sabato, 2 Marzo 2024
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Compenso scrutatori elezioni europee e comunali 2024

Quest'anno il gettone di presenza per chi lavora ai seggi cresce di quasi di un terzo. Chi farà l'en plein di consultazioni potrà arrivare a prendere fino a 300 euro

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Il compenso degli scrutatori per le elezioni europee, comunali e regionali 2024 cresce rispetto al passato: il nuovo decreto legge del governo ha innalzato la “paga” per chi lavorerà ai seggi in occasione dell’election day dell’8 e 9 giugno 2024. In queste date infatti potrebbero condensarsi ben 3 consultazioni, più – nel caso delle grandi città interessate dalle amministrative – anche quelle circoscrizionali o di quartieri. L’incremento di questo gettone di presenza è stato deciso dal governo sia per il maggiore impegno (il compenso di uno scrutatore infatti non è conteggiato per ogni giorno di lavoro, ma a forfait) e per la crescente difficoltà di trovare persone disponibili a questo impiego nonostante il pagamento di un rimborso esentasse.

Quanto prenderanno in più gli scrutatori e i presidenti di seggio per le elezioni 2024?

Nel decreto elezioni, approvato dal Consiglio dei ministri il 25 gennaio 2024, è stata prevista la possibilità di accorpamento delle europee con le regionali e le comunali e un aumento, solo per quest’anno, del 30% del compenso riconosciuto a scrutatori e presidenti di seggio. In totale sono stati stanziati 27,6 milioni di euro in più per coprire le maggiori spese. Come base per calcolare l’incremento, si fa riferimento alle cifre stabilite dalla legge n° 70 del 13 marzo 1980, modificata dalla legge n° 62 del 16 aprile 2002.

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I cittadini che ricopriranno questi ruoli saranno impegnati nei giorni del voto, sabato 8 giugno, dalle 14 alle 22 e domenica dalle 7 alle 23, ma anche nelle ore precedenti per preparare i seggi e per lo spoglio delle schede. Per le europee inizierà alle 23 di domenica, mentre nel caso siano previste comunali o regionali, si continuerà con lo scrutinio dalle ore 14 di lunedì 10 giugno. L’impegno previsto è quindi di 3-4 giorni, con la possibilità di giornate di riposo per i lavoratori dipendenti (vedi sotto).

Il compenso degli scrutatori per le elezioni 2024 europee, regionali e comunali

In attesa del provvedimento che fisserà nero su bianco i compensi è possibile fare una stima di quanto prenderanno gli scrutatori e i presidenti di seggio per le elezioni europee e per l’eventuale abbinamento con regionali, comunali e circoscrizionali. La valutazione che segue è basata sul calcolo del 30% rispetto alle vecchie “tabelle”. Quest’anno quindi si andrà da un minimo di quasi 125 euro per ogni scrutatore impegnato per la sola consultazione Ue ai 300 euro riconosciuti ai presidenti di seggio che faranno l’en plein con 4 votazioni contemporanee.

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  • Solo elezioni europee 2024:
    compenso scrutatori e segretari di seggio 124,80 euro
    compenso presidente di seggio 156 euro
  • Elezioni europee e comunali 2024:
    compenso scrutatori e segretari di seggio 157,30 euro
    compenso presidente di seggio 204,10 euro
  • Elezioni europee, comunali e circoscrizionali (quartieri) 2024:
    compenso scrutatori e segretari di seggio 189,80 euro
    compenso presidente di seggio 252,20 euro
  • Elezioni europee e regionali (Piemonte)
    compenso scrutatori e segretari di seggio 157,30 euro
    compenso presidente di seggio 204,10 euro
  • Elezioni europee, regionali e comunali
    compenso scrutatori e segretari di seggio 189,80 euro
    compenso presidente di seggio 252,20 euro
  • Elezioni europee, regionali, comunali e circoscrizionali
    compenso scrutatori e segretari di seggio 222,30 euro
    compenso presidente di seggio 300,30 euro

Ribadiamo che si tratta di stime ufficiose: per le cifre precise bisognerà attendere la circolare del Dipartimento per gli affari Interni e Territoriali.

Le altre facilitazioni per gli scrutatori: rimborso esentasse e permesso elettorale

Quando si guardano le cifre del compenso degli scrutatori per le elezioni, bisogna tenere presente che questa “paga” è considerata a tutti gli effetti un rimborso spese che quindi è esente da tasse e da contributi previdenziali. Non andrà riportata nella dichiarazione dei redditi e non sono previste trattenute. Insomma la cifra indicata è già “netta”. Inoltre ci sono delle agevolazioni per chi è lavoratore dipendente. La normativa prevede che i giorni passati al seggio siano considerati assenza giustificata (ossia al dipendente viene pagata la normale retribuzione, come se ci si fosse presentati sul posto di lavoro). Inoltre per i giorni non lavorativi e quelli festivi che si passano al seggio si ha diritto al permesso elettorale, ossia una giornata di riposo di cui si può usufruire subito dopo la fine delle operazioni ai seggi. In alternativa si ha diritto a una giornata retribuita, spiegano i sindacati.

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