sabato, 28 Novembre 2020
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”Torno nel mio quartiere”: parla il nuovo presidente Dormentoni

“Partecipazione e servizi sono le priorità”

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C'è addirittura chi sale al primo piano di Villa Vogel per stringergli la mano. “Il mio nuovo presidente”, dicono. Intanto il suo cellulare non smette di suonare, tra dirigenti del Comune e cittadini. Mirko Dormentoni, classe 1974, è tornato nel suo quartiere e lo fa in veste di presidente, subentrando a Giuseppe D’Eugenio.

Emozionato?
Sono consapevole della grande responsabilità e delle aspettative che ci sono nei confronti della nostra istituzione. Vogliamo essere il primo punto di riferimento dei cittadini sulle piccole cose e allo stesso tempo uno dei motori della costruzione della città metropolitana fiorentina. Inizio il mio lavoro con una bella squadra di consiglieri della maggioranza di centrosinistra, molti giovani ma già esperti, augurandomi che ci sia una collaborazione proficua con l’opposizione.

Le priorità?
Servizi alla persona, partecipazione e reti di solidarietà sono le parole d’ordine. La qualità urbana e ambientale sarà la priorità. Inizieremo con uno screening delle necessità di manutenzione, dal verde pubblico alle strade, dalle piste ciclabili ai marciapiedi. Come Q4 chiediamo un potenziamento delle risorse per il territorio a partire dalla cura del verde. E vogliamo che si torni ai vigili di quartiere.

In vista ci sono grandi cambiamenti urbanistici.
Entro l’autunno contiamo di lanciare il percorso partecipativo per disegnare il futuro dell’ex caserma Lupi di Toscana e dell’area circostante, sempre a “volumi zero” naturalmente. Penso che sia fondamentale ragionare, come stiamo facendo, a livello di città metropolitana, coinvolgendo anche Scandicci. Intanto si lavora sul bando di progettazione per la riqualificazione di piazza dell’Isolotto, nato dalle richieste dei cittadini e tenendo come funzione imprescindibile il mercato, mentre per piazza Pier Vettori stiamo studiando un percorso partecipativo insieme alle associazioni del territorio da avviare entro l’autunno.

Come vede il quartiere tra 5 anni?
Sempre più uno dei centri della città metropolitana e sempre meno periferia, con una qualità urbana, ambientale migliore e con ancora più senso di comunità e più forti reti di solidarietà. Non nascondo che ci sono difficoltà su cui è urgente intervenire, soprattutto nelle zone di confine, una su tutte Pontignale. Occorre che queste aree siano curate come tutte le altre, non deve esistere periferia neanche dentro il quartiere e su questo chiederemo l’impegno dell’amministrazione centrale.

Intanto l’Isolotto compie 60 anni…
Sta nascendo un comitato organizzatore che mette insieme diverse realtà associative, ccn, circoli, parrocchia e comunità di base per realizzare iniziative ed eventi, dal 6 novembre fino a giugno 2015, ripercorrendo tutte le tappe durante le quali dal 1954 furono consegnate le chiavi delle case popolari.

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