venerdì, 27 Novembre 2020
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Concordia, chiusa l’udienza. ”Schettino non si rende conto di ciò che ha fatto”

Venerdì, dopo una settimana, si è chiusa l'udienza sulla scatola nera della Concordia. Secondo il procuratore Verusio, dall'atteggiamento dimostrato in questi giorni, Schettino non ha ancora ben chiaro il "gesto imperdonabile e sciagurato di cui è stato responsabile".

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Terminata dopo una settimana l’udienza sulla scatola nera della Concordia. Adesso si torna a parlare della rimozione del relitto.

LA FINE DELL’UDIENZA. Si è conclusa venerdì sera, dopo cinque giorni, l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa Concordia. L’udienza, presieduta dal gip Valeria Montesarchio, e tenuta al teatro Moderno di Grosseto, è iniziata lunedì scorso ed è durata tutta la settimana.

LA REAZIONE DI SCHETTINO. L’ex comandante da questa udienza ne è uscito del tutto soddisfatto: “Ho stretto la mano ai naufraghi ed è stata una sensazione bellissima. Ho promesso loro che verrà fuori la verità”. In merito alle indagini della procura ha aggiunto: “Tutto sta andando magnificamente bene, tutti fanno il loro lavoro in maniera eccellente”. Sul fatto che la procura continua ad insistere sulla manovra, Schettino ha spiegato di non voler “contraddire nessuno, tanto meno la procura: dico soltanto che se io avessi fermato la nave, se avessi tirato l’ancora in un fondale di cento metri la nave a terra non ci arrivava. Quindi la catena di eventi fortuita non è stata interrotta”.

LA DIFESA. Soddisfatti anche i legati dell’ex comandante, tra i quali c’è Bruno Leporatti che ha detto: “Ne usciamo meglio di come siamo entrati. Siamo moderatamente soddisfatti. Anche se il bilancio non si può fare ora. So che ci sarà da lavorare duramente sotto il profilo tecnico e per molto tempo ancora”.

SA COSA HA FATTO?. Chi invece si è interrogato sul comportamento tenuto da Schettino in questa settimana di udienza è stato il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che venerdì ha dichiarato: “Dall’atteggiamento tenuto in questi cinque giorni in aula durante l’incidente probatorio, a me sembra che Francesco Schettino non si renda conto di quello che ha combinato con il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio”.  Verusio si è detto stupito per la “supponenza” di Schettino in aula, come se “non si rendesse conto del gesto imperdonabile e sciagurato di cui è stato responsabile”. “Questo incidente probatorio ha posto una pietra tombale sulle responsabilità del comandante Schettino” ha concluso il procuratore Verusio.

L’INCHINO. Il naufragio della Costa Concordia è stato provocato dal famoso “inchino” che alcune navi da crociera erano solite fare all’isola del Giglio, una sorta di saluto prima di prendere il largo, saluto che questa volta è risultato letale per trentadue persone. Nella perizia è emerso che la manovra per avvicinarsi all’isola fatta da Schettino è stata una manovra approssimata: “Allora ok vedi un attimo che velocità dobbiamo fare per uscire di qua e andiamo sotto il Giglio…’am a fa n’inchino al Giglio”, avrebbe detto l’ex comandante  all’ufficiale addetto alla cartografia, Simone Canessa, al quale verso le 18.27 (ora in cui è stato lasciato il porto di Civitavecchia) del 13 gennaio aveva già detto “Va bè, tracciamoci la rotta, va”. Per gli inquirenti queste affermazioni sono un’ulteriore dimostrazione dell’approssimazione con cui fu programmata la manovra del cosiddetto ‘inchino’ all’isola del Giglio. Dalla relazione commissionata dalla procura di Grosseto alla capitaneria di porto di Livorno emerge inoltre che i sistemi elettronici che avrebbero dato l’allarme per la fuoriuscita della Costa Concordia dal “limite di rotta” o dal “limite di profondità superato” erano stati disattivati alla partenza da Civitavecchia, la sera del naufragio, avvenuto due ore dopo.

IL RECUPERO. Secondo l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, comandante della direzione marittima e della capitaneria di Livorno, il recupero della Concordia dovrebbe essere “pronto a giugno 2013. Poi il relitto sarà portato in un cantiere, – ha spiegato l’ammiraglio – si parla di Palermo, Livorno (anche se andrebbero fatti degli aggiustamenti ai fondali al bacino che per ora non sono in corso), e ho sentito indicare anche Piombino. Si vedrà”. L’ammiraglio lascia intendere che la situazione sembra ancora molto incerta; i lavori di rimozione, inoltre, sono già in ritardo di due mesi.

Le cinque giornate d’udienza: Udienza Concordia: ”Schettino costretto ad abbandonare la nave” Concordia, quarto giorno d’udienza. Schettino prende la parola e si difende – Concordia, terzo giorno d’udienza. ”Schettino seppe subito” Concordia, continua l’udienza. Perito: ”L’urto era evitabile”Concordia, respinte tutte le eccezioni. L’udienza va avanti

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