giovedì, 21 Ottobre 2021
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Attentato di Brindisi, un presidio all’Itis Leondardo da Vinci contro la mafia

Si è tenuto questa mattina all'istituto tecnico Leonardo da Vinci di Firenze, il presidio organizzato dalle associazioni che partecipano alla Carovana Antimafie. ''Accettiamo l'ipotesi del gesto di un folle, ma ci sono troppe coincidenze nei fatti di Brindisi, che rimandano ad un attentato mafioso'' spiega Andrea Bigalli, rappresentante di Libera.

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Le associazioni che partecipano alla Carovana Antimafie si sono riunite questa mattina all’istituto tecnico Leonardo da Vinci di Firenze. Un presidio per sensibilizzare gli studenti di fronte all’attentato di Brindisi.

IL PRESIDIO. Si sono riunite questa mattina alle 7.30 di fronte all’Itis Leonardo da Vinci di Firenze, le associazioni che partecipano alla Carovana Antimafia – Arci, Avviso Pubblico, Libera, ma anche Pd, Cgil, Lega Ambiente. Non una manifestazione, ma un presidio in cui le associazioni hanno distribuito agli studenti alcuni volantini per creare un momento di riflessione riguardo all’attentano di Brindisi ma senza dimenticare le stragi mafiose del passato. Le associazioni hanno inoltre chiesto alle scuole fiorentine di indire assemblee d’istituto per discutere di quanto accaduto nei giorni scorsi.

MAFIA. Di fronte all’attentato di Brindisi, accaduto lo scorso 19 maggio alla scuola ”Morvillo-Falcone” in cui ha perso la vita Melissa Bassi, una studentessa 16enne e altre cinque sono rimaste ferite, Libera Firenze attende, attende che gli inquirenti delineino il quadro della situazione ”Accettiamo l’ipotesi del gesto isolato di un folle ma ci sono troppe coincidenze che ci portano a pensare con convinzione che l’attentato di Brindisi, sia un attentato mafioso. – spiega Andrea Bigalli, rappresentante di Libera Firenze – La Carovana Antimafie passava dal brindisino proprio nel giorno dell’attentato. La scuola colpto è intitolata a due delle vittime della strage di Capaci, Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. La bomba ha colpito una scuola di sole donne. Per tutte queste coincidenze, siamo convinti che la mano che ha fatto esplodere l’ordigno, sia una mano mafiosa”, conclude Bigalli.

PERPLESSITA’. Ma Bigalli, a nome delle associazioni, si dichiara perplesso ”Siamo perplessi di fronte alle dichiarazioni della ”associazioni mafiose”, come la Sacra Corona Unita che ha comunicato il suo dispiacere di fronte all’attentato e ha ribadito che la mafia non colpisce i giovani, i ragazzi, i bambini. Ma i fatti del passato e questo, il più recente, dimostrano il contrario”, conclude Bigalli.

LA STRAGE DI CAPACI. Ma le iniziative Antimafia non si fermano qui. E’ infatti prevista per mercoledì 23 maggio una fiaccolata per ricordare la strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

LA TOSCANA. Al presidio di questa mattina era presente anche il presidente della Regione Rossi, come annunciato da lui stesso ieri sera su Facebook. E sempre sul Social Netwrok, Rossi ha spiegato l’importanza che hanno i giovani nella lotta alla mafia ”… democrazia e legalità non si alimentano da sole. È dai giovani che bisogna partire. Centinaia di ragazzi toscani ogni anno partecipano ai campi di lavoro organizzati da Arci e Cgil assieme a Libera e alla Regione. Si tratta di un’esper…ienza unica in Italia … Ci vanno ragazzi giovanissimi, moltissimi adolescenti, che pagano volentieri dieci euro al giorno per sporcarsi le mani di terra e coltivare anticorpi contro la criminalità e l’illegalità …Sono la nostra speranza. Per questo stamattina voglio stare con i giovani e alle 7.30 sarò davanti all’Istituto tecnico Leonardo da Vinci di Firenze, per partecipare al presidio contro mafia e criminalità e per riconfermare con gli studenti l’impegno della Toscana per la democrazia e la legalità …”. “Credo che soprattutto i giovani si siano sentiti colpiti, feriti dai fatti tragici avvenuti a Brindisi. Noi vogliamo testimoniare la vicinanza a tutti i giovani, e la volontà di reagire, qualunque sia la matrice e chiunque siano i responsabili e i mandanti”. Con questo spirito Rossi ha partecipato al presidio alla scuola fiorentina. “Questi fatti non avvengono mai per caso – ha proseguito il presidente – Si colpiscono i luoghi dove c’è minore attenzione, più fragilità e più bisogno di ricostruire una cultura attiva. Viviamo in una società dove cultura, istruzione, giovani sono parti esposte e quindi anche più aggredibili, sia da un folle sia da un’organizzazione criminale. Bisogna reagire, parlare, incoraggiare i giovani a non arrendersi. Occorre stringersi intorno alle istituzioni ed essere fisicamente presenti. in questi luoghi. Chiediamo che si facciano tutte le indagini, si approfondiscano i fatti e si individuino responsabilità e colpevoli il più rapidamente possibile. E’ molto importante dare una risposta alle legittime esigenze di verità e giustizia. Un dato comunque c’è e viene confermato: in un passaggio delicato nella vita del nostro paese riemerge puntuale il terrorismo stragista, perchè comunque questo è un atto terroristico che puntava a fare una strage e infatti ha ferito ed ucciso”, conclude il presidente Rossi. E la bandiera della Regione Toscana è listata a lutto, come quella di Palazzo Vecchio a Firenze.

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