venerdì, 7 Maggio 2021
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Il sindaco di Figline, “L’Unione dei Comuni a 9? Impraticabile”

Una “scatola vuota”, senza alcuna sicurezza sui costi di gestione né sui finanziamenti. Il giudizio di Riccardo Nocentini, sindaco di Figline, sull'Unione dei Comuni a 9 (i 4 del Valdarno Fiorentino più quelli della vicina Comunità montana che comprende Pontassieve, Rufina, Londa, Pelago e San Godenzo) non lascia scampo. E rilancia con l'Unione a 3.

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Non ne vuol proprio sapere dell’Unione dei Comuni a 9 il sindaco di Figline Riccardo Nocentini, appoggiato dall’omologo di Incisa. E accusa Rignano di aver voltato le spalle a tutto il lavoro svolto in questi anni per raggiungere una gestione dei servizi congiunta e un’Unione a 3 con gli altri due comuni valdarnesi.

“SOLO UN’ESTENSIONE DELLA COMUNITA’ MONTANA”. “Lo statuto votato in vari Comuni è il ‘potenziamento della comunità montana’ – sostiene Nocentini – e ha poco a che fare con il lavoro che abbiamo portato avanti nel Valdarno Fiorentino per l’Unione a 3”.

POCA PARTECIPAZIONE. Troppa fretta e poca partecipazione, questa l’accusa del sindaco di Figline. “L’Unione a 9 era una prospettiva che avevamo previsto anche nello statuto del Valdarno fiorentino e ne doveva essere il proseguimento – continua – ma doveva essere basata su contenuti concreti e non sul semplice assunto che più siamo e maggiore è il nostro valore politico: la politica deve essere fatta di contenuti, non solo di contenitori”.

“STATUTO INAPPLICABILE”. Una governance ingestibile, così la definisce Nocentini, “una scatola vuota (non si sa che servizi ci saranno tranne quelli montani)”. Inoltre, secondo il sindaco, non ci sarebbe alcuna sicurezza sui costi di gestione (la Comunità montana ha 37 dipendenti e diverse strutture) e neanche sui finanziamenti. “Questo statuto è inapplicabile, quindi paradossalmente va bene solo a chi non l’ha votato”.

IL TAVOLO. Non si sottrae comunque al confronto, il sindaco e rilancia chiedendo un tavolo per fare chiarezza, innanzitutto sui costi, ma anche sulla logistica dei servizi. “Se il centro dei servizi montani è Rufina, Figline dovrà essere il centro per tutti gli altri”.

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