giovedì, 18 Giugno 2026
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Turismo open air in Toscana: attesi 7,1 milioni di pernottamenti nell’estate 2026

Nei primi cinque mesi dell’anno le presenze sono cresciute del +2,2%. Per il trimestre estivo è stimato un ulteriore +1,6%, trainato dal mercato italiano (61%)

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Il turismo open air si conferma vincente in Toscana, collocando la regione tra le mete più ricercate a livello nazionale.

È quanto emerge dall’indagine di FAITA FederCamping Toscana, l’Associazione Regionale Complessi Turistico-Ricettivi Open Air in Toscana tra i soggetti fondatori di CONFTURISMO e aderente a CONFCOMMERCIO, realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze.

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Il successo del comparto del turismo open air si deve alla capacità delle strutture di integrare direttamente nei servizi del villaggio la vacanza attiva e l’enogastronomia locale. L’outdoor intercetta una domanda sempre più variegata e propensa alla destagionalizzazione. Se la costa rimane la regina indiscussa delle prenotazioni, la crescita delle richieste interessa in generale tutte le aree della regione.

I dati del turismo open air: primavera brillante, estate in crescita

Nei primi cinque mesi del 2026 (gennaio-maggio) si soo già superati 1,3 milioni di pernottamenti, con una crescita del +2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato trainato soprattutto dalle strutture attive nelle aree del turismo culturale (città d’arte e grandi direttrici storiche), a dimostrazione che l’open air non è più un prodotto puramente balneare ma intercetta una quota crescente di domanda primaverile. Il sentiment degli operatori riflette questo andamento: il 27,5% dichiara un aumento dei flussi e il 56,7% una sostanziale stabilità, a fronte di appena un 6,7% che rileva una diminuzione (il 9,1% non sa).

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Per il trimestre estivo (giugno-agosto 2026) si stima un trend altrettanto positivo, sebbene con variazioni più contenute rispetto alla primavera. Complessivamente, la crescita attesa è del +1,6% in termini di presenze, il che porterà i flussi turistici del periodo a toccare quota 7,1 milioni di pernottamenti. Tra gli imprenditori intervistati, il 34,9% segnala un aumento delle prenotazioni, il 44,6% una sostanziale stabilità e il 20,5% riscontra una flessione.

La composizione della domanda e i mercati esteri

A fare da traino principale alla stagione estiva saranno i turisti italiani. Nel dettaglio, le stime per il trimestre giugno-agosto indicano:

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  • mercato italiano: oltre 4,3 milioni di pernottamenti attesi, pari a una crescita del +1,8%.
  • mercato straniero: oltre 2,8 milioni di pernottamenti stimati, pari a un incremento del +1,1%.

Il maggiore dinamismo del mercato interno porta al consolidamento delle quote di mercato: la composizione della domanda estiva vedrà infatti gli italiani al 61% e gli stranieri al 39%.

Sul fronte estero, l’analisi delle prenotazioni conferma la solidità dei mercati tradizionali. Gli incrementi e i segnali di crescita più evidenti arrivano da Germania, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Repubblica Ceca. Mostrano invece un andamento stabile le provenienze da Austria, Svizzera e area scandinava.

L’incognita inflazione e la sensibilità ai prezzi

Nonostante l’ottimo posizionamento e le stime di crescita, l’indagine mette in luce un elemento di attenzione: la persistente spinta inflattiva ha reso la domanda turistica particolarmente sensibile alle tariffe. Non a caso, ben il 67% degli operatori intervistati ha percepito un aumento generalizzato dei prezzi al consumo nell’area in cui è localizzata la propria struttura rispetto alla scorsa estate.

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