domenica, 27 Settembre 2020
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Sabato scattano i saldi: spesa di 150 euro a persona. Meno dell’anno scorso

In Toscana i saldi prenderanno il via il 5 gennaio. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, ogni famiglia spenderà 359 euro (150 euro a persona), il 9% in meno rispetto all'anno scorso.

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Conto alla rovescia per i saldi invernali.

VIA IL 5 GENNAIO. In una stagione invernale che – spiega Confcommercio – “appare contrassegnata in Toscana da una flessione degli acquisti, nell’ordine del 10% medio, imputabile essenzialmente al ridotto potere d’acquisto (-4,1%secondo i dati Istat) e ad una recessione che si fa sentire”, la speranza per il commercio è affidata ancora una volta ai saldi, che scatteranno sabato prossimo, 5 gennaio.

LA SPESA. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, ogni famiglia toscana spenderà 359 euro (150 euro a persona), ovvero il 9% in meno rispetto all’anno scorso, per l’acquisto di capi d’abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore.

APPUNTAMENTO ATTESO. “I saldi – commenta Federica Grassini, presidente regionale della Federazione Moda di Confcommercio Toscana – restano un appuntamento annuale sempre più atteso visto il periodo di difficoltà economiche, che in tutta Italia coinvolge quasi sedici milioni di famiglie italiane. Il clima generale non è certo di ottimismo. I redditi familiari sono tornati al 1985 e si annuncia l’arrivo di altre tre tasse, oltre al famigerato aumento dell’Iva previsto per luglio. Occorre restuituire denaro alle famiglie e aiutare le piccole imprese a vivere. Confidiamo che questi saldi possano rappresentare una opportunità, sia per i negozianti del settore moda dopo una stagione caratterizzata dalla contrazione degli acquisti e quindi del volume d’affari, sia per i consumatori che potranno acquistare a prezzi più accessibili prodotti di qualità”.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI. Questo il vademecum di Confcommercio per un corretto acquisto degli articoli in saldo:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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