venerdì, 27 Marzo 2026
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Artigianato toscano pilastro dell’economia regionale

In Toscana quasi 100mila imprese attive e oltre 250mila addetti. Oltre 4 toscani su 10 dichiarano di aver utilizzato servizi o prodotti artigiani nell’ultimo anno

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L’artigianato toscano continua a rappresentare un pilastro dell’economia regionale, pur attraversando una fase di profonda trasformazione. È quanto emerge dal report “Le tendenze strutturali dell’artigianato toscano” realizzato dall’Osservatorio Imprese di EBRET, l’Ente Bilaterale regionale toscano per l’Artigianato che riunisce Cgil, Cisl, Uil, Cna, Confartigianato e Casartigiani.

L’evento per i 35 anni di EBRET

Il report è stato presentato venerdì 27 marzo a Firenze durante l’evento “Saper fare, saper crescere”, organizzato in occasione dei 35 anni di attività dell’Ente. Sono stati illustrati anche i risultati dell’indagine “Artigianato toscano 2026” sullo stato, la percezione sociale e prospettive di sviluppo dell’artigianato regionale.

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“Questi 35 anni dimostrano che la bilateralità è un elemento fondamentale per accompagnare il cambiamento – afferma Monica Stelloni, presidente di EBRET -. È il luogo in cui si costruiscono risposte condivise tra imprese e lavoro”.

“L’artigianato toscano sta attraversando una fase di trasformazione, ma resta un riferimento economico e sociale imprescindibile – sottolinea il direttore di EBRET Gianluca Volpi -. La sfida è sostenere questa evoluzione, valorizzando competenze, innovazione e qualità del lavoro”.

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Il report “Le tendenze strutturali dell’artigianato toscano”

In Toscana l’artigianato conta oggi quasi 100 mila imprese attive, che occupano oltre 250mila addetti, di cui più di 135mila dipendenti (valori 2024), generando un valore aggiunto superiore ai 10 miliardi di euro. Numeri che confermano il ruolo nell’economia toscana: l’artigianato rappresenta il 29% delle imprese attive sul territorio regionale, il 17% degli addetti e circa il 10% della ricchezza prodotta, valori che collocano la regione ai primi posti fra le regioni italiane.
L’artigianato toscano si caratterizza per un forte radicamento territoriale e sociale: in Toscana si contano circa 30 imprese artigiane e 77 addetti ogni 1.000 abitanti attivi.

Nonostante questo ruolo centrale, il settore è interessato da tempo da una forte selezione imprenditoriale. Dopo il picco del 2008, quando si contavano quasi 119mila imprese, il numero è progressivamente diminuito fino alle attuali 98mila. Fra il 2010 e il 2024 l’artigianato toscano ha perso circa 28 mila addetti. Il report evidenzia tuttavia come questa fase di riduzione sia accompagnata da un progressivo rafforzamento delle strutture imprenditoriali. È cresciuto il lavoro dipendente (+9,5% dal 2013) mentre è calato quello indipendente (-22,4% rispetto al 2010).

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Dal punto di vista settoriale, l’artigianato toscano mantiene una forte vocazione manifatturiera. Con oltre 100 mila addetti, il manifatturiero contribuisce per il 41% alla complessiva occupazione artigiana. Edilizia e servizi contano entrambi poco più di 70 mila addetti, per una incidenza di poco inferiore al 30 per cento.
Infine, il report sottolinea come la propensione all’innovazione (tecnologica ma anche organizzativa) e ad operare all’interno di reti collaborative rappresentino due importanti fattori di competitività per le imprese artigiane.

L’indagine “Artigianato toscano 2026” Stato, percezione sociale e prospettive di sviluppo

L’indagine conferma il ruolo centrale dell’artigianato nel tessuto economico e culturale della Toscana. Il settore gode infatti di un elevato riconoscimento sociale ed è fortemente associato a valori quali qualità, tradizione, creatività e professionalità, configurandosi come parte dell’identità culturale regionale. Pur in presenza di un prestigio riconosciuto prevale però una valutazione complessiva di settore “in difficoltà”.
Oltre 4 toscani su 10 dichiarano di aver utilizzato servizi o prodotti artigiani nell’ultimo anno, per manutenzione/riparazioni casa, seguiti da lavorazioni su misura e servizi alla persona, mentre risultano più contenute le quote relative all’artigianato artistico/tradizionale. Tra chi li ha utilizzati, emergono tra i criteri di scelta dell’artigiano la qualità del lavoro e la fiducia personale. Il prezzo, il passaparola, la prossimità e la rapidità contano mentre le recensioni online hanno un peso più contenuto. Chi invece non li ha scelti indica come motivazione il costo, la difficoltà nel trovare disponibilità, i tempi lunghi e difficoltà nel reperire contatti affidabili.
Guardando al futuro, una larga parte degli intervistati consiglierebbe a un giovane di intraprendere un mestiere artigiano. Formazione e apprendistato vengono indicati come leve strategiche per rafforzare ulteriormente il comparto.
Dal lato degli artigiani, si evidenziano stabilità nella clientela e nei carichi di lavoro ma anche la difficoltà nel reperire manodopera qualificata ed una diffusione non omogenea dell’innovazione. Emerge anche l’esigenza di un maggiore supporto da parte delle istituzioni al settore.

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