lunedì, 29 Novembre 2021
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Pienone per Renzi alla festa del Pd. Tra tanti applausi e qualche fischio / VIDEO

Ha fatto il pienone, come al solito. Tanti applausi, tante battute e anche qualche fischio (sulla mancata adesione allo sciopero di martedì scorso e sulla discussissima “gita” ad Arcore). È andato in scena sabato sera, alla festa democratica alle Cascine, il Renzi-show.

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Ha fatto il pienone, come al solito. Tanti applausi, tante battute e anche qualche fischio (sulla mancata adesione allo sciopero di martedì scorso e sulla discussissima “gita” ad Arcore). È andato in scena sabato sera, alla festa democratica alle Cascine, il Renzi-show.

MAGGIO MUSICALE. Dopo la cena allo stand della pasta fresca (durante cui il sindaco si è pure macchiato la camicia “col sugo alla lepre”), Renzi è salito sul palco, da cui ha affrontato moltissimi argomenti. Dal suo rapporto con il Pd (“qui mi sento a casa”, ha assicurato) alla situazione del Maggio Musicale Fiorentino (“ha un debito di 27 milioni, sono soldi nostri, noi vogliamo che abbia un futuro, e per questo il 21 dicembre inaugureremo il nuovo teatro. Bisogna intervenire oggi chiedendo sacrifici anche ai lavoratori, sennò si va a casa”), fino alla (contestata anche durante il dibattito di ieri sera, con qualche urlo “vergogna”) decisione di non aderire allo sciopero indetto dalla Cgil.

BERLUSCONI. Non è mancato nemmeno un affondo nei confronti del premier Berlusconi (“non ha fallito per quello che ha fatto la sera a Palazzo Grazioli, ma per quello che non ha fatto il giorno a Palazzo Chigi”), poi Renzi ha rilanciato l’incontro in programma alla Leopolda a fine ottobre, quando saranno lanciate cento proposte per l’Italia, “dalle questioni quotidiane ai costi della politica”.

FIRENZE. Poi il discorso si è spostato su Firenze, e qui sono stati diversi i problemi segnalati al sindaco. Dal degrado di alcune piazze alla questione di via Palazzuolo (“abbiamo fatto tanti interventi, ma la situazione ancora non è migliorata. Non possiamo pensare di risolvere tutto dall’oggi al domani, il Comune non può prendere bar e negozi e darli agli artigiani, anche se sarebbe meraviglioso, come fatto a Parigi. La lotta al degrado non si fa con le camionette dell’esercito”), fino alla movida notturna (“non è un problema solo di Firenze”).

 

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LAVORO. E poi la sua ricetta sul tema del lavoro (“Dobbiamo difendere le grandi aziende che ci sono, Firenze deve essere una città viva dove non va cacciato chi ha idee. Va coinvolta di più l’università”), con la difesa della scelta (anche questa contestata da qualcuno) dell’Hard Rock Cafè al posto del Gambrinus: “era chiuso da dieci anni e non riapriva, ora ci sono 140 posti di lavoro, il Comune deve annusare l’aria e inseguire le occasioni”.

STADIO. Non poteva mancare nemmeno la questione stadio, alla vigilia della partenza del nuovo campionato: “Abbiamo fatto il centro sportivo, è molto bello, e ora si apre la partita dello stadio: quello della Mercafir è un complesso enorme, le 1.500 persone che ci lavorano possono stare nella metà dello spazio: l’altra si può recuperare, e tra le ipotesi che presenteremo il 28 settembre c’è anche lo stadio. Poi bisognerà vedere se la Fiorentina lo vorrà fare o no. Il tema dello stadio non è la priorità per la città, ma non è stato messo da parte”, ha chiarito Renzi.

TAV E TRAM. E poi ancora la Tav e “gran finale” con la tramvia: “metteremo a posto la linea 1” per il rumore che fa in certi tratti, ha assicurato il sindaco davanti alle proteste di una signora. Per quanto riguarda la linea 2, invece, “se si parte si deve finire: l’inizio dei lavori sarà possibile solo quando le aziende che li fanno garantiranno la possibilità di concluderli”. E questo momento sembra ormai vicino.

A CASA. Alla fine solo applausi e qualche autografo per Renzi: ieri, alle Cascine, era a casa sua.

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