La notizia della pubblicazione su Internet, sul network sociale Faceboook, di una pagina dal titolo “Cioni ti odia” è stata riportata oggi dal quotidiano “Il Firenze”.

Si tratta di un gruppo con oltre 500 aderenti: nelle motivazioni per le quali si chiede l’adesione, spicca una frase che riprende una già nota calunnia circolata qualche tempo fa, ovvero che i familiari dell’assessore, (in questo caso specifico sua moglie) sarebbero soci della Firenze Parcheggi e che guadagnerebbero milioni proprio grazie all’assessore. Per l’esattezza la frase incriminata è “perché sua moglie non ha nemmeno la terza media eppure è socia di maggioranza della fiorentina parcheggi, che ha fatto i miliardi grazie al Cioni”.

“Premesso che sono fermamente convinto che tutti abbiano il diritto di dire quello che pensano, in ogni forma, ribadisco che non mi spavento di fronte alle scritte contro di me che appaiono sui muri della città né mi stupisco delle voci ancora una volta messe in giro sul presunto coinvolgimento di miei familiari nella Firenze Parcheggi con guadagni milionari.

“Si tratta di eventi spiacevoli che sono già avvenuti e a cui sono abituato. Le scritte quando offensive vengono cancellate, le persone che pronunciano affermazioni diffamanti vengono querelate come è già avvenuto. Grazie a una di queste persone ho potuto inviare denaro in Eritrea per la realizzazione di un ospedale pediatrico, e conto di farlo anche questa volta visto che ho già dato mandato al mio avvocato di procedere con le querela.”

“Quello che reputo invece particolarmente grave e sintomatico di un avvelenamento del clima politico – aggiunge l’assessore Cioni – è che tra gli aderenti di questo gruppo ci siano anche due esponenti del centrodestra, un consigliere comunale e un parlamentare. Con la loro adesione, infatti, avallano, legittimano e danno autorevolezza alle falsità contenute nel sito. E se continuano a farne parte senza prendere le distanze da quello che sanno essere falso, si rendono complici di diffamazione continuata“.

“Mi domando chi c’è dietro questa vicenda. Se ci sono burattinai che da dietro le quinte manovrano per gettare discredito sugli avversari politici. E comunque – conclude l’assessore Cioni – chi ha un ruolo nelle istituzioni e sa che quello che viene affermato in queste pagine è una calunnia ha l’obbligo di dissociarsi, altrimenti proprio per il suo ruolo legittimano il falso”.