domenica, 24 Ottobre 2021
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La Toscana sbarca a Cannes con tre titoli

Due corti e un lungometraggio porteranno alto il buon nome della Toscana a Cannes, dove verranno presentati nell'ambito della 65esima edizione del Festival del cinema.

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Il cortometraggio del pratese Tommaso Santi, dal titolo “Perché no?”, sarà uno dei film che rappresenterà il cinema toscano alla 65esima edizione del Festival di Cannes, inserito nella sezione Cannes Court Métrage tra i cento lavori provenienti da vari paesi, che saranno presentati agli operatori internazionali.

I CORTOMETRAGGI. Cannes Court Métrage ospiterà un altro corto firmato da un autore toscano. E’ Lettera da Madras, di Irish Braschi, regista che ha realizzato I believe in miracle, un documentario sul tema del miracolo, girato sul set del film Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee. Nel corto che sarà presentato a Cannes, in 15 minuti Braschi racconta la storia di un ragazzo indiano che ama segretamente una ragazza araba. Quando riceve una lettera da Madras dai suoi parenti, decide di dichiarare il suo amore alla ragazza, contravvenendo al matrimonio organizzato da sua madre. La ragazza araba ricambia il suo sentimento, ma suo fratello si oppone con violenza a questo sogno d’amore. Nel cast, a fianco di Thakur Payel e Mimosa Campironi c’è il comico poliedrico e noto al grande pubblico Nino Frassica, nel ruolo inedito del cattivo.

REALITY E IL DETENUTO-ATTORE. Ma la presenza toscana sulla Croisette non si ferma qua. Lo scrittore e drammaturgo fiorentino Ugo Chiti firma come sceneggiatore il film Reality, l’unico film italiano in concorso alla 65esima edizione del Festival di Cannes, diretto da Matteo Garrone, lo stesso che quatto anni fa ha vinto il Gran Prix con il film Gomorra. Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, il film racconta di un pescivendolo napoletano che viene spinto dalla famiglia a cercare fortuna nel mondo dello spettacolo, il cui approdo più accessibile e ambito sembra essere quello del Grande Fratello.

DALLA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA A CANNES. Ad interpretare il pescivendolo che fa di tutto per essere protagonista del reality, è Aniello Arena, attore-detenuto della Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra. Arena è stato notato da Garrone durante gli spettacoli diretti da Armando Punzo a Volterrateatro, rassegna che si svolge in estate dentro al carcere. Matteo Garrone, figlio di Nico Garrone, uno dei più accreditati critici teatrali degli ultimi tempi, direttore del festival estivo di Radicondoli, ha infatti frequentato spesso la rassegna volterrana. Non è la prima volta che Garrone si avvale di attori provenienti dal carcere. In Gomorra aveva infatti lavorato Salvatore Striano, che ha scontato una pena nel carcere di massima sicurezza di Rebibbia, ed è stato protagonista, nel ruolo di Bruto, del film dei fratelli Taviani Cesare deve morire.

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