E alla fine  il giorno della primarie arrivò. Domenica 15 febbraio potranno votare tutti i cittadini residenti nel comune di Firenze dai 16 anni in su, compresi gli stranieri con permesso di soggiorno. Sarà sufficiente presentarsi ai seggi con un documento d’identità e firmare due dichiarazioni/liberatorie, e versare il contributo di un euro per le spese elettorali.

I seggi saranno aperti dalle 8 alle 21. Gli attesissimi risultati saranno poi consultabili in tempo reale sul sito www.primariefirenze.it. Per conoscerli, però, sarà probabilmente necessario aspettare fino a tarda notte. Intanto, per sapere in quale seggio andare a votare, i cittadini possono consultare lo stesso sito, o chiamare il numero 055/503201.

Ma potrebbe non essere finita qui. Se infatti nessuno dei candidati raggiungerà la soglia del 40% dei voti, la domenica successiva, il 22 febbraio, si terrà il ballottaggio tra i due che hanno riscosso il maggior numero di preferenze. Stesse modalità di voto.

I CANDIDATI PER LA CORSA A SINDACO

La campagna per le primarie più lunga del mondo, dopo quella del Pd americano. Sarà forse ricordata in questo modo la travagliata corsa per le primarie del centrosinistra, così come l’ha ironicamente definita “l’osservatore speciale” Vannino Chiti. O forse diventerà un caso di studio, da sviscerare nei manuali di politica, così come si è recentemente sentito dire. Fatto sta che la competizione in questi ultimi otto mesi, da quando, l’estate scorsa, si è cominciato a parlare di candidature, non ha fatto altro che arricchirsi continuamente di nuovi elementi. Sull’orlo del gong si è aggiunto anche un nuovo candidato.

E che candidato: Michele Ventura. Politico di lungo corso, giovane segretario della federazione comunista di Firenze, già vicesindaco a Palazzo Vecchio dal 1985 al ‘90, poi consigliere e assessore regionale fino al ’99, è stato eletto quattro volte in Parlamento ed è attualmente dirigente del Pd e ministro ombra per l’attuazione del programma. Candidatura di peso che arriva a sparigliare le carte tra i candidati già precedentemente scesi in campo.

Deputato come Ventura, e responsabile nazionale esteri del Pd, ai nastri di partenza si presenta Lapo Pistelli, forte di una consolidata esperienza politica (assessore comunale già nel 1992, poi deputato dal 1996) e dell’appoggio di larga parte della giunta Domenici (dall’assessore alle grandi opere Matulli a quello a cultura e sport Giani, passando per il verde Del Lungo, l’assessore alla partecipazione Bevilacqua, quello all’urbanistica Biagi fino all’ex capogruppo Formigli).

Dall’attuale governo cittadino proviene anche l’unica donna in corsa, Daniele Lastri, in ordine di tempo la prima a scendere in campo quest’estate e per dieci anni responsabile a Palazzo Vecchio delle politiche per l’istruzione e l’infanzia. Donna della sinistra fiorentina, proviene dal Pci e ha fatto della partecipazione il suo cavallo di battaglia, facendo appello soprattutto all’elettorato più a sinistra tra i simpatizzanti del Pd.

Chi invece ha impostato una campagna più in discontinuità con l’amministrazione cittadina è il giovane presidente della Provincia, Matteo Renzi (34 anni). Con lo slogan “Facce nuove a Palazzo Vecchio” e puntando il dito soprattutto contro la gestione dei cantieri e del servizio di trasporto pubblico, è stato protagonista di accesi scontri con il sindaco uscente Domenici che lo aveva “amichevolmente” consigliato di non candidarsi a sindaco.

L’ultimo a unirsi al gruppo, prima dell’arrivo di Ventura, è stato invece Eros Cruccolini, l’unico non proveniente dal Pd, ma candidato per La Sinistra. Presidente del consiglio comunale dal 2004, Cruccolini ha impostato la sua campagna attorno a temi cari alla fascia più a sinistra degli elettori, mostrandosi a volte in rotta di collisione con gli altri candidati, come ad esempio sulla necessità di ridimensionare l’aeroporto di Firenze anziché potenziarlo.

A questo punto la palla passa nelle mani dei cittadini, chiamati a scegliere il 15 febbraio.