lunedì, 12 Ottobre 2026
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Il ”Viaggio intorno all’Uomo” di Steve McCurry sbarca a Siena

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A Siena sbarca la mostra fotografica “Viaggio intorno all’Uomo” di Steve McCurry, dal 15 giugno al 3 novembre.

IL FOTOGRAFO. Si terrà nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala la grande mostra dedicata a Steve McCurry, per iniziativa del Comune di Siena in collaborazione con Opera della Metropolitana, promossa e organizzata da Opera – Civita Group, con la collaborazione di Sud Est57. Steve McCurry non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards, che si può considerare come una sorta di ”premio Nobel” della fotografia, ma è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, “si riconoscono”. “Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”, spiega McCurry. Veterano di National Geographic, sempre in viaggio, più facilmente in qualche parte dell’Asia che non in America, Steve McCurry ha fatto del viaggiare una sua dimensione di vita: “Perché già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile”. Nato a Philadelphia nel 1950, Steve McCurry comincia presto a collaborare come fotografo con un giornale locale. Dopo tre anni decide di recarsi in India e comporre il suo primo vero portfolio con immagini del viaggio. Dopo la pubblicazione del suo primo lavoro importante sull’Afghanistan, collabora con alcune delle riviste più prestigiose: Time, Life, Newsweek, Geo e il National Geographic. Inviato su mille fronti di guerra, da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait all’ex Jugoslavia, all’Afghanistan, Steve McCurry si è sempre spinto in prima linea rischiando la vita pur di testimoniare gli effetti e le conseguenze  dei conflitti in tutto il mondo. Membro dell’agenzia Magnum dal 1985, vincitore di molti premi foto giornalistici,  Steve McCurry è l’autore del celeberrimo reportage sulla ragazza divenuta icona del conflitto afghano sulle pagine del National Geographic nel mondo.

LA MOSTRA. La mostra è curata da Peter Bottazzi, che ha progettato il percorso espositivo, e da Biba Giacchetti. L’allestimento, di grande impatto scenografico e studiato appositamente per gli ambienti del Santa Maria della Scala, è differenziato in ciascuno degli spazi tematici e si sviluppa attraverso l’antica strada interna, la via Francigena, e gli ambienti adiacenti oggi sede del  Museo Archeologico. Come in un “viaggio intorno all’uomo”, la mostra si aprirà con la Scoperta: una grande galleria di ritratti che l’obiettivo di Mc Curry ha raccolto nell’arco della sua lunga esperienza e continua a raccogliere in ogni suo viaggio. Tra i veli che saranno le quinte di questa galleria, ogni visitatore potrà cercare il suo percorso nel gioco di rimandi che lega tra loro uomini e donne provenienti dai luoghi più disparati della Terra. Passando attraverso le tracce di una presenza umana più rarefatta, ci si avventurerà poi nella Vertigine della guerra, del dolore e della paura, che McCurry ha documentato con la stessa partecipazione emotiva. Nella sala successiva il visitatore troverà invece un mondo di Poesia, dove l’uomo si riscatta, si avvicina alla natura e allo spirito e ritrova la gioia di vivere. La sorpresa e lo Stupore caratterizzeranno la quarta sezione, dove si incontrano le immagini più curiose e inattese, dove l’uomo ritrova lo sguardo dell’infanzia e l’incanto della vita. In una ultima tappa del “viaggio intorno all’uomo” sarà la volta della Memoria, con la proiezione, nei Magazzini della Cordicella, di un documentario di National Geographic in cui si racconta la ricerca di Sharbat Gula, la piccola afgana, 20 anni dopo l’incontro da cui è nata una delle immagini più famose di tutta la fotografia mondiale. Saranno presentate in mostra oltre 200 foto, stampate in vari formati, con una netta prevalenza delle grandi dimensioni. In un video realizzato da Epson sarà raccontato, come in un back stage, il delicato lavoro della stampa a colori su carta fotografica.

IL SUCCESSO. La mostra di Steve McCurry giunge a Siena dopo aver raggiunto 400.000 visitatori in quattro città italiane, rinnovandosi ogni volta nell’allestimento, studiato appositamente per dialogare con ambienti di grande suggestione come quelli del Santa Maria della Scala, e nella selezione delle immagini esposte. Anche la mostra senese comprenderà una antologia di tutta la produzione di McCurry, con numerose delle sue immagini più famose, scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua straordinaria carriera di fotografo e di reporter, insieme a una selezione molto ampia dei suoi lavori più recenti: il progetto The last roll con le immagini scattate utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak, gli ultimi viaggi a Cuba, in Thailandia e in Birmania, con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, il viaggio in Africa tra Tanzania ed Etiopia e una selezione delle fotografie scattate nei recenti e numerosi soggiorni italiani.

Jovetic: testa a testa Juventus-Arsenal?

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Si starebbe scatenando una corsa a due tra Juventus e Arsenal per assicurarsi Stevan Jovetic, il gioiellino della Fiorentina che sembra ormai in procinto di lasciare Firenze.

JUVENTUS. Stando alle voci di radiomercato, la Juventus sarebbe intenzionata a chiudere quanto prima con la Fiorentina per portare il montenegrino a Torino, primo importante rinforzo in vista della prossima stagione. E proprio i bianconeri sarebbero ora i favoriti per ingaggiare Jovetic, sulle cui tracce sono già da tempo.

ARSENAL. Ma l’Arsenal non ci sta a restare a guardare e starebbe formulando una contro offerta: da tempo anche il club inglese ha messo gli occhi su Jovetic, tanto che a un certo punto sembrava proprio questa la destinazione più probabile per l’attaccante.

DESTINO. Insomma, la vicenda Jovetic sta per entrare nel vivo, e presto si potrebbe conoscere il destino del giocatore. Così come le mosse della Fiorentina nel caso in cui il montenegrino dovesse partire.

Chiede le pizze a domicilio e rapina il fattorino

Il fatto è accaduto il 2 maggio scorso.

ARRESTO. I carabinieri di Livorno hanno arrestato un uomo, un 42enne livornese, con l’accusa di rapina.

PIZZA. Stando alle indagini svolte dagli agenti, a inizio mese l’uomo avrebbe ordinato tre pizze a domicilio, in una pizzeria del centro.

RAPINA. Ma all’arrivo del fattorino, nel luogo e orario stabilito, il rapinatore avrebbe estratto una siringa sporca di sangue e minacciato il ragazzo, per farsi consegnare tutto il denaro della serata.

Firenze, terza tappa del Forensics Roadshow 2013

Dopo Genova e Treviso, giunge anche a Firenze.

TOUR. E’ il Forensics Roadshow 2013, tour dedicato all’informatica forense, organizzato dal Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), Yarix e Datamatic Sistemi&Servizi, che sarà ospitato dall’Istituto Lorenzo de’ Medici di via Faenza, venerdì 31 maggio, alle 9. Le ultime due tappe saranno poi Roma e Palermo, rispettivamente il 3 e 5 giugno.

INFORMATICA. L’incontro ha come obiettivo quello di far conoscere, gratuitamente, l’informatica forense, ovvero quella disciplina che si occupa di risolvere casi giudiziari legati alla criminalità informatica. Alla giornata parteciperanno professionisti del settore, che illustreranno strategie e strumenti utilizzati per recuperare informazioni attraverso particolari software e risolvere i casi, nozioni utili agli operatori del settore, ma anche ai semplici curiosi.

FORMAZIONE. “Questa collaborazione rappresenta un risultato importante – dichiara  Gino Balbinot, segretario SAP della regione Veneto – soprattutto perché è difficile per noi avere una formazione adeguata nel settore della sicurezza informatica. Il coinvolgimento da parte di aziende qualificate quali Yarix e Datamatic ci consente non solo di accedere ad un percorso formativo gratuito, ma anche di avere la possibilità di ridistribuire la professionalità acquista sull’intero territorio nazionale”.

SOFTWARE. “Oltre alla presenza degli stand dei nostri prestigiosi partner – dichiara Mirko Gatto, CEO di Yarix Sistemi & Servizi – durante il roadshow verranno utilizzati software quali Encase di Guidance Software, leader mondiale del settore ed utilizzato da organizzazioni quali l’FBI e la nostra Polizia Postale”.

NORME. “Tra i relatori delle cinque giornate – spiega Cristiano Pacitto, CEO di Datamatic Sistemi & Servizi – avremo anche chi si occuperà di affrontare gli aspetti normativi focalizzando l’attenzione soprattutto sulla Convenzione di Budapest, il primo accordo internazionale teso a inquadrare i crimini legati a internet e alle reti informatiche recepito dal nostro sistema legislativo con la legge di ratifica n.48 del 18 marzo 2008”.

PARTECIPARE. L’ingresso è aperto a tutti e gratuito, sarà necessario iscriversi, compilando il modulo raggiungibile dalla pagina “News” del sito www.yarix.com.

La strage dei Georgofili vent’anni dopo: Firenze ha ricordato le vittime

Firenze ha ricordato le vittime della strage di via dei Georgofili, vent’anni dopo l’attentato.

ATTENTATI. Nel 1993 Cosa Nostra mise a ferro e fuoco l’Italia. Fra maggio e luglio cinque autobombe esplosero a Roma, Firenze e Milano. Le vittime furono dieci, tra cui due bambine e uno studente di 22 anni. I feriti decine. Nei mesi successivi cercò di fare saltare in aria cento carabinieri allo stadio Olimpico di Roma e uno dei pentiti storici della mafia siciliana, Salvatore Contorno. Ma non ci riuscì. Le esplosioni devastarono la Galleria degli Uffizi a Firenze (27 maggio 1993), la basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro a Roma, il padiglione di arte contemporanea a Milano (27-28 luglio 1993). Uno degli obiettivi che Cosa Nostra si proponeva era quello di costringere lo Stato a far marcia indietro sul cosiddetto ”carcere duro” per i boss mafiosi (previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario e che impediva ai detenuti per mafia di mantenere i collegamenti con l’ambiente di provenienza) e sulla legge sui pentiti. Allora lo Stato non si arrese al ricatto. E pochi anni dopo, esattamente il 6 maggio 2002 oggi, furono condannati definitivamente quali mandanti ed esecutori di quella stagione di terrore boss e gregari di Cosa Nostra. Tra questi Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Matteo Messina Denaro.

LA MOSTRA. E ieri il Comune di Firenze ha commemorato con due iniziative l’attentato del 27 maggio 1993, quando un ordigno composto da 250 chili di esplosivo devastò via dei Georgofili, uccidendo due bambine, Nadia e Caterina Nencioni, i loro genitori Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, lo studente Dario Capolicchio, e ridusse in macerie il cuore di Firenze. La prima è stata la mostra fotografica dell’Agenzia Ansa ”La notte dei Georgofili”, che documenta l’intera storia di quell’evento e di questi venti anni, attraverso le foto e il lavoro giornalistico svolto dall’Ansa. La mostra (25 pannelli di 1,5 metri x 1 con oltre 50 foto di grandi dimensioni), allestita nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio, offre i momenti più significativi seguiti all’attentato, dal dolore della città alle indagini, dalla ricostruzione della Torre del Pulci ai processi, dal recupero del patrimonio artistico danneggiato a come quell’episodio drammatico abbia rappresentato anche l’inizio di un percorso di educazione alla legalità. Non a caso la mostra è rivolta in particolare ai giovani e alle scuole, rappresentando per il periodo di apertura un punto di riferimento dei ragazzi mentre in seguito potrà essere itinerante negli stessi istituti. Ad inaugurarla, ieri mattina, il sindaco Matteo Renzi, il presidente del Senato Pietro Grasso, il direttore dell’Ansa Luigi Contu, l’assessora all’educazione e alla legalità Cristina Giachi, i sottosegretari Gabriele Toccafondi e Erasmo D’Angelis, il presidente della Regione Enrico Rossi, il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e la presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage Giovanna Maggiani Chelli. Dopo l’esposizione in Palazzo Vecchio la mostra rimarrà al Comune che, a sua volta, la proporrà alle scuole cittadine inserendola in una progetto sulla legalità all’interno de ‘Le Chiavi della Città’, il programma di iniziative e progetti formativi che l’assessorato all’educazione offre ai ragazzi delle scuole dell’infanzia, delle primarie e delle secondarie di primo grado. “C’è una partita da giocare – ha sottolineato il sindaco Renzi – sette studenti su dieci non conoscono la strage dei Georgofili. Bisogna partire dai giovani. Bisogna far capire loro che il sacrificio di Firenze, scritto con il sangue, ci ha poi consegnato una città che reagisce e che è in prima fila nella lotta alla mafia”. La mostra è stata realizzata con il contributo di Comune di Firenze, Banca CR Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Camera di Commercio, Publiacqua, A. Menarini industrie farmaceutiche riunite, Unicoop Firenze.

LA SCULTURA. La seconda iniziativa, subito dopo, nel Salone dei Cinquecento, per la presentazione della scultura in bronzo e oro dedicata alla memoria delle vittime e offerta dai Friends of Florence. L’opera, dal titolo ”I Passi d’oro”, è stata realizzata dallo scultore Roberto Barni. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Renzi, il presidente del Senato Grasso, Cristina Acidini, soprintendente per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico e per il polo museale di Firenze, il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, Simonetta Brandolini d’Adda, presidente Friends of Florence, Giovanna Maggiani Chelli e Roberto Barni.

ORE 1,04. Insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, al presidente della Regione Enrico Rossi e alle altre autorità, Renzi si è infine spostato in via dei Georgofili, dove alle 1.04 di venti anni fa esplose la bomba mafiosa. Al terzo piano di un palazzo che si affaccia in quella strada è stata scoperta la statua di Barni.

Prandelli, oggi la consegna della cittadinanza onoraria

Cesare Prandelli cittadino onorario di Firenze.

LA CONSEGNA. Oggi il sindaco Matteo Renzi consegnerà in consiglio comunale la cittadinanza onoraria al ct della Nazionale Cesare Prandelli.

EUROPEI. Giunge così alla conclusione l’iter dell’atto voluto dal capogruppo di Lista Galli Giovanni Galli, e poi approvato con una delibera dell’assemblea cittadina. “Prandelli merita questo riconoscimento – ha dichiarato Galli – che abbiamo pensato all’indomani della finale degli Europei 2012 che ha visto gli Azzurri qualificarsi secondi, contro ogni pronostico della vigilia. Volevamo dimostrare al nostro ct che la città di Firenze gli è vicina non solo quando si vince, come è giusto che sia nello sport. Nella fattispecie del campionato europeo poi, è anche importante capire come si perde. E una volta di più Prandelli ha dimostrato non solo maestria tecnica, ma anche grande dignità, equilibrio e autentico spirito sportivo”.

FIORENTINA. “Da tifoso della Fiorentina, poi – ha concluso Galli – non dimentico certo l’ottimo lavoro fatto dal mister nella squadra viola, lavoro che gli fruttò ben due panchine d’oro, nel 2006 e nel 2008. Lunedì Prandelli riceverà dunque non solo un giusto riconoscimento, ma anche il segno concreto dell’affetto che la città di Firenze gli porta”.

In diecimila (con Renzi) di corsa per la DeeJay Ten

In diecimila di corsa nel centro di Firenze.

LA CORSA. Erano diecimila, ieri, i podisti al via della terza edizione fiorentina della DeeJay Ten. Tra loro c’era anche il sindaco Matteo Renzi, che ha percorso i dieci chilometri chiudendo con un buon tempo: 44’33”.

I PERCORSI. Due i percorsi previsti: la Deejay Ten, corsa non competitiva di 10 km, e la Deejay Five, la non competitiva di 5 km, entrambe con partenza in piazza della Signoria alle 9.30. Il fiume di maglie viola (era questo il colore ufficiale scelto per l’occasione) ha imboccato Via Calzaiuoli per dirigersi verso Piazza Duomo. Poi da Piazza della Repubblica a Piazza del Mercato Nuovo, Via Por Santa Maria. E una volta percorso il Lungarno Acciaiuoli, i runner hanno attraversato il Ponte Santa Trinita, per girare verso il Lungarno Guicciardini. Dopo Piazza Nazario Sauro imboccata Via dei Serragli. Da Piazza della Calza il percorso della Deejay Ten e quello della Deejay Five si sono divisi: chi ha corso la 5 km ha preso Via Romana per tornare in via Magliabechi all’angolo proprio con Piazza Santa Croce. Mentre i podisti iscritti alla 10 km hanno cominciato a salire sui tornanti del Viale dei Colli.

Due toscane per l’ultimo posto in serie A: è derby Empoli-Livorno

Sarà una questione tutta toscana.

IL DERBY. Saranno Empoli e Livorno a giocarsi l’ultimo posto disponibile per la prossima serie A: la finale dei play off sarà infatti tra le due squadre toscane, che hanno avuto la meglio su Novara e Brescia.

LE PARTITE. Cresce dunque l’attesa delle due tifoserie, per un derby toscano che vale tantissimo. La gara di andata si giocherà a Empoli mercoledì 29 maggio, il ritorno a Livorno il 2 giugno.

LA TRAGEDIA. Una tragedia è andata però in scena nella notte, quando sulla A21 un pullman che riportava a casa i tifosi del Brescia si è ribaltato: il bilancio è di un morto e alcuni feriti, alcuni dei quali sarebbero gravi.

CORDOGLIO. La Lega Serie B, il presidente Andrea Abodi, il direttore generale Paolo Bedin, tutto lo staff e le società associate – si legge sul sito della Lega serie B – si uniscono al dolore della famiglia del giovane scomparso, del Brescia calcio e restano in apprensione per i tifosi feriti. Anche il Brescia, attraverso un comunicato, ha voluto far sentire la vicinanza alla propria tifoseria: “Il Presidente del Brescia Calcio Luigi Corioni, dirigenti, staff tecnico,calciatori e dipendenti tutti si uniscono al cordoglio della grande famiglia della tifoseria bresciana per il drammatico incidente avvenuto questa mattina”. La squadra del Brescia Calcio parteciperà ai funerali.

Il panforte di Siena è prodotto Igp

La Toscana sale a quota ventisei.

PRODOTTI. Questi sono infatti i prodotti a indicazione geografica protetta della Regione, con i suoi cinque oli extra vergine, cinque prodotti castanicoli, quattro di salumeria, due formaggi, tre tipi di carne, un cereale, un miele, un fungo, un fagiolo, una spezia e due dolci, fra cui la new entry Panforte di Siena.

PANFORTE. Dolce che rappresenta la città senese da oltre settecentocinquant’anni, quando nacque grazie ai commerci con l’oriente e le sue spezie.

QUALITA’. “Un dato – commenta l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori – da sottolineare perchè significa che la qualità dei nostri prodotti è sempre più riconosciuta e perchè le denominazioni di origine, Dop e Igp, sono un modo per tutelare questi prodotti e per arginare il fenomeno dei ‘tarocchi’ sempre in agguato”.

Roberta Ragusa, tutti ancora in attesa

Tutti ancora in attesa. In attesa di una svolta, in attesa di novità. In attesa, soprattutto, della verità.

LA SCOMPARSA. Continua insomma l’attesa delle tantissime persone che da mesi si domandano che fine abbia fatto Roberta Ragusa, la donna scomparsa dalla sua casa nel pisano nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ormai oltre sedici mesi fa.

L’ATTESA. Un’attesa lunga, lunghissima, che per qualcuno sembra non finire più. Non mancano infatti gli sfoghi, soprattutto sui social network, dove il “popolo di Roberta”, ovvero il popolo composto da tutti coloro che stanno disperatamente cercando di capire cosa sia successo alla donna, si è “riunito”. Sfoghi di chi non ce la fa più ad attendere, di chi continua a invocare la verità, la svolta in grado di mettere la parola fine a quello che, oltre sedici mesi dopo, continua a essere ancora un mistero.

SUL WEB. E’ proprio sui social network che sulla vicenda si continua a discutere, a confrontarsi, a porre domande e a cercare di ottenere risposte. Così, agli sfoghi di chi non ce la fa più ad attendere, si sommano le parole di coloro che pensano che la verità sia ormai sempre più vicina, che le indagini possano presto portare a sviluppi decisivi. E così si continua ad attendere, tra rabbia e speranza.

VERITA’. Il punto su cui tutti continuano a essere d’accordo è la volontà di non arrendersi e di continuare a farsi sentire finché la verità non emergerà, finché tutte le domande poste fino a questo momento non avranno trovato una risposta e finché non sarà chiaro a tutti cosa sia successo quella notte di gennaio del 2012.