domenica, 17 Ottobre 2021
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”Il prossimo non luogo? Sono i social network”

''Esistono dei non-luoghi che si pongono come luoghi di una nuova identità'': sono le parole dell'antropologo francese Marc Augè, pronunciate nel corso della sua lectio magistralis al Quanto Basta Festival di Piombino.

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“Esistono dei non-luoghi che si pongono come luoghi di una nuova identità” ha spiegato l’antropologo francese Marc Augè nel corso della sua lectio magistralis al Quanto Basta Festival, in corso a Piombino.

INTERNET E SOCIAL NETWORK. “Pensiamo ad internet e ai social network ad esempio, ma è importante chiedersi quale tipo di identità e comunicazione si crei attraverso questi mezzi”. E il teorico dei non-luoghi,  cioè di quegli spazi anonimi e privi di storia nei quali le persone transitano freneticamente senza relazionarsi tra loro come aeroporti, grandi magazzini, alberghi e autostrade oltre a esplorare nuove frontiere del vivere umano, ha parlato anche di futuro e divisioni in classi. “C’è un crescente divario tra ricchi e poveri, un divario tra persone colte e una massa analfabeta o quasi – ha detto -. Questa distanza esiste non solo nei paesi sottosviluppati, come si potrebbe credere, ma anche nei paesi già sviluppati”.

GLOBALIZZAZIONE. “Questa ignoranza dilagante è un fenomeno drammatico figlio della globalizzazione. Non un modello democratico – ha aggiunto – ma quasi oligarchico, che evidenzia una divisione in tre classi: i più vicini al potere, che rappresentano la classe acculturata e privilegiata, i consumatori, che permettono alla macchina del potere di funzionare e infine chi rimane escluso dalla conoscenza e dal potere”.

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