Manifestazione a cui hanno preso parte alcune decine di manifestanti che, in silenzio, hanno srotolato una grande bandiera del Tibet sotto il consolato cinese.“Con la nostra manifestazione – spiega Antonio Bacchi, il segretario dell’associazione – abbiamo voluto testimoniare la grande attenzione dei radicali fiorentini sulla situazione del Tibet”.

Ma che reazioni ha suscitato l’iniziativa?
“Da parte del consolato nessuna, nel senso che nessuno si è fatto vedere – risponde Bacchi – ma per tutta risposta durante la manifestazione il consolato è stato chiuso, causando così anche disagio in chi stava aspettando. Per questo motivo, abbiamo deciso di terminare prima la nostra manifestazione, facendola durare un’ora invece delle due previste”.

Siete preoccupati per come si sta evolvendo la situazione?
“Questa situazione è conosciuta da tempo – spiega il segretario dell’associazione – così come la negazione dei diritti umani in quel paese, ora è soltanto esplosa una violenza mai cessata. Per questo, noi chiediamo l’intervento delle istituzioni europee, perché vangano almeno fatti rispettare i diritti umani minimi e perché sia possibile riprendere il dialogo”.

Pensa che sarebbe opportuno boicottare le Olimpiadi in programma in Cina, come viene sostenuto da alcune parti?
“Personalmente ritengo che il boicottaggio sarebbe un errore – risponde Bacchi – ma le Olimpiadi si possono usare per porre alcune condizioni, come strumento di pressione sul governo cinese, a partire dalla possibilità di far entrare in Tibet gli osservatori internazionali, cosa ora assolutamente impossibile”.

Firenze può avere un ruolo in questa situazione?
“La nostra città può fare molto, come in altre circostanza ha già fatto negli ultimi anni – conclude Bacchi – se non altro per i riflettori che ha sempre puntati su di sé”.