sabato, 23 Ottobre 2021
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Roberta Ragusa, le amiche chiedono la verità

Lo scorso 22 maggio, nei boschi di Montaione, una cercatrice di funghi ha trovato alcuni indumenti femminili tra cui un paio di pantaloni di pigiama color rosa. L'attesa, per le amiche e per i familiari, si fa sempre più estenuante ''Aspettiamo i risultati sugli indumenti''. Sembrerebbe anche che il numero di scarpe trovate tra le foglie, combaci con quello di Roberta.

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Lo scorso 22 maggio, nei boschi di Montaione, una cercatrice di funghi ha trovato alcuni indumenti femminili tra cui un paio di pantaloni di pigiama color rosa. L’attesa, per le amiche e per i familiari, si fa sempre più estenuante ”Aspettiamo i risultati sugli indumenti”. Sembrerebbe anche che il numero di scarpe trovate tra le foglie, combaci con quello di Roberta.

GLI INDUMENTI. Lo scorso 22 maggio nei boschi di Montaione, una signora in cerca di funghi, ha trovato, tra le foglie e i rami secchi, indumenti femminili. Fin qui, non ci sarebbe niente di strano, capita spesso (purtroppo) di trovare nei boschi oggetti abbandonati. ma a rendere ”misteriosa” la scoperta, è stata la presenza di un pigiama rosa, oltre che ad un asciugamano, slip, reggiseno, scarpe e una cravatta. La signora, residente nel comune di San Miniato, alla vista di quel pigiama, ha subito pensato a Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione di Gello, più di quattro mesi fa. La donna, stando a quanto dichiarato dal marito, al momento della scomparsa, avrebbe indossato proprio un pigiama rosa, simile a quello abbandonato nel bosco. E’ stato questo particolare, ripetuto molte volte dai media locali e nazionali, ad insospettire la cercatrice di funghi che ha immediatamente avvertito la redazione de Il Tirreno. Gli indumenti sono stati poi sequestrati dai carabinieri per effettuare la comparazione del Dna, in modo da verificare o meno, se quegli abiti appartengono realmente a Roberta.

LE SCARPE. Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, il pigiama rosa trovato nei boschi, che riporta una fantasia a righe, non corrisponderebbe a quello indossato da Roberta, così come affermato da Antonio Logli, suo marito, e da Alessia, sua figlia. Ma il dubbio sull’appartenenza di quei pantaloni, resta e potrà esser sciolto soltanto dai risultati delle analisi del Dna. Quello che alimenta maggiormente i dubbi, è la corrispondenza del numero di scarpe ritrovate nel bosco, con quello che calzava Roberta: il numero 39. ”Stiamo aspettando con grande ansia le risposte delle analisi sugli indumenti ritrovati a Montaione. Un’ansia che cresce di giorno in giorno, vista la corrispondenza del numero di scarpe con quello di Roberta”. A parlare è Cinzia Guidi, amica della donna scomparsa. ”Vogliamo che sia fatta chiarezza. Se c’è qualcuno che sa qualcosa, vorrei che si facessero coraggio e parlassero. A casa ci sono due bambini che hanno perso la madre e che soffrono molto”, ha aggiunto Cinzia Guidi, parlando a nome del gruppo Facebook ”Roberta Ragusa – Dove sei?”. Un’attesa estenuante per le amiche e per i familiari, che può essere interrotta soltanto dalla soluzione del caso e, a questo punto, dal ritrovamento del corpo di Roberta.

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