martedì, 23 Aprile 2024
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Elezioni comunali: come si vota e quante preferenze si possono dare

Come si vota? È possibile il voto disgiunto alle amministrative? Quante preferenze si esprimono sulla scheda? Cos'è la doppia preferenza di genere? Le risposte ai dubbi più frequenti sulle elezioni comunali 2023

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La data delle elezioni amministrative 2023 si avvicina, con 598 città in Italia dove si vota domenica 14 e lunedì 15 maggio, tra queste Campi Bisenzio (Firenze), Massa, Pisa e Siena, oltre a Brescia, Treviso e Latina. Si torna quindi alla consultazione su due giorni. Le urne saranno aperte domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Appena chiusi i seggi inizierà lo spoglio delle schede. Ecco una breve guida alle elezioni amministrative 2023: come e quando si vota, quante preferenze si possono dare alle comunali e come esprimere la cosiddetta “doppia preferenza di genere” per non rischiare l’annullamento della scheda.

Elezioni amministrative 2023, chi vota e come si vota il sindaco

Il sistema elettorale per le elezioni comunali è il più rodato tra quelli in vigore in Italia per le varie consultazioni elettive: funziona in modo continuativo dal 1993, con modifiche minime, anche per quante preferenze si possono dare. I requisiti per votare prevedono la cittadinanza italiana, la maggiore età e la residenza nel comune in cui si partecipa alle elezioni.

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Il sindaco è un organo monocratico a elezione diretta, questo significa che tocca ai cittadini a scegliere direttamente la persona che ricopre la carica tra i candidati che si presentano alle elezioni. Nelle stesse date delle amministrative si eleggono anche i componenti del consiglio comunale, in base anche a quante preferenze raccolgono i candidati consiglieri.

Ecco come si vota alle elezioni comunali 2023 nei comuni con più di 15.000 abitanti:

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  1. si può fare una croce sul nome del candidato sindaco per votare soltanto il candidato e non una delle liste o dei partiti a lui collegati;
  2. si può votare tracciando una croce sul simbolo della lista, e in questo caso il voto viene attribuito sia alla lista che al candidato sindaco;
  3. si può fare la “X” sia sul simbolo della lista che sostiene un candidato sindaco, sia sul nome del candidato, dando il voto a entrambi.
  4. alle elezioni comunali in città con più di 15.000 abitanti è possibile anche il voto disgiunto: si può fare una croce sul nome di un candidato sindaco e una sul simbolo di una lista che appoggia un candidato sindaco diverso.

Per le città sotto i 15.000 abitanti per le elezioni comunali è prevista solo una lista collegata a ogni candidato sindaco e non è consentito il voto disgiunto. Si può votare tracciando una X sul nome del candidato sindaco, sul simbolo della lista o esprimendo una preferenza per il Consiglio comunale

Quante preferenze si possono dare alle comunali e come esprimere la doppia preferenza di genere

La scheda elettorale è divisa in colonne che riportano i nomi dei candidati sindaco. In ciascuna colonna ci sono i simboli delle liste che sostengono quel candidato. Accanto al simbolo di ogni lista c’è uno spazio bianco: è qui che si esprimono le proprie preferenze per i candidati al consiglio comunale.

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Per le elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023, nelle città con più di 5.000 abitanti quando si vota è possibile dare fino a un massimo di due preferenze, all’interno della stessa lista o partito: si esprimono scrivendo di proprio pugno il cognome dei candidati (o il nome e cognome in caso di omonimia) e, nel caso di due preferenze, bisogna indicare un uomo e una donna. Ecco cos’è la “doppia preferenza di genere” per le comunali. Se si scelgono due candidati dello stesse genere (due uomini o due donne) la seconda preferenza viene annullata per effetto delle regole sulla parità di genere.

Ecco quindi in sintesi quante preferenze si possono esprimere sulla scheda delle elezioni comunali:

  • massimo 2 preferenze (con la regola della doppia preferenza di genere) – un uomo e una donna della stessa lista, nei comuni con più di 5.000 abitanti;
  • una sola preferenza nei comuni con meno di 5.000 abitanti.

Elezioni comunali 2023: chi vince, quando si va al ballottaggio e come si vota

Nei comuni con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti è eletto sindaco il primo candidato che ottiene il 50% più uno dei voti. Se nella data del primo turno nessuno raggiunge questa soglia, i due candidati più votati vanno al ballottaggio delle amministrative, una sfida “secca” tra aspiranti sindaci, senza liste e che riguarda solo la carica di sindaco. Per la formazione del Consiglio comunale si fa riferimento ai risultati del primo turno delle amministrative in base a quante preferenze sono state espresse dai singoli elettori per i partiti e i candidati consiglieri comunali.

Si vota per l’eventuale ballottaggio 14 giorni dopo il primo turno, dunque domenica 24 e lunedì 25 maggio 2023. In questo periodo di tempo i candidati ancora in corsa possono stringere alleanze con le liste rimaste escluse. Il ballottaggio delle amministrative per i comuni con meno di 15.000 abitanti è previsto solo nel rarissimo caso che i candidati sindaco raccolgano un identico numero di voti nella data del primo turno: in questa situazione si torna alle urne dopo 14 giorni. Se dal ballottaggio emergesse di nuovo una parità viene eletto il candidato più anziano. Dettagli sul sito del Ministero dell’Interno.

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