elettorali prevedono in cosiddetto “voto disgiunto”, il che significa avere la possibilità di esprimere due voti per schieramenti diversi: uno per il candidato (ad esempio alla carica di sindaco) e l’altro per indicare la preferenza per un partito (i consiglieri comunali) anche se fanno parte di coalizioni diverse.

In parole pover il voto disgiunto funziona, così, dove è previsto: alle amministrative si può votare per un sindaco (o per un governatore nel caso delle elezioni regionali) e poi scegliere i consiglieri comunali collegati a un partito diverso da quello che sostiene quel candidato primo cittadino, esprimendo anche una preferenza. Attenzione però: non è possibile scegliere due liste o partiti diversi per i candidati al consiglio comunale. Più sotto facciamo un esempio semplice.

Comuni sotto 5.000 abitanti e sotto 15.000: voto disgiunto, dove si può fare?

Il voto disgiunto si fa nelle elezioni comunali di città con più di 15.000 abitanti, mentre non è previsto nelle località che hanno un numero inferiore di residenti. Dunque nelle grandi metropoli come Milano, Roma, Napoli e Torino è previsto, mentre nelle città sotto i 15.000 residenti non c’è la possibilità di esprimere il voto disgiunto.

Altra differenza tra piccole e grandi città riguarda le preferenze: nei comuni con meno di 5.000 abitanti, oltre a non essere previsto il voto disgiunto, è possibile dare una sola preferenza per un candidato all’elezione del Consiglio comunale. Per le città con più di 5.000 abitanti si possono invece esprimere massimo due preferenze, della stessa lista, necessariamente un uomo e una donna secondo la regola dell’alternanza di genere. Se si indicano due nomi dello stesso genere (due uomini o due donne), la seconda preferenza viene annullata.

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Elezioni comunali 2021: come si fa il voto disgiunto e a chi va, un esempio semplice

Dunque nei comuni con più di 15.000 abitanti l’elettore ha la possibilità di esprimere il voto disgiunto per le elezioni comunali 2021: ecco un esempio su come si vota con questa modalità. Prendiamo una situazione semplice: sulla scheda ci sono due candidati per la poltrona di sindaco, il signor Bianchi e il signor Verdi, ognuno è sostenuto da un partito. Bianchi è sostenuto dal partito Bianco, Verdi è appoggiato dal partito Verde.

Ecco come funziona il voto disgiunto in questo esempio. L’elettore può tracciare una X sul nome del signor Bianchi, per farlo diventare sindaco, ma fare un secondo segno sul simbolo del partito Verde, che sostiene il signor Verdi, con la possibilità di esprimere due preferenze (un uomo e una donna). In questo modo l’elettore esprime la sua volontà di eleggere sindaco il signor Bianchi e di indicare per il Consiglio comunale i consiglieri della parte politica avversaria, il partito Verde.

Disgiunto alle regionali 2021: non c’è in Calabria

Il 3 e 4 ottobre 2021 si vota anche per le elezioni regionali in Calabria, in questo caso non si può esprimere il voto disgiunto, ecco come funziona. L’elettore può tracciare una X su una lista/partito che sostiene un candidato al Consiglio regionale, esprimendo una doppia preferenza (una per un uomo e una per una donna). In questo caso il voto va anche al candidato presidente della Regione sostenuto dalla lista scelta.

In alternativa è consentito tracciare una X solo sul nome del candidato governatore. Inoltre il primo weekend di ottobre a Roma e a Siena si vota anche per le suppletive della Camera: in questo caso si tratta di collegi uninominali e si può votare solo un nome di un candidato deputato. Informazioni e aggiornamenti sullo speciale elezioni del Ministero dell’Interno.

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