sabato, 23 Ottobre 2021
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Settis: ”Il paesaggio non è una miniera da sfruttare”

L'archeologo e storico dell'arte era presente al taglio del nastro del Quanto Basta – Festival dell'economia ecologica a Piombino. ''Il paesaggio è un capitale naturale da consegnare alle generazioni future''.

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“Mi sento quasi un suddito del principato di Piombino”. Così ha esordito ieri Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte intervenuto al Quanto Basta – Festival dell’economia ecologica a Piombino, per una lectio magistralis dal titolo “La Costituzione e la tutela del paesaggio”. “Ho una casa in questa zona, cammino molto, osservo il territorio quasi sempre con gioia e a volte con preoccupazione”. Ma non è la città di Piombino il focus della lezione del professore, ex direttore della Normale di Pisa.

PAESAGGIO. “Voglio parlare di principi e di legalità – ha detto -. Il nostro è un Paese in cui nonostante l’incremento demografico sia quasi zero, si continua a costruire. Si stima che per ogni nuovo nato ci siano a disposizione 38 vani e mezzo e io dubito che i nostri successori abbiano bisogno di tutto ciò”. E da qui una riflessione sul paesaggio: “Si può continuare a costruire in questo modo? – ha continuato Settis -. Il paesaggio non è una miniera da sfruttare ma un capitale naturale. Bisogna scegliere se sfruttare questo capitale o consegnarlo alle generazioni future”. E il primo passo verso la tutela del paesaggio sembra risiedere proprio in un forte rallentamento dell’attività edilizia. “In Italia ci sono due milioni di appartamenti invenduti. Prima si dovrebbe vendere quello che c’è e poi costruire ancora, questa è economia. Bisognerebbe implementare la logica del riuso”.

ITALIA ED EUROPA. E non è mancato nemmeno qualche commento sull’Italia in Europa: “Bisognerebbe contribuire con qualche idea e non solo con ubbidienza, l’Europa siamo noi, non c’è bisogno di genufletterci sempre” e una frecciatina a chi propone di modificare la Carta costituzionale. “La Costituzione? Andrebbe letta, capita e applicata, non favoleggiare sul fatto che è invecchiata”.

IL FESTIVAL. Al taglio del nastro, insieme a Settis, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà e il presidente della Camera di Commercio di Livorno Roberto Nardi. “Il nostro territorio ha bisogno di reimmaginarsi. Prospettive e linee di sviluppo sono un tema che a Piombino possono essere sviluppate in ogni sfaccettatura, basta salire sulla terrazza del Castello e gettare uno sguardo a trecentosessanta gradi”.

Il programma: Da Nadia Urbinati a Bobo Rondelli, la seconda giornata del Quanto Basta

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