Il turismo open air si conferma vincente in Toscana, collocando la regione tra le mete più ricercate a livello nazionale.
È quanto emerge dall’indagine di FAITA FederCamping Toscana, l’Associazione Regionale Complessi Turistico-Ricettivi Open Air in Toscana tra i soggetti fondatori di CONFTURISMO e aderente a CONFCOMMERCIO, realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze.
Il successo del comparto del turismo open air si deve alla capacità delle strutture di integrare direttamente nei servizi del villaggio la vacanza attiva e l’enogastronomia locale. L’outdoor intercetta una domanda sempre più variegata e propensa alla destagionalizzazione. Se la costa rimane la regina indiscussa delle prenotazioni, la crescita delle richieste interessa in generale tutte le aree della regione.
I dati del turismo open air: primavera brillante, estate in crescita
Nei primi cinque mesi del 2026 (gennaio-maggio) si soo già superati 1,3 milioni di pernottamenti, con una crescita del +2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato trainato soprattutto dalle strutture attive nelle aree del turismo culturale (città d’arte e grandi direttrici storiche), a dimostrazione che l’open air non è più un prodotto puramente balneare ma intercetta una quota crescente di domanda primaverile. Il sentiment degli operatori riflette questo andamento: il 27,5% dichiara un aumento dei flussi e il 56,7% una sostanziale stabilità, a fronte di appena un 6,7% che rileva una diminuzione (il 9,1% non sa).
Per il trimestre estivo (giugno-agosto 2026) si stima un trend altrettanto positivo, sebbene con variazioni più contenute rispetto alla primavera. Complessivamente, la crescita attesa è del +1,6% in termini di presenze, il che porterà i flussi turistici del periodo a toccare quota 7,1 milioni di pernottamenti. Tra gli imprenditori intervistati, il 34,9% segnala un aumento delle prenotazioni, il 44,6% una sostanziale stabilità e il 20,5% riscontra una flessione.
La composizione della domanda e i mercati esteri
A fare da traino principale alla stagione estiva saranno i turisti italiani. Nel dettaglio, le stime per il trimestre giugno-agosto indicano:
- mercato italiano: oltre 4,3 milioni di pernottamenti attesi, pari a una crescita del +1,8%.
- mercato straniero: oltre 2,8 milioni di pernottamenti stimati, pari a un incremento del +1,1%.
Il maggiore dinamismo del mercato interno porta al consolidamento delle quote di mercato: la composizione della domanda estiva vedrà infatti gli italiani al 61% e gli stranieri al 39%.
Sul fronte estero, l’analisi delle prenotazioni conferma la solidità dei mercati tradizionali. Gli incrementi e i segnali di crescita più evidenti arrivano da Germania, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Repubblica Ceca. Mostrano invece un andamento stabile le provenienze da Austria, Svizzera e area scandinava.
L’incognita inflazione e la sensibilità ai prezzi
Nonostante l’ottimo posizionamento e le stime di crescita, l’indagine mette in luce un elemento di attenzione: la persistente spinta inflattiva ha reso la domanda turistica particolarmente sensibile alle tariffe. Non a caso, ben il 67% degli operatori intervistati ha percepito un aumento generalizzato dei prezzi al consumo nell’area in cui è localizzata la propria struttura rispetto alla scorsa estate.
