Il lago dei Cigni ”sconfigge” il temporale. Matinée al Teatro Comunale, finita in un trionfo in occasione dell’ultima recita de Il Lago dei Cigni,  lo scandalo Čajkovskij, rivisitazione drammaturgica di Paul Chalmer, dell’omonimo balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, andato in scena per la prima volta nel 1877.

L’INTERRUZIONE. Dopo un’interruzione, dovuta ad un problema tecnico legato al forte temporale, del tutto inaspettato, che ha colpito la città, il balletto è ripreso grazie al lavoro dei tecnici del Maggio. Durante la pausa e dopo una breve spiegazione dell’accaduto, da parte del direttore del Corpo di Danza, Francesco Ventriglia, il pubblico, informato del fatto che avrebbe avuto la facoltà di lasciare il teatro (con eventuale rimborso del biglietto, per il disagio subito), ha preferito rimanere ed attendere che lo spettacolo riprendesse.

IL SUCCESSO. Ciò è avvenuto, ed ha permesso agli spettatori pazienti ed entusiasti di applaudire alla fine per più di dieci minuti (e più volte a scena aperta) la bravura e la tecnica del Corpo di Ballo di Maggio Danza diretto da Francesco Ventriglia: Bruno Milo (nei panni di Pëtr Il’ič Čajkovskij), Federica Maine (nel duplice ruolo del cigno bianco e del cigno nero), Alessandro Riga (Vladimir, nipote di Čajkovskij), Sabrina Vitangeli (Aleksandra Davydov, sorella di Čajkovskij), Paola Vismara (Visione di Antonina Miljukova, moglie di Čajkovskij), e tutti gli altri danzatori del corpo di ballo.