lunedì, 21 Settembre 2020
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Recensione Film Beastly

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Ad Hollywood è scoppiata una pandemia. Di quelle gravi però. Sembra che la fabbrica dei sogni d’oltreoceano non abbia molto da dire in ambito di storie per ragazzi se non trasportare favole, prima dell’immaginario popolare poi della Disney, ai giorni nostri.

Nell’ordine Cappuccetto Rosso e ora questo Beastly, riadattamento della Bella e la Bestia. Entrambi sono raccontati in chiave emo, morbosa e idealizzata alla Twilight dove la ragazza sa che nell’animo del suo amato, e non solo, si cela una bestia: ma insomma nessuno è perfetto! Se però in Cappuccetto Rosso, qualcosa a livello di fotografia si poteva perlomeno salvare, in questo Beastly( bestialmente brutto verrebbe da dire) il cercare di voler risparmiare qualcosa è molto difficile.

Kyle(Alex Pettyfer) è il leader del suo liceo grazie alla sua ricchezza e all’indiscutibile bellezza. Accecato dal potere il giovinastro non ha problemi nel prendere in giro e sottomettere chiunque gli capiti sotto tiro. Fino a quando se la rifà con la persona sbagliata: Kendra( Mary-Kate Olsen), una ragazza che ama vestirsi ispirandosi inconsciamente a Lady Gaga e che, fra l’altro, ha nomea di strega. Dopo aver subìto un’ultima umiliazione da parte di Kyle, la streghetta lo punisce trasformandolo in una “bestia”. Potrà tornare alle sue fattezze normali solo se una ragazza si innamorerà di lui andando oltre le apparenze. Ed è qui che entra in scena la brava, buona e bella Lindy(Vanessa Hudgens). Il finale dei film non va mai raccontato, ma non credo che ci voglia molto ad indovinarlo questa volta.

Il punto di partenza non può essere che uno. Questo film manca di una qualsivoglia originalità. La storia era già conosciuta ma, soprattutto per questo, quando dei produttori, dei registi intendono dare una nuova versione di un soggetto che ha più che rispettabili precedenti, dovrebbero fermarsi: anche solo in nome del buongusto. E invece, no. Perché se alla fine troviamo un film come questo tra i più visti della settimana, un pubblico ce lo deve avere, e purtroppo, non credo, possa essere formato solo da dodicenni. Quindi, mi duole ammetterlo, hanno ragione i produttori! 

Detto questo mi lascia comunque perplessa vedere come il messaggio della storia e del film d’animazione sia stato soffocato e male veicolato. Innanzitutto la Bestia, nella storia originale, era metà uomo e metà bestia. Era questa “mostruosità” che lo obbligava a rimanere isolato e che fomentava ancora di più la sua rabbia verso il mondo. Il miracolo che Bella riusciva a compiere non era da poco quindi: andando oltre le zanne (non canini) e le zampe e la coda e la mole taurina, lei realmente si innamorava dell’uomo dentro la bestia. Qui il miracolo è molto all’acqua di rose. Il bellone passa dall’essere una bellezza da copertina di Cosmopolitan a quella parecchio più emo, ma sempre umana, con i tatuaggi tribali(stile anni ’90) e le cicatrici. Insomma si, perde anche i capelli, ma non diventa una bestia: solo un sé più maledetto e underground. Questo basta per definirlo un animale di cui avere paura? 

L’innamoramento di Lindy sembra l’unico obbiettivo che Kyle cerca di perseguire, nel senso: il ragazzo sembra non avere un reale interesse alla ragazzina che fa volontariato. Il suo scopo è tornare il bellone patinato che era prima. Questo è il messaggio che arriva allo spettatore. Ai due protagonisti non si chiede molto: gran parte dell’atmosfera è creata da una colonna sonora ad hoc per ragazzi under 16. Alex Pettyfer, già rivisto in Sono il numero quattro, se pensava tramite lo pseudo imbruttimento di dimostrare di essere un bravo attore, non ha centrato l’obbiettivo.   Vanessa Hudgens, starlette di High School Musical non sembra ancora pronta a diventare grande.

Beastly infine da l’impressione di essere stato girato in tempi record: il racconto è dipanato in maniera sbrigativa. Ogni personaggio, nel momento stesso in cui compare sulla scena, dichiara che parte reciterà nella storia. Tutto sembra spingere sull’acceleratore per arrivare all’agognato lieto fine.

La rivisitazione moderna della Bella e la Bestia è quindi assai poco riuscita: limitata nell’intreccio e nelle interpretazioni è davvero quanto mai lontana dalla definizione di buon cinema. Per spettatori con poche pretese.

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