mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Arianna è tornata nella Galleria degli Uffizi / FOTO

Torna nella Galleria degli Ufizzi l’Arianna medicea dopo quasi 220 anni di spostamenti, celebre scultura ammirata da Michelangelo.

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Arianna è tornata.

IL RITORNO. È tornata nella Galleria degli Uffizi, dopo quasi 220 anni di “pellegrinaggio” in varie sedi, e dal prossimo 17 dicembre sarà una delle novità del riallestimento della Sala 35, detta di Michelangelo. L’Arianna addormentata, copia romana del III secolo a.C. di una scultura ellenistica, dalle dimensioni notevoli e pesante poco meno di due tonnellate, stamani è stata la protagonista di una spettacolare operazione di trasporto e di sollevamento, fino ai 25 metri d’altezza della terrazza degli Uffizi, sopra la Loggia de’ Lanzi, prima di fare il suo ingresso, a bordo di uno speciale carrello, nel corridoio di ponente della Galleria.

IL TRASPORTO. Dopo l’ingabbiamento in una speciale struttura metallica, la statua è stata posizionata su un camion che, in una manciata di minuti, ha coperto le poche decine di metri che la separavano dall’area antistante la nuova scala di ponente degli Uffizi, dove ad attenderla c’era uno speciale carro-gru della Caf, con braccio telescopico di 30 metri, che l’ha sollevata e posata a pochi metri dallo scivolo permettendole di rientrare nel museo che aveva lasciato intorno al 1794. L’operazione, durata in tutto circa due ore e mezzo, si è svolta sotto il controllo della soprintendente Cristina Acidini, del direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali e del responsabile tecnico delle operazioni Antonio Russo. Dopo il restauro curato dai tecnici della Nike e lo spettacolare trasporto, e grazie alla collaborazione della Direzione del Museo Archeologico di Firenze e alla generosità degli Amici degli Uffizi, la scultura diverrà parte integrante del nuovo allestimento della Sala 35 degli Uffizi, dove la si potrà ammirare, oltre che al Tondo Doni, insieme a opere di Bugiardini, Albertinelli, Fra’ Bartolomeo, Granacci, Andrea Del Sarto, Franciabigio e Berruguete.

I COMMENTI. “Con questo allestimento, coerente con la nuova sala dedicata alla scultura antica in apertura del Cinquecento – ha detto la soprintendente Cristina Acidini – si conferma la rievocazione del paragone fra l’Antico e i moderni che diede slancio ai sommi artisti del Cinquecento, Michelangelo compreso. Si sta così scrivendo agli Uffizi un nuovo capitolo di museologia”. Dal canto suo il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, responsabile del progetto, ha aggiunto che “Proprio al centro della nuova sala dedicata a Michelangelo e ai maestri fiorentini di primissimo Cinquecento, sarà posta a fulcro la monumentale statua di Ariadne, nota ai più col nome di Cleopatra.

VASARI. E come Cleopatra la menziona Vasari, quando l’annovera nel gruppo dei marmi ellenistici che, a suo giudizio, furono d’un fascino così intenso da condizionare il corso dell’arte, dando avvio alla cosiddetta ‘maniera moderna’”. Infatti, nel Proemio al terzo libro de Le Vite, Vasari scrive: “Bene lo trovaron poi dopo loro gli altri, nel veder cavar fuora di terra certe anticaglie citate da Plinio de le piú famose: il Lacoonte, l’Ercole et il Torso grosso di Belvedere, cosí la Venere, la Cleopatra, lo Apollo et infinite altre, le quali nella lor dolcezza e nelle lor asprezze con termini carnosi e cavati da | le maggior bellezze del vivo, con certi atti, che non in tutto si storcono, ma si vanno in certe parti movendo, si mostrano con una graziosissima grazia. E furono cagione di levar via una certa maniera secca e cruda e tagliente…”.

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