sabato, 27 Febbraio 2021
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Viaggio nella Firenze ”vietata” al denaro

Sempre più attenzione a quello che è rimasto nell'armadio (e non solo): viaggio nella città che ricicla

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Chi fa da sé, fa per tre: baratta, ripara e riusa. Complice la crisi, la mentalità dei fiorentini è cambiata. Shopping oculato e attenzione a ciò che è rimasto nell’armadio o nel cassetto. Dai gruppi per scambiarsi oggetti ai negozi dell’usato fino alle feste per ridare vita agli elettrodomestici rotti (ma ancora buoni), ecco il nostro viaggio nella Firenze che ricicla. E non stiamo parlando di rifiuti.

L’USATO CHE AVANZA

Sono cambiati anche i modi di dire. Ieri era “usato”, oggi è “vintage”: prima era per pochi appassionati, adesso è per tutti. Il negozio di seconda mano ha la sua rivincita: dai libri ai mobili fino all’abbigliamento, sempre più fiorentini scelgono di comprare qualcosa che fino a qualche tempo prima era di proprietà altrui. Lo testimonia il boom delle attività di compravendita di oggetti usati. Secondo i dati della Camera di Commercio di Firenze, negli ultimi due anni le “boutique” di seconda mano sono aumentate in città e provincia del cinque per cento. Nel secondo trimestre 2014, le imprese dell’usato “made in Florence” sono arrivate a quota 164, mentre in tutta la tutta la Toscana sono 414. E Firenze è quinta in Italia per numero di negozi dell’usato.

IN VENDITA? NO, REGALATO

In un’epoca in cui tutto viene misurato con il denaro, c’è chi non vuole far cassa. In città si moltiplicano i mercatini “money free”: niente è in vendita, tutto è regalato, senza traccia di banconote. Una delle esperienze più popolari è a Coverciano: il mercatino dello scambio e del dono si svolge ogni due mesi grazie a una decina di volontari ed è ospitato nella palestra del Circolo Andreoni. Le persone portano ciò che vogliono regalare (vestiti, giochi per bimbi, libri, piccoli elettrodomestici e simili): gli oggetti sono selezionati e collocati nel banco dei doni, a disposizione di chi ne ha bisogno. Nato nel 2010, attrae migliaia di persone. “E' la dimostrazione che in questa società in cui tutto è monetizzabile è possibile fare un gesto gratuito, imparando a donare e a ricevere”, spiega Elisabetta, una delle volontarie. E ciò che non trova un nuovo padrone va alle associazioni di volontariato.

LA COMMUNITY CHE DONA TUTTO

L’idea è la stessa del mercatino del dono, ma la “bancarella” questa volta è virtuale. In molte città del mondo esistono community web dove si regala tutto e non si chiede niente in cambio. In tutto, quasi otto milioni di utenti “ricicloni”. Freecycle Firenze è un gruppo nato sul portale Yahoo a cercare qualcosa in particolare o spulciare tra le offerte altrui. Regola principale: tutto è regalato. Si va dai mobili ai piccoli elettrodomestici, ma ci sono anche donazioni più bizzarre: per esempio bancali di legno (c’è chi ne offre e chi li richiede per le più disparate funzioni) o collezioni di pacchetti di sigarette. Il ritiro è a carico di colui che riceve il “regalo”.

“RESUSCITARE” LA TECNOLOGIA

Se il pc fa i capricci o il phon non si accende come dovrebbe, questa è un’occasione per riparare elettrodomestici e “diavolerie” moderne che sembrano obsolete. Lo si può fare a costo zero, con le proprie mani e divertendosi, grazie ai consigli di alcuni tutor-volontari. I “restart party” arrivano a Firenze: sono eventi gratuiti organizzati da un gruppo informale di persone, promossi in collaborazione con l’associazione Libera Informatica. Il primo appuntamento cittadino, il 29 marzo, ha fatto riaccendere venti chili di oggetti tra computer, sveglie elettroniche e cellulari. Come funziona? Dopo l’arrivo con l’elettrodomestico da “salvare”, ci sono la registrazione sul cartellone secondo l’ordine di arrivo, due chiacchiere con i restarter (esperti e semplici appassionati) e via alla riparazione. Alla fine c’è la foto di rito davanti al cartellone “L’ho riparato io”. E, come in ogni festa che si rispetti, pure la merenda.

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