lunedì, 15 Luglio 2024
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Bagno a Ripoli, a cavallo per superare le barriere

Nel centro ippico "L'Antellino", alle porte di Firenze, presentato il progetto che favorisce l'inclusione delle persone diversamente abili e con disagio

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A Bagno a Ripoli, nel centro ippico “L’Antellino” si va a cavallo per superare le barriere. In sella a Doroteo e Rospetto qualcuno infatti ha vinto la paura delle vertigini e oggi va al trotto come un vero “cavaliere”.
Prendendosi cura di loro, spazzolandoli prima di farli entrare nel maneggio o preparandogli il fieno da mangiare, qualcun altro ha finalmente ritrovato il sorriso. Fare squadra, accorciare le barriere, migliorare l’autostima delle persone diversamente abili o con disagio aiutandole a riappropriarsi del proprio equilibrio fisico ed emozionale e a relazionarsi con gli animali e, grazie ad essi, con gli altri.

Il progetto di sport equestre per accorciare le barriere

Nasce con questi nobili obiettivi il progetto di sport equestre integrato “A cavallo delle emozioni”, realizzato in collaborazione con il Comune di Bagno a Ripoli, ideato all’istruttrice Paola Vallone e organizzato dal centro ippico “L’Antellino” e dalla Fondazione Fiorenzo Fratini Onlus che lo sosterrà economicamente per il primo anno di vita dopo averlo recentemente potenziato con l’acquisto di una sella speciale in grado di facilitare la monta a cavallo per tutti.

A cavallo delle emozioni, il progetto a Bagno a Ripoli

Il progetto, avviato in via sperimentale, è stato presentato insieme al sindaco Francesco Casini, alla presidente della Fondazione Fiorenzo Fratini Onlus Giovanna Cammi Fratini, del titolare del maneggio Lorenzo Cipriani e dell’istruttrice Vallone. Presente per supportare il progetto anche il giovane sportivo Andrea Papi, portiere dell’Uds Antella 99 a cui è stata recentemente amputata una gamba in seguito a un grave incidente. Mentre un videomessaggio a sostegno dell’iniziativa è stato recapitato dall’atleta Sara Morganti, campionessa paralimpica specialista nel paradressage.
Principali protagoniste dell’iniziativa, le prime dieci persone coinvolte dal progetto – donne e uomini dai 18 ai 60 anni individuate dai Servizi sociali del Comune – che hanno dato una dimostrazione sul campo della loro attività. Due mattine a settimana, raggiungono il centro ippico che sorge in via della Torre nel verde di Antella e iniziano ad accudire i due cavalli a terra –  Doroteo e Rospetto per l’appunto, entrambi abituati a fare scuola a bambini e adulti e scelti per il temperamento mite e pacifico – salvo poi salire in sella. Il tutto sempre sotto la guida e lo sguardo vigile di istruttori ed educatori qualificati.
Ci sono ragazzi con problemi familiari, qualcuno è fuggito dal paese di origine per salvarsi dalla guerra, persone con la sindrome di Down, altre con disagio psichico, portatori di handicap o persone con difficoltà motorie. Situazioni molto diverse fra di loro.
“Ma per tutti – spiega l’istruttrice Paola Vallone – prendersi cura dei cavalli comporta benefici tangibili psichico-motori e relazionali, sul piano dell’integrazione, della socializzazione e della gestione delle emozioni. Accudire l’animale li aiuta a fare ancora più attenzione a se stessi e agli altri. Hanno imparato le regole da seguire fuori e dentro il maneggio. Questo li spinge a fare gruppo e a collaborare. In poche settimane i progressi sono stati incredibili. Qualcuno esegue già percorsi con birilli e serpentina, qualcuno trotta, altri fanno la crocetta, cioè saltano già dei piccoli ostacoli. Il loro sorriso è quello di chi ha vinto una sfida con se stesso”.

A livello psico-comportamentale lavorare in un contesto in cui la stimolazione cognitiva è sempre richiesta per orientarsi nel maneggio e con il cavallo è un esercizio importantissimo. Qualcuno non riesce bene a parlare, ma la comunicazione con il cavallo va oltre quella verbale. E attraverso di essa, migliora quella singola e di gruppo.

“Sul piano dell’autostima e del benessere, questo progetto aiuta a compiere passi in avanti da giganti – racconta Lorenzo Cipriani, che ha deciso di mettere gratuitamente a disposizione del progetto il maneggio L’Antellino e i suoi cavalli tutte le mattine di martedì e giovedì per un anno intero –. Siamo davvero onorati e felici di aver sposato questa iniziativa così importante, nata anche grazie a una felice intuizione di Jacopo Fratini, che già conosceva e frequentava il nostro maneggio, e subito accolta con favore da tutta la nostra squadra, dalla Fondazione Fiorenzo Fratini e dall’amministrazione comunale”.

La Fondazione Fiorenzo Fratini Onlus, che dal 2003, anno della sua nascita, sostiene con la sua generosità progetti di solidarietà e di utilità sociale, ha deciso di supportare con convinzione l’iniziativa. “Offriremo il corso della durata di un anno per dieci persone perché lo sport è il mezzo che abbatte qualsiasi barriera culturale, fisica ed emotiva – spiega la presidente, la signora Giovanna Cammi Fratini –. Inoltre, recentemente, abbiamo acquistato e donato una sella speciale, che consente di salire sul cavallo anche alle persone con difficoltà motorie. Lo sport da sempre è centrale nei progetti della Fondazione, specialmente quando si rivolge a persone giovani con disabilità o disagio, promuovendo la socialità, l’inclusione e l’integrazione. Questo nuovo traguardo, con la collaborazione di Bagno a Ripoli, ci riempie il cuore di soddisfazione” .

Per garantire un accesso il più ampio possibile, è prevista la turnazione delle persone coinvolte dal progetto ogni tre-quattro mesi. “Ma il nostro obiettivo – spiega il sindaco Francesco Casini – è quello di rendere il progetto strutturale e ampliarlo, aprendolo anche alle scuole del territorio, coinvolgendo gli studenti con disagio. È già in corso il dialogo con gli istituti comprensivi. Insieme alla Fondazione Fiorenzo Fratini Onlus, che ringrazio di cuore per il supporto e per questa preziosa collaborazione, così come Lorenzo Cipriani, Paola Vallone e tutto lo staff dell’Antellino, stiamo cercando anche altri partner per renderlo sostenibile sotto il profilo economico. Il valore educativo, terapeutico, psichico ed emotivo di questo progetto, che si svolge a contatto con la natura, all’aria aperta e nel rispetto degli animali, è altissimo. E vogliamo continuare a dargli voce”.
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