lunedì, 6 Dicembre 2021
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”Toscana, 10mila lavoratori a rischio”

Lo annuncia la Cgil Toscana, che spiega: ''Sono una trentina le vertenze sul tavolo regionale di crisi aperte in questo inizio 2012''.

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Diecimilia lavoratori a rischio in Toscana nei prossimi tre mesi: a sostenerlo è la Cgil regionale.

LE VERTENZE. Sono una trentina – spiega la cgil Toscana in una nota – le vertenze sul tavolo regionale di crisi aperte in questo inizio 2012. Sono interessati circa 10.000 lavoratori  prevalentemente del settore manifatturiero che rischiano il posto; a questi si aggiungono le micro imprese che non fanno notizia, ma che più di altre pagano la crisi.

CASSA INTEGRAZIONE. “Nell’ultimo bimestre dell’anno, i dati saranno resi noti tra pochi giorni e come Cgil Toscana li presenteremo in modo organico nel primo rapporto 2012 ‘Focus Economia’ redatto dal nostro istituto di ricerca IRES, rimbalza e torna a crescere la cassa integrazione, rallenta la produzione industriale, si blocca il flusso del credito. Del resto è stata proprio la difficoltà finanziaria unita a scelte spregiudicate, riorganizzazioni sbagliate e non presunti differenziali di costo con altri paesi, rigidità di alcun tipo o i limiti infrastrutturali del territorio, ad aver causato le crisi conclamate di cui parlano le cronache di questi giorni”.

SVILUPPO E FLESSIBILITA’. “Il tema – continua la Cgil – anche per la nostra regione che pure ha investito diverse decine di milioni di euro nel sostegno alla crescita e al lavoro di qualità, è lo sviluppo, non la flessibilità del mercato del lavoro che anzi conferma la tendenza nella nostra regione ad un 90% di nuovi lavori creati con una durata temporale molto breve. La crisi rende drammatica la situazione dei giovani precari, ma anche di tanti ultracinquantenni travolti dalla chiusura della propria azienda e che hanno visto allontanarsi (spesso di qualche anno) la possibilità dell’ aggancio ai requisiti per la pensione a causa di una riforma su cui confermiamo un giudizio di iniquità. Si tratta di centinaia di persone (non di numeri) che vivono condizioni drammatiche senza prospettiva”.

PROBLEMI REALI. “Per questo – conclude la nota del sindacato – ci batteremo anche dalla Toscana, perché il prossimo confronto con il Governo parta dai problemi reali e non dai presupposti di ideologie fallite, che assegnano al mercato ogni virtù salvifica. Il tema oggi è ammortizzatori sociali per tutti, riduzione delle forme precarie di assunzione e lavoro, sostegno alla crescita anche con un rinnovato intervento pubblico cercando le risorse dove sono e da chi non ha mai pagato, con un forte contrasto alla rendita speculativa. Il resto è propaganda della peggior specie”.

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