sabato, 29 Agosto 2026
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Schettino, la nave si inclina ‘ho preso e sono sceso’

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Schettino ha abbandonato la Concordia quando le cose hanno iniziato a mettersi male. Quando la nave, da dritta com’era, ha iniziato ad inclinarsi. Lo squarcio su un fianco. L’acqua inizia a entrare. Si inclina e Schettino fugge. Fugge su uno scoglio lasciando i suoi passeggeri e il suo equipaggio a bordo del relitto. Ecco l’intercettazione dei carabinieri.

SCHETTINO INTERCETTATO. “Quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso”. Queste sono le parole di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, che sono state trascritte in alcune conversazioni telefoniche intercettate dai carabinieri di Orbetello dove il comandante si trovava il pomeriggio di sabato 14, a meno di 24 ore dal naufragio della nave. In quel momento non c’era un numero preciso di dispersi o vittime, ma il bilancio era certamente negativo. Schettino commenta con il suo interlocutore, un certo ‘Albert’, che non e’ in grado di dire se quanto accaduto possa definirla un’imprudenza, “ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio e’ stato immenso, stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che e’ successo da quel momento in poi l’ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quanto meno dare l’illusione di stare in pace con la coscienza”.

LA FUGA. La trascrizione dell’intercettazione riporta che Schettino e’ tornato indietro per prendere la radio, poi è andato sul ponte e quando ha visto che la nave si inclinava si e’ recato sul ponte all’aperto per vedere se la Concordia “si aggiustasse in mezzo agli scogli”, ha chiamato con il cellulare per non perdere la linea. E “poi quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso”. Poi dice all’interlocutore che adesso il suo tenore di vita cambia in quanto si trova – come scritto sul documento – con la testa sotto e con le gambe all’aria senza sapere nulla.

PRESSIONI. Ma dall’intercettazione salta fuori anche il ‘giallo’ legato all’inchino. Pare che Schettino abbia subito delle pressioni perché la nave della Costa Crociere passasse a ridosso dell’Isola del Giglio. “Fabrizio (e’ uno dei suoi interlocutori durante le telefonate intercettate dai carabinieri, ndr), qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, perché mi hanno rotto il cazzo. Passa, passa di la’, passa di la’, la secca c’era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato….e va bene non bisogna credere mai una realtà, meno che la notizia….no io so solo che alla fine forse mi sono reso conto ed ho cercato di evitare conseguenze più grandi di quelle che era successo, poi alla fine non ce l’ho fatta a liberarmi, cioè, va bene…Fabrì per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì…Fabrì in quel momento non vorresti togliere la spina (secondo l’autore della trascrizione andrebbe letto come ‘mentre tutto accadeva’, ndr), e’ normale…”. E quindi la considerazione “non ci voglio andare più sulla nave, perché so io che non voglio più, cambio vita, perché non la vedo tanto bene”. Quindi, da questa trascrizione, pare che Schettino abbia subito forti pressioni per effettuare l’inchino.

L’IMPOSIZIONE DELL’INCHINO. In un’altra intercettazione Schettino riceve una telefonata e chiama ‘comandante’ il suo interlocutore, lo mette a conoscenza che si trova a Orbetello e gli riferisce che la compagnia Costa gli ha messo a disposizione l’avvocato e si informa se e’ il caso di avere due avvocati per la vicenda. Successivamente Schettino chiama un’altra persona di nome Pietro che, al momento, era già a corrente della situazione e gli chiede se secondo lui Costa ha tutti gli interessi a dire… (frase non completata, ndr). “Pie’ che ti devo dire, mi ha rotto il cazzo; andiamo a salutare il Giglio, andiamo a salutare il Giglio… Stava uno scoglio lì sporgente e non l’abbiamo visto e ci siamo andati su. Quello che a me mi fa onore é che abbiamo salvato tutti quanti tranne questi qua” (riferendosi alle vittime di cui era stato messo al corrente, ndr) “che se non l’avessi fatto…”. E ancora: “mi sono fidato della carta nautica e del Palombi che mi ha chiamato”. Non è chiaro se Schettino si riferisse a una persona con cognome Palombi oppure forse al famoso comandante in pensione Palombo, di cui si è tanto parlato in questa vicenda dei cosiddetti ‘inchini’. Al Maurizio in questione spiega che sono passati vicino al Giglio per una navigazione turistica e che purtroppo c’era uno spuntone che non credeva che non fosse segnalato. E’ passato ad una distanza 100 metri e non era la prima volta che si avvicinava così tanto. Inoltre dice che si é reso conto di quello che stata succedendo ed ha messo tutti in salvo. A suo parere se non avesse operato secondo le procedure, con tutti i passeggeri che c’erano a bordo se non avesse fatto la mossa giusta non si sarebbe salvato nessuno, sarebbero morti tutti. Schettino comunque si autoaccusa dicendo che non doveva avvicinarsi così tanto e non doveva uscire dalla navigazione. Se ne doveva “sbattere i co…ni” ma siccome “ci sono sempre ‘sti benedetti con me a bordo’… ‘Saluta a questo, ‘Saluta a quello, Saluta cosi’, ed ecco qua”.

LO SCOGLIO ‘NON SEGNALATO’. Infine c’è l’intercettazione dove con un certo Paolo, il comandante della Costa Concordia parla dell’intervista televisiva (la prima e unica, ndr) di quel sabato pomeriggio in cui dice che ha rispettato il protocollo che gli ha dato l’azienda. Poi il comandante chiede a Paolo se gli risulta quello spuntone a 7 metri sulla carta nautica e che lui era a 028 (la rotta, ndr). E c’è anche l’intercettazione del colloquio tra Schettino e il primo ufficiale, Ciro Ambrosio, nella stessa stanza della caserma. I due parlano di gradi della rotta, Schettino si chiede come sia stato possibile prendere lo scoglio. Il primo ufficiale gli dice che quello contro cui la nave è finita “non era uno scoglio elevato che si vedeva a occhio nudo” ma “qualcosa di sommerso che non si vedeva, non c’era niente sotto, non si vedeva niente”. Al che Schettino aggiunge “è quello che dico io”. Ambrosio rileva poi che “non c’era nulla da scansare, è la poppa che ha preso qualcosa di sommerso” che non è segnalato. Infine, in un’altra intercettazione telefonica ecco Schettino dire all’interlocutore di nome Albert “tutti i venerdì passava a cena, adesso perché hanno rotto il cazzo, salutiamo a Palombi, salutiamo ‘o vent’, ed ecco qua adesso ho pagato tutto quello che si sa”.

Da Firenze nuovi voli per Parigi, Madrid e Barcellona

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Dal 25 marzo si potrà partire da Firenze per raggiungere direttamente Parigi, Madrid e Barcellona. Le nuove rotte, annunciate dalla compagnia aerea Vueling e dall’aeroporto di Firenze, sono disponibili ad una tariffa lancio a partire da 39,99 euro tutto incluso. Saranno disponibili circa 180.000 posti per tutto il 2012.

LA DECISIONE. I nuovi voli sono stati annunciati ieri presso Palazzo Strozzi durante l’incontro tra Massimo Di Perna, Country Manager di Vueling, e l’Ing. Biagio Marinò, Amministratore Delegato di Aeroporto di Firenze. Per Di Perna “Firenze è importante nel piano di espansione di Vueling in Italia: la compagnia aerea è infatti già presente in altre 8 città italiane, coprendo gran parte del territorio nazionale”. “La collaborazione tra il nostro aeroporto e Vueling è motivo di grande soddisfazione –dichiara l’Ing. Marinò – soprattutto in un momento non facile per il settore aeronautico e per la situazione economica generale”.

LE NUOVE ROTTE. Il volo Firenze-Barcellona sarà operativo con AirBus 319 tutti i giorni a partire dal 25 marzo, con un’offerta totale di quasi 90.000 posti. Madrid potrà essere raggiunta 3 giorni a settimana, martedì, giovedì e sabato con un’offerta di 39.000 posti per il 2012. I passeggeri con destinazione Parigi Orly avranno invece a disposizione oltre 50.000 posti e 4 voli settimanali fissate per il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato.

TICKET E ORARI. Il volo Firenze – Barcellona partirà alle 21.20 e alle 22.55 il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica e alle 22.25 e alle 23.55 il martedì, giovedì e sabato. La tratta inversa è prevista invece tutti i giorni alle 14.30 e alle 16.10. Per Madrid si potrà partire alle 16.50 e alle 19.05 il martedì, giovedì e sabato. Il volo di ritorno è previsto negli stessi giorni con orari 19.40 e 21.45. La tratta Firenze – Parigi Orly è fissata per il lunedì, mercoledì, venerdì e domenica con partenza alle 16.50 e 18.25. Il ritorno negli stessi giorni alle 19.05 e alle 20.40. I biglietti aerei sono già disponibili sul sito www.vueling.com, nelle agenzie di viaggio, chiamando il centro prenotazioni al numero 899.399.888 e attraverso le nuove apps per iPhone ed Android.

Jovanotti, slitta ancora la data di Trieste dell’Ora Tour

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Dopo la scomparsa di Francesco Pinna, operaio 20enne morto durante il montaggio del palco di Trieste lo scorso 12 dicembre, il tour di Jovanotti fu sospeso e rimandato al 2 febbraio. Sarebbe ripartito proprio da Trieste per concludere a Roma con le date del 28 e 29 febbraio, passando anche da Livorno.

TRIESTE. Ma ieri è stato annunciato un nuovo slittamento della data triestina. Il PalaTrieste non ospiterà il cantante toscano il prossimo 2 febbraio. “Il nuovo posticipo – spiega la Azalea Promotion – deriva dalle problematiche relative alla messa in sicurezza delle strutture emerse negli ultimi giorni”. La data verrà recuperata il 2 marzo e chiuderà il ‘leg’ del 2012 della tournee di Jovanotti.

ORA TOUR. Il tour ripartirà quindi da Bologna il prossimo 4 febbraio, il 6 febbraio sarà a Taranto, l’8 e il 9 ad Acireale, l’11 a Caserta. E poi: 13 e 14 febbraio Livorno; 16 febbraio Modena; 18 febbraio Padova; 21 febbraio Rimini; 23 febbraio Ancona; 25 febbraio Torino; 28 e 29 febbraio Roma. Info su www.tridentmanagement.it.

LIVORNO. Ricordiamo che per quanto riguarda la Toscana, a Livorno il concerto è stato spostato a lunedì 13 febbraio (che sostituisce la data del 18 dicembre) e martedì 14 febbraio (che sostituisce il concerto del 19 dicembre). I vecchi ticket sono validi per le nuove date (quelli del 18 dicembre per il 13 febbraio; quelli del 19 dicembre per il 14 febbraio senza possibilità di variare il giorno) e non vanno cambiati.

Schettino all’asciutto sugli scogli, parla il comandante in seconda

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Dimitrios Christidis avrebbe assunto l’incarico di secondo comandante della Concordia il 14 gennaio, il giorno dopo il naufragio, all’arrivo nel porto di Savona. La sera dell’incidente era un comune passeggero della nave. Ha dichiarato che mentre questa affondava, Schettino era all’asciutto sugli scogli.

A NUOTO VERSO GLI SCOGLI. Dimitrios Christidis ha partecipato con gli altri membri dell’equipaggio alle operazioni di soccorso, fino a quando si è gettato in mare a causa dell’inclinazione della nave. Una volta in acqua ha raggiunto a nuoto la scogliera dove ha trovato il comandante Francesco Schettino, “perfettamente asciutto a differenza di me che ho raggiunto a nuoto la scogliera ed ho cercato di aiutare i naufraghi a salire sugli scogli stessi”. Christidis è stato sentito come testimone lo scorso sabato 14 gennaio.

L’IMPATTO ‘RACCONTATO’ DA DIMITRIOS. Al momento dell’impatto Christidis era nella sua cabina “a guardare la trasmissione Zelig”: ad un tratto, afferma, “ho percepito un’accostata rapida, dopodiché un sussulto come se la nave stesse vibrando e virando allo stesso tempo. Poi ho notato che la nave iniziava leggermente ad inclinarsi… Mi sono precipitato fuori dalla mia cabina iniziando a correre nel corridoio per recarmi immediatamente verso la sala comando”. Qui c’era Schettino “oltre a qualche altra persona di cui non ho adesso memoria”, al quale Christidis chiede cosa stesse accadendo: “mi ha risposto che sicuramente la nave si era incagliata sul basso fondale”. A questo punto il secondo comandante afferma di essere sceso in sala macchine insieme ad altri ufficiali. Qui “continuava a salire il livello dell’acqua” ed ha informato, telefonicamente, della situazione la sala comando, dove poi è tornato.

ABBANDONARE LA NAVE. Dimitrios continua, “In accordo con il comandante” l’ufficiale è poi sceso al ponte 4 per “mettere in atto i suoi ordini per l’abbandono della nave. Sino a che ho avuto il tempo di approntare le lance e farvi salire i passeggeri sono rimasto sul ponte della nave”, quando poi il ponte ha cominciato ad immergersi “e non c’era più tempo di approntare le zattere ho spronato e spinto tutti i passeggeri a tuffarsi in acqua per raggiungere la scogliera. Pur non avendo il giubbotto salvagente anche io mi sono tuffato in acqua ed ho aiutato i naufraghi ad arrivare a terra aiutato anche da altri colleghi. Raggiunta anch’io la scogliera … ho visto che c’era già il comandante della nave che stava guardando la stessa che continuava ad inclinarsi. Ho chiesto quali erano le sue intenzioni, ricevendo la risposta di mandare via i passeggeri in quanto lui sarebbe rimasto sul posto per poter controllare la situazione… Il comandante non si presentava bagnato e stava parlando al telefono con la società”.

L’INTERVENTO DEI CARABINIERI. Christidis ricorda che “dopo poco sono intervenuti anche dei carabinieri in nostro soccorso che avevano suggerito al comandante più volte di lasciare il luogo e raggiungere la base di accoglienza. Il comandante è voluto rimanere sul posto ed allora ho deciso di restare anch’io con lui cercando di convincerlo ad andar via in quanto non aveva senso restare sugli scogli”. I due hanno poi lasciato la scogliera su di “un’imbarcazione arancione con a bordo due personaggi con dei caschi arancioni che ci hanno invitato in maniera molto energica a salire con loro per portarci non so dove”. Invece Schettino “ha chiesto di portarlo a vedere la nave con il gommone. L’equipaggio acconsentiva ma veniva redarguito per radio di andare in porto in osservanza degli ordini ricevuti”. Una volta raggiunto il porto Schettino e l’ufficiale si sono separati e da quel momento Christidis non sa più dove si andato il comandante.

E Amauri fu: l’attaccante è viola a titolo definitivo

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Il suo arrivo era dato per certo ormai da giorni, ieri è arrivata anche l’ufficialità: la Fiorentina ha il suo nuovo centravanti, Amauri Carvalho de Oliveira.

AMAURI. “ACF Fiorentina comunica di aver acquisito dalla FC Juventus, a titolo definitivo , le prestazioni sportive dell’attaccante Amauri Carvalho de Oliveira”: questo l’annuncio, pubblicato sul sito internet della società viola, con cui è stato ufficialmente comunicata l’acquisizione della punta, che sarà presentata oggi.

CENTROCAMPO. Il dopo Gilardino, insomma, è finalmente iniziato, dopo le difficoltà mostrate in zona gol dalla squadra nelle ultime partite (eccezion fatta per quella di Novara). Ma Corvino non potrà (ancora) riposarsi: il mercato prosegue fino alla fine del mese, e Rossi vuole anche un centrocampista. Con il Genoa prosegue il dialogo per lo scambio Constant-Cerci: quest’ultimo è ormai a un passo dal lasciare Firenze, città con cui il feeling non è mai (reciprocamente) scattato, mentre il centrocampista rossoblù sembra ormai chiuso dagli ultimi acquisti fatti da Preziosi, e l’affare potrebbe dunque andare in porto. Non si dovesse fare, le “armi di riserva” per la Fiorentina si chiamano Palombo e Bacinovic.

IL RITORNO DI BAGGIO. Intanto, ieri c’è stato un gradito, graditissimo ritorno agli ex “campini”, ormai centro sportivo viola: quello del Divin Cidino Roberto Baggio. Insieme ai tecnici del corso allenatori di Coverciano, tra cui molti ex giocatori, Baggio ha seguito l’allenamento dei viola. Dando la sua “benedizione” all’affare Amauri: “Ha voglia di riscatto, potrà fare bene”, questo il Baggio-pensiero. ed è quello che si augurano anche i tifosi.

Sciopero dei tir, è allarme carburante. Benzinai presi d’assalto

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Blocco dei tir, ora lo spauracchio a Firenze è la mancanza di benzina.

GENERI ALIMENTARI. Si fanno sentire sempre più gli effetti del blocco deciso dai tir in tutta Italia, per protesta. Ieri anche Confesercenti Firenze aveva lanciato l’allarme: il blocco, veniva spiegato, “sta producendo anche le prime difficoltà di approvvigionamento, soprattutto di carattere alimentare, anche sul nostro territorio. Negli ultimi due giorni sono pochissimi i mezzi che hanno raggiunto le nostre piccole e medie imprese del settore food, con conseguenze di un certo rilievo per quanto riguarda soprattutto il settore ortofrutta e quello del ‘fresco’”. L’allarme riguardava in particolr modo “verdure, agrumi, carne e latte (naturalmente quello fresco) e sta montando, fra gli operatori, una crescente preoccupazione per quanto potrà avvenire nei prossimi giorni e, se la situazione non si risolve definitivamente, soprattutto nel week-end”.

CARBURANTE. Nessun problema, al momento, era segnalato per i carburanti. Ma gli automobilisti fiorentini sembrano non fidarsi, così ecco che questa mattina si registravano code in molti impianti cittadini per fare il pieno, per la paura di rimanere a secco se la protesta dei tir dovesse continuare. “Se il blocco proseguirà nei prossimi giorni – sosteneva ieri Raffaelle Viaggiani, presidente Fiesa Provinciale – si produrranno pesanti conseguenze per imprese e consumatori; confidiamo che, a partire dalle prossime ore, possa prevalere il buon senso e venga ripristinata una situazione di normalità negli approvvigionamenti. Se ciò non fosse si produrrà un ulteriore danno all’economia del nostro territorio, in un momento, tra l’altro, di particolare difficoltà per le nostre imprese”.

Il blocco dei tir si fa sentire a Firenze: mancano verdura, carne e latteCento mezzi bloccano il porto di Livorno

Il ritorno di Madonna a Firenze. Arriva la conferma

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E Madonna sia. Sembra confermata la notizia che da tempo aleggiava nell’aria fiorentina: la regina del pop dovrebbe arrivare a Firenze il 16 giugno, come da previsioni e esibirsi allo stadio Artemio Franchi. Grandissima attesa per la cantante made in Usa, che va a completare la rosa di super musicisti che la prossima estate si esibiranno nella città del giglio: Bruce Springsteen il 10 giugno sarà al Franchi, e i Radiohead, il primo luglio nel pratone delle Cascine.

IL CONCERTO DEI RECORD. Miss Ciccone dovrebbe tornare a Firenze dopo 25 anni, era il 1987, quando arrivò con il suo “Who’s that girl, tour” e stabilì un record con i suoi 60mila spettatori. Ancora i biglietti non sono disponibili e sul sito internet della cantante non sono ancora state rese note le date del nuovo tour, ma tra gli appassionati è già scattata la caccia all’ultimo, anzi al primo, biglietto.

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Concerti 2012: un anno ricco di musica

Il blocco dei tir si fa sentire a Firenze: mancano verdura, carne e latte

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Il blocco dei tir si fa sentire anche a Firenze, con le prime difficoltà per i prodotti alimentari.

DIFFICOLTA’ DI APPROVVIGIONAMENTO. Il blocco che sta creando gravi disagi sull’intero territorio nazionale – spiega Confesercenti Firenze – sta producendo anche le prime difficoltà di approvvigionamento, soprattutto di carattere alimentare, anche sul nostro territorio. Negli ultimi due giorni – viene spiegato – sono pochissimi i mezzi che hanno raggiunto le nostre piccole e medie imprese del settore food, con conseguenze di un certo rilievo per quanto riguarda soprattutto il settore ortofrutta e quello del “fresco”.

COSA MANCA. Più nello specifico – elenca Confesercenti – mancano all’appello verdure, agrumi, carne e latte (naturalmente quello fresco) e sta montando, fra gli operatori, una crescente preoccupazione per quanto potrà avvenire nei prossimi giorni e, se la situazione non si risolve definitivamente, soprattutto nel week-end.

“PESANTI CONSEGUENZE”. Non si registrano invece, almeno per il momento particolari difficoltà nell’approvvigionamento di carburante e, più in generale, dei prodotti abbigliamento e non-food. “Se il blocco proseguirà nei prossimi giorni – sostiene Raffaelle Viaggiani, presidente Fiesa Provinciale – si produrranno pesanti conseguenze per imprese e consumatori; confidiamo che, a partire dalle prossime ore, possa prevalere il buon senso e venga ripristinata una situazione di normalità negli approvvigionamenti. Se ciò non fosse – conclude Viggiani – si produrrà un ulteriore danno all’economia del nostro territorio, in un momento, tra l’altro, di particolare difficoltà per le nostre imprese”.

Sciopero dei tir, 100 mezzi bloccano il porto di Livorno

Alla Fortezza arriva Pitti Filati. E alla Leopolda sbarca Vintage Selection

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Torna alla Fortezza Pitti Filati (dal 25 al 27 gennaio), per chiudere in bellezza il mese di Pitti Immagine, e con la kermesse dedicata a tessuti & company arriva anche uno degli eventi più attesi dai fashionistas.

VINTAGE SELECTION. Negli stessi giorni infatti, alla Stazione Leopolda, si svolgerà la 19esima edizione di Vintage Selection, una delle mostre-mercato più autorevoli e prestigiose in Italia e in Europa per la moda, l’oggettistica e la cultura vintage e remake di qualità. A Vintage Selection non vengono solo appassionati, collezionisti e gente comune in cerca di qualcosa di originale, ma anche fashion designer e creativi degli uffici stile delle grandi aziende internazionali di moda che si ritrovano a Firenze per Pitti Immagine Filati.

EVENTI COLLATERALI. Il filo conduttore di questa diciannovesima edizione sarà il Very Vintage: un’indagine sulla cultura vintage diffusa e personalmente interpretata da ognuno e dalla quale prenderà forma un catalogo di look originali, stilismi individuali e manie retro-fashion per testimoniare quanto la cultura vintage faccia oramai parte della quotidianità della nostra vita. Importante novità che arricchirà questa edizione è la mostra I.Love.Archiv) la prima tappa di un progetto di Stazione Leopolda e Pitti Immagine che, indagando all’interno del prezioso archivio di Pitti Immagine, metterà in mostra una selezione esclusiva di diapositive raccolte nell’arco di un giornata e raffiguranti eventi, sfilate, vernissage ed esposizioni che ci riporteranno agli albori del Pitti People.

Concordia, l’ultima trovata? Una statua per Schettino e De Falco

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Presto due statue della ‘Concordia’ si affacceranno, almeno così sembra, sul lago di Vagli, un piccolo borgo nella provincia di Lucca. A dare la notizia, il sindaco Mario Puglia.

LE STATUE. Stando ai progetti di Puglia, sindaco di centrodestra della cittadina in provincia di Lucca, si tratterebbe di due statue di marmo dall’altezza di due metri e mezzo. Una statua sarà dedicata a Francesco Schettino, comandante della Concordia in rappresentanza della codardia. L’altra, la statua del coraggio, verrà dedicata a Gregorio De Falco, capo della sezione operativa della Capitaneria di Livorno.

ANTICIPAZIONI. Pare che le statue siano state gia’ commissionate a un artista locale e realizzate in marmo della zona e potrebbero essere posizionate gia’ da giugno alle estremita’ del ponte tibetano sul lago artificiale di Vagli. Da una parte ci sarebbe una figura meta’ uomo e meta’ coniglio mentre dall’altra un uomo diritto con il dito puntato, in segno di comando. Il costo delle statue si aggira intorno ai 38 mila euro e il sindaco si dichiara pronto ad affrontare questioni legali pur di vedere realizzato il suo progetto.

Schettino, i paragoni ora si sprecano: ”Anche Mourinho come lui”