martedì, 11 Maggio 2021
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Da carcere a case hi-tech: consegnati 17 alloggi popolari alle Murate

Pronte altre 17 case popolari alle Murate. Domotica e nuove tecnologie per la massima efficienza energetica. E ora si lavora per altri 16 alloggi

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Sono stati consegnati i 17 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati nel complesso delle Murate. Dove c’era un carcere, ci sono oggi alloggi di edilizia popolare ad alta tecnologia ed efficienza energetica.

90 CASE POPOLARI ALLE MURATE

Prosegue così il recupero dell’ex complesso carcerario, quasi 3 ettari in pieno centro storico, a pochi passi da piazza Santa Croce, recuperati dopo anni di abbandono grazie a un piano di edilizia popolare che, una volta terminato, conterà 90 alloggi e una foresteria da 24 posti letto, oltre a spazi per attività commerciali, culturali e servizi.

Il progetto di recupero, realizzato, appaltato e diretto da Casa spa, mantiene l’impianto planivolumetrico e utilizza gli stessi materiali della struttura originaria per accorpare quelle che furono le celle carcerarie in alloggi che vanno da un minimo di 34 metri quadri di superficie a un massimo di 94.

EFFICIENZA E TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL'AMBIENTE

La parte innovativa è tutta nella gestione delle risorse energetiche. Ogni alloggio è dotato di riscaldamento autonomo con un impianto domotico che ottimizza in automatico l’utilizzo delle apparecchiature presenti e termostati che regolano in modo indipendente la temperatura di ciascun locale.

Per evitare gli sprechi, ci sono sensori che bloccano il riscaldamento quando le finestre restano aperte. Temperatura, umidità ed eventuali anomalie vengono trasmesse in tempo reale agli uffici di Casa spa. Le luci del soggiorno, infine, si spengono da sole quando non ci sono persone in quella stanza.

NARDELLA: “FACCIAMO FRONTE ALL'EMERGENZA CASA”

“Oggi siamo contenti per tre buoni motivi – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella alla consegna degli alloggi -: primo perché andiamo avanti con il nostro piano per la casa di 1000 alloggi da consegnare nel mandato alle famiglie che ne hanno diritto e bisogno, e per questo ringrazio sia l’assessorato alla Casa che Casa spa perché stiamo rispettando questo obiettivo; il secondo motivo riguarda il recupero del vecchio carcere delle Murate, fino a pochi anni fa un luogo abbandonato e senz’anima e che oggi è quasi completamente ristrutturato grazie a un progetto al quale ha collaborato anche il grande architetto Renzo Piano e che rappresenta un vero e proprio quartiere, il modello della nostra città, che mette insieme generazioni diverse, anziani e giovani, funzioni diverse e valori diversi. Tutt’altro che il modello del ghetto dove le famiglie vengono lasciate sole e isolate”. “Infine, il terzo motivo che è il nostro impegno per far fronte all’emergenza casa – ha spiegato Nardella – un tema ricorrente in tutta Italia. A Firenze abbiamo deciso di affrontarla in modo programmato con un grande investimento di risorse. Adesso stiamo attuando il nostro piano casa che prevede 56milioni di investimenti, mentre per il futuro abbiamo l’obiettivo ambizioso di risolvere il problema della casa a 8mila famiglie della nostra città attraverso varie misure: il contributo affitto, il social housing, le case popolari. Non vi è una sola soluzione, vi sono una serie di misure messe insieme in un pacchetto efficace e ordinato che non guarda all’emergenza, ma programma gli interventi da fare. Come città di Firenze abbiamo l’ambizione di essere un modello per tutta l’Italia perché la casa è uno dei diritti fondamentali”.

“La consegna delle chiavi delle case popolari è sempre un momento emozionante – ha detto l’assessore alla casa Sara Funaro – perché quando si consegnano le chiavi di casa a una famiglia si vede la felicità negli occhi delle persone. La casa è uno dei pilastri per l’autonomia e la dignità delle persone e stiamo lavorando intensamente per questo”. “Oggi poi è un giorno particolarmente bello – ha continuato Funaro – perché si consegnano alloggi alle Murate, che è una delle operazioni più riuscite dal punto di vista di edilizia residenziale pubblica. La nostra intenzione, oltre a questi 17 alloggi, è di proseguire con i lavori per gli ulteriori 16 per arrivare a completare il complesso dell’ex carcere delle Murate”.

“È bello vedere le persone che si emozionano nel ricevere le chiavi della casa dove andranno a vivere – ha detto il presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci -. Dare una casa non vuol dire soltanto dare uno spazio abitabile, vuol dire dare sicurezza, dignità e reinserire persone in un contesto sociale, in una comunità”.

“Si tratta di un intervento molto importante – ha commentato il presidente di Casa spa Luca Talluri – oltre a consegnare altri 17 alloggi nell’area delle Murate, arrivando quindi a 90 complessivi, si tratta di un intervento di rigenerazione urbana, perché mette in connessione gli inquilini degli alloggi, con la vita del quartiere, grazie all’utilizzo degli spazi comuni presenti nelle Murate”.

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