venerdì, 21 Agosto 2026
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Lavori, viale Redi si restringe a una sola corsia

Lavori in viale Redi, da questa sera una sola corsia per i veicoli in uscita dalla città.

LAVORI. Saranno effettuati nel fine settimana, infatti, i lavori di sistemazione dei chiusini, pulizia caditoie e rifacimento della segnaletica in viale Redi.

SOSTA E VIABILITA’. L’intervento, che inizierà venerdì 20 aprile alle 20.30, riguarderà la semicarreggiata lato Mugnone. Saranno quindi istituiti divieti di sosta e un restringimento di carreggiata, e rimarrà una sola corsia per i veicoli in uscita dalla città.

SABATO E DOMENICA. L’intervento – spiega ancora Palazzo Vecchio – continuerà nelle giornate di sabato e domenica.

Auto finisce fuori strada e si schianta contro un albero: un morto

Ancora una vittima della strada in Toscana.

L’INCIDENTE. E’ successo nel pisano, dove questa mattina intorno alle quattro è avvenuto un incidente mortale. Il sinistro si è verificato lungo l’Aurelia, a Madonna dell’Acqua.

LA DINAMICA. Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, la persona al volante dell’auto avrebbe perso il controllo della vettura, che ha finito la sua corsa schiantandosi contro uno degli alberi presenti lungo la strada.

LA VITTIMA. Forse è stata la pioggia la causa dell’incidente, ma questo è ancora da capire. La persona alla guida sarebbe morta sul colpo. I carabinieri, intervenuti sul posto, non sono però ancora riusciti a identificarla: non avrebbe infatti avuto con sé i documenti.

Le meduse blu invadono la spiaggia

L’invasione delle meduse sulla spiaggia.

MIGLIAIA. Succede sulla spiaggia di Marina di Carrara, dove sono state segnalate migliaia di meduse blu arenate sulla spiaggia.

DUE CHILOMETRI. Le meduse hanno ricoperto la spiaggia per un tratto di circa due chilometri. Questi esemplari viaggiano infatti in grandi gruppi, spinti dal vento e dalle correnti. In caso di mareggiate, vento forte e mareggiate possono finire il loro viaggio a riva.

SULLA SPIAGGIA. Ed è proprio quello che è successo sulla spiaggia di Marina di Carrara.

Meteo, tempo instabile nel fine settimana

La pioggia e il maltempo non vogliono lasciare la Toscana. Oggi continuerà a piovere in gran parte della Regione con precipitazioni anche a carattere di temporale. Sabato e domenica il tempo resterà incerto, non sono escluse schiarite.

VENERDI’ 20. Nel corso della giornata il cielo sarà ”Molto nuvoloso in mattinata con precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, più frequenti sulle zone centro-settentrionali e sul litorale. Nel pomeriggio sono attese schiarite sulle zone meridionali, in particolare sul litorale. Venti moderati di Libeccio con rinforzi fino a forti su Arcipelago e litorale. Mari molto mossi, localmente agitati al largo. In serata ulteriore temporaneo aumento del moto ondoso sui settori a nord dell’Elba. Temperature in lieve calo le massime”.

SABATO 21. Secondo il Consorzio Lamma, il cielo sarà caratterizzato da ”Nuvolosità variabile con addensamenti più consistenti sulle zone interne ove sono attesi rovesci, in particolare nel corso della mattinata. Tendenza a temporaneo miglioramento nel pomeriggio, ma con nuovo aumento della nuvolosità in serata a partire dalle province di Lucca e Massa Carrara ove saranno possibili precipitazioni, in estensione nel corso della notte alle restanti zone. Venti di Libeccio, fino a moderati. Mari molto mossi a nord dell’Elba, mossi altrove. Temperature stazionarie le minime, in aumento le massime, in particolare lungo la costa”.

DOMENICA 22. Domenica invece il cielo apparirà ”Nuvoloso o molto nuvoloso nella prima parte della giornata con possibilità di precipitazioni anche temporalesche più probabili e frequenti sulle zone interne. Miglioramento nel pomeriggio con schiarite in particolare lungo il litorale. Venti moderati meridionali. Mari fino a molto mossi a nord dell’Elba. Temperature in lieve aumento”.

L’allarme: La pioggia di questi giorni? Non risolve il problema della siccità. Parola di esperto

La goliardia di Marasco torna sul palco

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A distanza di un anno, Riccardo Marasco torna al Six Bars Jail con la sua tradizionale chitarra-lyra. Il ”menestrello” festeggerà la Liberazione con tutta la comunità di Serpiolle e gli amici che lo seguono da sempre in uno spettacolo che riscopre la goliardia fiorentina.

IN CONCERTO. Riccardo Marasco sarà in concerto il 25 aprile, accompagnato da Silvio Trotta – mandolino, mandoloncello e chitarra battente – al Circolo Arci Sms Serpiolle alle ore 17, ingresso libero. In quest’occasione presenterà il suo ultimo lavoro, ”La mia Toscana”, un tributo alla tradizione musicale che formato l’anima dell’identità toscana. Un album ricco di serenate, stornelli, rispetti, storie, canzoni da ballo, ninne ninne e canti ammiccanti espressione dell’arte toscana del doppio senso. Marasco ripropone con la sua riconosciuta abilità, e con sempre più elevata maturità artistica quindici interpretazioni che rappresentano una collezione di rara completezza.

IL MENESTRELLO. Riccardo Marasco, nelle sua quarantennale carriera arricchita da ogni sorta di premio, si è conquistato vari appellativi, da cantautore a menestrello, da bardo a cantastorie. Ma non è solo questo. Marasco è anche conoscitore delle più antiche tradizioni musicali fiorentine e toscane, recuperate grazie ad uno studio attento del folclore. Nel suo repertorio troviamo brani di cantori a liuto del cinquecento toscano vicino a stornelli sboccati ed ironici del più sanguigno spirito irriverente fiorentino, ma anche canzoni popolari e canti religiosi, liriche goliardiche fiorentine ed antiche melodie delle lontane campagne

LO STILE. I suoi spettacoli e le sue canzoni sono sempre arricchite da fantasia ed estro musicale che rendono gli arrangiamenti per la sua antica chitarra-lyra. E grazie anche ai suoi non comuni mezzi vocali è interprete poliedrico che sconfina con padronanza dal genere sentimentale al comico, dal religioso al politico, dal narrativo storico all’allusivo, dal popolare al colto, con un ricercato gusto della parola cantata.

Mariani: ”Trattata come una bestia, non so come ho fatto a non impazzire”

 

Nelle mani di Al Qaeda, trattata come un animale. E’ il racconto di Maria Sandra Mariani, la turista fiorentina sequestrata più di un anno fa e liberata da pochi giorni in Africa.

AL QAEDA. ”Ero nelle mani di Al Qaeda, di un gruppo che ha avuto il compito di rapirmi e custodirmi”, ha detto all’Ansa. ”I miei rapitori – ha continuano – ricevevano rifornimenti nel deserto dove stavano nascosti”.

“COME UNA BESTIA”. ‘‘Il loro compito è rapire turisti per screditare i Governi africani e metterli in urto con l’Occidente”, ha aggiunto prima di raccontare come sia stato duro e difficile, per lei, il periodo della prigionia. ”Ero trattata alla stregua di una bestia, disprezzata in quanto donna, ho incontrato l’Islam più integralista e duro. Non so come ho fatto a non impazzire”.

“Maria Sandra Mariani è libera”. La conferma della Farnesina

Storia d’amore alla fermata del bus, la settima puntata

Vi eravante dimenticati di lei? Della misteriosa scrittrice che racconta la sua vita e il suo amore omosessuale su fogli lasciati alle fermate degli autobus? Eccola tornata, con la settima puntata.

Mia sorella maggiore. Le parole mi uscivano a raffica, senza controllo. In un picosecondo sapeva di me. Cercò di consolarmi e la mia assurda paura si trasformò in solidarietà e unità. Il suo sorriso non mi fece più sentire sola. Avevo aspettato tanti anni prima di fare il classico outing. Tanti anni per sensibilizzarla alla diversità.

Ma la vita è ironica e a volte magica. Ogni santo giorno mi trovavo Giulia davanti.  Due stati d’animo: felicità in quell’ incontro e una rabbia irrefrenabile. L’amavo. Dopo un mese da quell’ addio sofferto, Giulia tornò alla carica. Mi raccontò che non amava Lapo e che era stata spinta da un desiderio di vendetta per un mio probabile tradimento consumato con Barbara la sera prima. Ma di quale infedeltà parlava? Ripensavo alla mia sconosciuta, sedute sul divano, occhi negli occhi, pronte a cogliere il desiderio dell’una nell’altra. E invece, niente. Una storia in cui credevo era molto più importante di un’attrazione fisica.

Un giorno, non troppo lontano dalla data del “fattaccio”, Giulia, venne da me e mi rivelò di essere incinta. I miei pensieri volarono talmente in alto che mi vedevo “mamma” di un neonato con i miei riccioli. Decidemmo di tenerlo insieme. Ma Lapo si oppose fermamente, dicendo che avrebbe fatto di tutto per non rendere possibile il nostro sogno. Abortì. Ricordo quel giorno quando, subito dopo l’interruzione di gravidanza, Lapo arrivò all’Ospedale con un fumetto di Lupo Alberto con su scritto “W la Mamma”. Lo fulminai. Ma io dico: Meglio così caro Lapo se questa è la tua reazione, puoi tranquillamente continuare a parlare con gli alberi, puoi vestirti con quella tuta da operaio quando sei pieno di soldi… per essere notato… Con quel gesto ti sei giocato l’ultima carta. Giulia non passò con leggerezza l’accaduto. L’atteggiamento di Lapo aveva creato una barriera dentro Giulia, insormontabile. Lapo fu definitivamente cancellato. Il 17 Maggio, giorno di celebrazione del mio compleanno, Giulia si presentò con un amico, conosciuto all’Università, dal quale era attratta fisicamente chiedendomi di tornare con lei. Non accettai. A fine Luglio tornammo insieme per una settimana. Ma era troppo il rancore che ci divideva. Fu spinta ancora tra le sue braccia.

Agosto. E come sempre il mio lavoro da bagnina. Questa figura, si può dire istituzionale, all’interno delle Pavoniere, offriva l’occasione di conoscere nuove persone.  C’era un gruppo di Brasiliani che veniva sempre e che non passava inosservato. Dai quali Brasiliani, venivi travolta, risucchiata in baldorie.

Beatrice. Bionda, brasiliana, lentigginosa e particolarmente attraente…. Una ragazza minuta e timida che mi sorrideva sempre. Una notte mi chiese di rimanere a dormire da lei. Le mie mani accarezzarono tutto il tempo i suoi capelli soffici. Con il gruppo di brasiliani, decidemmo di festeggiare il giorno di Ferragosto da me, in terrazza. Si presentarono anche Roberta e Claudia, due ragazze conosciute in piscina. Fu una serata imbarazzante… Eravamo sdraiate sotto un cielo di stelle, io nel mezzo tra Claudia e Beatrice. Claudia si trovava appoggiata con la testa dal lato sinistro del mio corpo ad altezza seno. Beatrice, invece dalla parte opposta del mio petto. Quest’ultima, prese la mia mano, la chiuse in un pugno e con il suo dito medio delicatamente penetrava tra le mie cinque dita…il cuore iniziò a battermi all’impazzata tanto da far preoccupare Claudia che mi chiese: “Ma soffri di tachicardia?”. Mi aveva beccato, nel completo imbarazzo.

Anche Beatrice come Angela ripartì per il Brasile. Dopo qualche anno seppi da un amico in comune che si era sposata ed era felice.

Settembre. Barbara. Non saprei come descriverla o meglio, sarebbe complesso. Era la primavera. Spensierata, allegra e soprattutto provocante. Il cuore mi batteva forte quando la vedevo e quando mi cercava.

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FOTO/Porta rotta in galleria, Trenitalia: ”Percossa violentemente dall’esterno”

Dopo la denuncia dei pendolari della porta di un treno Vivalto che mercoledì si sarebbe staccatain galleria, interviene Trenitalia, che dà la sua versione dei fatti.

“VIOLENTEMENTE PERCOSSA”. “In merito all’episodio segnalato in una nota stampa e riguardante una porta del Regionale Veloce 2315, Firenze – Roma, di ieri pomeriggio (mercoledì, ndr), le prime immediate verifiche hanno evidenziato che la porta è stata violentemente percossa dall’esterno, con la deformazione di una delle ante scorrevoli, mentre i previsti controlli eseguiti dal personale alla partenza non avevano evidenziato alcuna anormalità”, spiega Trenitalia.

IL COLPO. “Tale colpo – continua Trenitalia – può ragionevolmente aver provocato il danneggiamento della guida inferiore della porta, causando, in concomitanza del colpo di pressione provocato dall’incrocio con un altro treno, uno scostamento dalla guida inferiore, senza peraltro determinare l’apertura della porta”.

ACCERTAMENTI. “Il treno è stato cancellato e si è deciso di far proseguire i passeggeri su un altro convoglio”, conclude Trenitalia, che annuncia di aver “disposto gli accertamenti tecnici per determinare le cause dell’accaduto”.

Skipper cade in mare: è disperso

Incidente nel mare toscano, dove uno skipper è caduto in mare ed è ancora disperso.

IN MARE. L’episodio è avvenuto nel tratto di mare davanti alla costa di Vada nel corso di una veleggiata tra il porto di Punta Ala e quello di Cala de’ Medici, a Rosignano Marittimo.

SENZA GIUBBOTTO SALVAGENTE? L’uomo, un 68enne francese, è caduto in mare: risulta ancora disperso, nonostante le ricerche vadano avanti anche con gli elicotteri. L’uomo non avrebbe avuto il giubbotto salvagente.

STUDENTI A BORDO. Insieme al 68enne sulla barca erano presenti otto studenti universitari, anche loro francesi: i giovani sono salvi e stanno tutti bene.

La pioggia di questi giorni? Non risolve il problema della siccità. Parola di esperto

Il problema della siccità resta nonostante la (tanta) pioggia di questi giorni. E se lo dice un esperto come lui, purtroppo, c’è da crederci.

PIOGGIA E SICCITA’. “Per risolvere efficacemente il problema della siccità – ha spiegato Giampiero Maracchi, noto climatologo e vicepresidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, intervenendo al convegno ‘Ambiente. Cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile’ promosso dalla Fondazione Cesifin dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e svoltosi stamani a Palazzo Incontri – dovrebbero cadere ogni giorno, per i prossimi tre mesi, 10 millimetri di pioggia, cosa assolutamente improbabile. Va invece considerato che, a primavera (da aprile a giugno) la piovosità normale complessiva è attorno ai 300 millimetri e l’evaporazione, sempre in questo stesso periodo, è di tre millimetri il giorno che, nel trimestre, corrisponde complessivamente a 270 millimetri. Dunque l’acqua di queste settimane, pur consistente, non risolve il problema delle falde, dei laghi e dei fiumi ma è comunque estremamente utile per l’agricoltura perché incide sui primi strati del terreno”.

PREVISIONI. “Potrei osservare – ha aggiunto Maracchi – che ha proprio ragione l’antico proverbio ‘terzo aprilante, quaranta di’ durante’, e dobbiamo aspettarci ancora acqua fino alla prima decade di maggio. Perdureranno anche i fenomeni già registrati da tempo, quali le siccità autunnali e invernali, gli sfasamenti stagionali con arrivi precoci della primavera e ritardi dell’autunno. Relativamente alle cause di questo cambiamento, e come ampiamente pubblicato sulle riviste scientifiche, esso ha le sue ragioni nella quantità enorme di gas serra che è stato immesso negli ultimi 100 anni. Le piogge intense, ad esempio, in un clima come quello mediterraneo, si sono sempre verificate ma, se prima avvenivano una volta ogni 30 anni, ora si verificano ogni anno. Ritengo che l’uomo abbia ancora tutte le possibilità per poter intervenire, ma è un processo legato ad un nuovo modello di sviluppo che tutti dobbiamo darci. Mi rendo conto che è facile da dire, ma molto meno da realizzare, ma dovremo cominciare a governare i fenomeni e a non lasciarli solo al libero mercato che non si deve certo limitare, ma che oggi non funziona più”. 

POLITICHE AMBIENTALI. ”Anche se il baricentro della disciplina normativa per contrastare l’emergenza climatica è quella dell’Unione Europea – ha osservato a sua volta il professor Gian Franco Cartei dell’ Università di Firenze – occorre un diverso modello di pianificazione da parte degli enti locali e della Regione, per tentare di conseguire uno sviluppo territoriale idoneo a contrastare una situazione che ha già creato molti problemi alle popolazioni e ai territori. Se sul piano internazionale ci sono ancora difficoltà a trovare regole vincolanti a tutela dell’equilibrio ambientale, a livello comunitario abbiamo già oggi una disciplina molto precisa e dettagliata che gli Stati sono chiamati ad attuare. Sul piano nazionale, purtroppo nel nostro Paese manca da tempo una politica energetica e questo non ci aiuta. Relativamente alla Toscana, sono in evidente sofferenza molti territori, tra cui, in particolare, la Lunigiana, il Casentino e larga parte del territorio collinare e costiero, nonchè il bacino dell’Arno e degli altri fiumi che appaiono sempre meno in grado di far fronte all’emergenza idrica. Se questa regione vuole continuare ad essere quella particolare caratterizzazione di bellezza e di attrattiva che tutti amiamo e conosciamo, deve perseguire con grande fermezza le politiche ambientali e di tutela del territorio”.

ENERGIE RINNOVABILI. Una risposta a questa emergenza, ha spiegato Maria Grazia Pazienza dell’Ateneo fiorentino, ”giunge anche dalle energie rinnovabili (i cui costi sono scesi in questi anni in maniera impressionante) ma la discussione in atto è sul tipo di tecnologia da favorire, senza discriminare quelle alternative, e se l’ estrema concentrazione di sforzi sul fotovoltaico (nel 2011 l’Italia è stato il quarto investitore mondiale) sia la strategia più efficace nel lungo periodo. Occorre dunque intervenire con decisione perché le imprese sono da tempo disorientate da un quadro normativo frammentario e molto instabile ed è necessario articolare tutti gli strumenti normativi per avere un piano efficace per combattere il mutamento climatico’’.

Maltempo, prosegue l’allerta. Ecco le previsioni