venerdì, 25 Settembre 2020
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La Lega scuote il Governo, ”Il Ministero dei Beni culturali a Palazzo Pitti”

Se Milano chiede a gran voce un paio di ministeri, Firenze non è certo da meno. “Il Ministero dei Beni culturali a Palazzo Pitti”. A lanciare la provocazione è il capogruppo della Lega Nord in consiglio provinciale Marco Cordone.

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Se Milano chiede a gran voce un paio di ministeri, Firenze non è certo da meno. “Il Ministero dei Beni culturali a Palazzo Pitti”. A lanciare la provocazione è il capogruppo della Lega Nord in consiglio provinciale Marco Cordone.

ELEZIONI. La polemica nasce non a caso a metà strada tra il primo turno delle elezioni amministrative e il ballottaggio, dopo la bordata presa dal Pdl a Milano e il calo della Lega in quasi tutti gli enti in cui si andava alle urne. In principio è stato Bossi a reclamare almeno un paio di ministeri per il Nord Italia. Il Carroccio toscano ha colto la palla al balzo.

INTERNI ED ESTERI A ROMA. “A Roma dovrebbero rimanere solo il Ministero dell’Interno, degli Esteri, dell’Economia e della Difesa. Gli altri Ministeri – dichiara Cordone – potrebbero trovare sede nelle altre città”. Tra queste Firenze, “riconosciuta come la capitale italiana della cultura”.

PALAZZO PITTI. Cordone avrebbe già in mente anche la nuova sede del Mibac: il ministro Giancarlo Galan (nella foto) dovrebbe trasferirsi a Palazzo Pitti. “Decentrare alcuni ministeri – continua il vicepresidente provinciale della Lega – non può che far bene all’Unità d’Italia, con la riorganizzazione dello Stato in senso federale”.

RISARCIMENTO. “Firenze non è stata mai risarcita per aver perso, nel 1870, il ruolo di Capitale d’Italia – continua Cordone – e lo spostamento a Roma andò contro la Convenzione di Parigi del 1864 che prevedeva proprio la Capitale d’Italia a Firenze”.

LA MAPPA. Nel disegno del Carroccio il Ministero del Lavoro dovrebbe trovare spazio a Milano, la Pubblica Istruzione a Torino, il Turismo a Venezia, il Commercio a Napoli. Un progetto che non trova d’accordo né Comune né Regione. “Nardella e Rossi non si rendono conto di quanto sia grande ed importante questo progetto – conclude Cordone – e se giudicano la proposta inattuabile peccano di superficialità”.

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