giovedì, 22 Ottobre 2020
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La guerra del David

La diatriba tra COmune e Stato per la paternità del David è aperta, le voci e le polemiche di sindaco, assessori e ministro

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Ma di chi è il David? Al diretto interessato sembra non importare troppo, dal suo piedistallo nella Galleria dell’Accademia continua a guardare nel vuoto aspettando di combattere Golia solo con la sua fionda.

Anche alle migliaia di visitatori che ogni anno portano nelle casse dell’Accademia circa 8 milioni di euro per vedere il capolavoro di Michelangiolo la polemica importa poco. Ma il problema è proprio quello, tutti quei soldi servono sia allo Stato che al Comune, e allora si apre il contenzioso.

ROMA CAPITALE. Nel 1871 Firenze passa il testimone a Roma che diviene la (naturale) Capitale del Regno d’Italia. Per risarcire la città della perdita di status di Capitale vengono ceduti dalla Corona al Comune vari beni, tra cui l’intero complesso di Palazzo Vecchio, compreso l’arengario dove all’epoca si trovava il David e oggi vi è la copia.

LO SPOSTAMENTO ALL’ACCADEMIA. Per ragioni di miglior conservazione e protezione della statua nel 1873 l’originale viene spostato all’interno dell’Accademia, di proprietà dello Stato. Oggi si litiga, carte dell’epoca alla mano, per chi debba rivendicare il possesso della statua. Vale la posizione in cui si trovava ai tempi del lascito di Palazzo Vecchio al Comune o il secolo e mezzo passato alla Galleria dell’Accademia annulla gli atti del 1871?

QUESTIONI APERTE. Come bimbi che si contendono il giocattolino, Stato e Comune battibeccano su tutto, in mezzo poi ad un periodo in cui Firenze è al centro di altre dispute, verrebbe da dire ben più rilevanti. Ci sono i Grandi Uffizi commissariati e fermi, la TAV e le proteste, la legge speciale che non arriva, il Maggio Musicale che rischia di scomparire assieme alla Pergola e ad altre istituzioni culturali colpite dalla crisi, la Scuola Marescialli, e ultimo arrivato anche il Credito Cooperativo di Verdini.

Il sindaco Renzi ha invitato il ministro Bondi ad un incontro a settembre per “non litigare come bambini” appunto, e parlare di tutte le questioni che riguardano Firenze in questo periodo, compreso anche il David. Ci sono però oramai in gioco anche gli avvocati romani mandati da Bondi, e allora la polemica sembra inasprirsi.

ATTACCHI E REPLICHE. L’assessore Massimo Mattei dice: “Il vero problema è che lo Stato dà contributi speciali a Roma e premia i Comuni amici, ma ignora Firenze, al punto da incassare i soldi dei musei e non pulire neanche le scritte sui muri agli Uffizi o all’Accademia”. Nel senso che, se prendi i soldi dei visitatori dell’Accademia e al Comune non riconosci niente, allora ti impegni anche a mantenere pulito l’ambiente e a migliorarne la fruibilità senza gravare sulle spese della città.

Bondi replica: “Mi vedo ancora una volta coinvolto contro la mia volontà in una polemica assurda e inopportuna. Il David di Michelangiolo è un simbolo di unità culturale per Firenze e per l’Italia. Il problema della proprietà dell’opera d’arte, sollevata in termini propagandistici dal sindaco di Firenze, è una questione meschina”.

GESTIONE CONDIVISA. Spunta l’ipotesi di una gestione condivisa e progettuale, che viene vista di buon occhio dai due contendenti. “Il David è nostro, ma siamo disponibili ad una gestione compartecipata – replica Renzi – un accordo è bene trovarlo, è anche altrettanto vero che noi teniamo le biblioteche aperte fino a mezzanotte, mentre la Nazionale chiude il pomeriggio”.

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