giovedì, 12 Febbraio 2026
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Cauteruccio, Scandicci celebra il regista scomparso

Domenica 15 febbraio un pomeriggio di memoria e visioni nel segno del teatro di ricerca

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Scandicci rende omaggio a Giancarlo Cauteruccio con un pomeriggio di memoria e visioni nel segno del teatro di ricerca. Domenica 15 febbraio 2026, dalle 15.30 alle 19.30, il Castello dell’Acciaiolo, in via Pantin 63, ospiterà un evento dedicato al regista, scenografo, autore e attore scomparso l’11 gennaio scorso a Sibari.

L’iniziativa è promossa dalla Compagnia Teatrale Krypton, con il patrocinio del Comune di Scandicci e per volontà della sindaca Claudia Sereni. L’appuntamento nasce come un atto di riconoscenza collettiva verso un artista che ha profondamente segnato l’identità culturale della città e il panorama del teatro di ricerca italiano e internazionale.

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A Scandicci, un omaggio laico tra testimonianze e installazioni

Dopo i saluti istituzionali, il pomeriggio a Scandicci proseguirà con un microfono aperto: artisti, studiosi, collaboratori, amici, allievi e cittadini potranno condividere ricordi, riflessioni e frammenti di esperienza legati alla figura di Giancarlo Cauteruccio. Non una celebrazione formale, ma un momento partecipato in cui la memoria si trasforma in presenza viva, parola e gesto.

All’interno di una sala del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci sarà inoltre allestita un’installazione audio-video in omaggio al maestro, pensata come ulteriore gesto poetico e visivo. Un percorso immersivo che richiama la cifra stilistica di Cauteruccio, sempre orientata alla contaminazione tra linguaggi e tecnologie.

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Chi era Giancarlo Cauteruccio

Figura radicale e innovativa della sperimentazione teatrale, Giancarlo Cauteruccio si è formato tra studi d’arte e architettura, sviluppando fin dalla fine degli anni Settanta una ricerca riconoscibile e pionieristica. Il suo lavoro ha intrecciato teatro, arti visive, poesia, architettura e nuove tecnologie, mantenendo al centro il rapporto tra corpo, spazio e parola.

Tra i suoi spettacoli più significativi figura Eneide, opera cult che ha segnato una svolta nell’uso di laser e multiproiezioni sulla scena teatrale, ridefinendo il rapporto tra tecnologia e performance. Lo spettacolo approdò nel 1984 al La MaMa Theatre di New York, diretto da Ellen Stewart, consacrando Cauteruccio in un contesto internazionale.

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I suoi lavori sono stati presentati in importanti contesti artistici nazionali e internazionali, mentre le produzioni di video-teatro sono conservate negli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano. Centrale è stato anche il dialogo con il teatro di Samuel Beckett, di cui Cauteruccio è stato riconosciuto come uno dei maggiori metteur en scène e interpreti.

Determinante, inoltre, il suo percorso di Teatro-Architettura, capace di trasformare spazi urbani e monumentali in luoghi performativi, anticipando pratiche oggi diffuse nel teatro site-specific e immersivo.

Il legame con Scandicci e il Teatro Studio

Il rapporto tra Giancarlo Cauteruccio e Scandicci è stato profondo e duraturo. Dal 1991 al 2015 è stato direttore artistico del Teatro Studio, contribuendo in modo decisivo alla crescita culturale del territorio e alla formazione di nuove generazioni di artisti nel campo del teatro e della produzione culturale contemporanea. L’omaggio del 15 febbraio rappresenta dunque anche un momento di restituzione alla città, che con il suo lavoro ha costruito un dialogo costante tra ricerca artistica e comunità.

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