Il Tar ha respinto il ricorso di un gruppo di cittadini che si opponeva alla realizzazione del piano di recupero che interessa la zona compresa tra viale Europa, via di badia a Ripoli e il viuzzo delle Lame, ovvero le aree Chini e Marfin che si estendono su un territorio di circa 6 ettari.

Il piano di recupero, la cui prima approvazione risale al 1998 e l’ultima è arrivata a fine 2006, prevede la realizzazione di aree verdi, un centro sportivo, un distaccamento del servizio sanitario per la Società della Salute, un centro servizi e un piccolo insediamento residenziale di cui il 20% riservato al Comune per l’affitto.

Il ricorso chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, di tutti gli atti avente per oggetto il piano di recupero e ovviamente del permesso di costruire e dell’autorizzazione della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici.

Una richiesta che il Tar non ha accolto perché, come si legge nella sentenza, “pur prescindendo dalle eccezioni formulate dalle controparti, dalle articolate e complesse censure formulate nel ricorso e nei motivi aggiunti non emergono comunque, ad un primo esame, apprezzabili profili di illegittimità dei provvedimenti impugnati” e ancora che “d’altra parte, per quanto concerne il profilo relativo al periculum in mora, gli interessi individuali di cui i ricorrenti sono portatori non appaiono prevalenti rispetto a quelli delle controparti pubbliche e private”.