sabato, 12 Settembre 2026
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Un fine settimana di fuoco: si arriva a 38 gradi

Ormai sono stati spesi tutti gli aggettivi possibili (bollente, rovente, torrida…) ma l’estate, in questa seconda metà di agosto, sembra davvero non volerne sapere di raffreddarzi. Anzi. Se gà da giorni a Firenze e dintorni è scattato l’allarme per le altissime temperature, quello che aspetta i cittadini nel weekend sarà ancora peggio.

TEMPERATURE IN AUMENTO. Lo dicono le previsioni, lo conferma Palazzo Vecchio, che stila il suo bollettino quotidiano: “Non si attenua – annuncia una nota del Comune – l’ondata di calore che ha colpito la città: domani sono previsti 38 gradi e perdura quindi l’emergenza da codice rosso. Crescono anche le ore di disagio da caldo, ben 16 nell’arco della giornata, e anche la notte l’afa non darà tregua”. Cattive notizia, insomma, per i “prigionieri” di una Firenze infuocata. “La protezione civile e i servizi sociali del Comune – continua Palazzo Vecchio – sono pronti ad intervenire in caso di necessità e raccomandano i consueti consigli per evitare colpi di calore o altri problemi di salute: non uscire nelle ore più calde; non rimanere sotto il sole a lungo; fare una colazione abbondante e pasti leggeri; bere molta acqua e mangiare soprattutto frutta e verdura; utilizzare vestiti chiari e leggeri. A stare attenti devono essere in particolare i bambini, gli anziani e le persone con patologie particolari. In caso di necessità è a disposizione il numero verde dell’aiuto anziani 800-801616”.

L’ARNO COME UNA PISCINA. Causate proprio dal caldo, non sono mancate in questi giorni a Firenze scene da ”delirio da afa”: come ad esempio le persone che, non trovando un’idea migliore, si rinfrescano nelle acque delle cascate dell’Arno (FOTO).

“HOT” MUGELLO. Ma non se la passa troppo meglio nemmeno chi abita nei dintorni di Firenze, e l’allarme per il “super caldo” scatta anche in Mugello, zona che – almeno in teoria – dovrebbe invece essere più fresca. “Ancora supercaldo nei prossimi giorni – avverta la comunità montana – con temperature alte, da ‘bollino rosso’, che potranno superare i 36°”. Per questo, “anche l’Ufficio associato di Protezione civile del Mugello raccomanda di limitare le attività all’aperto durante le ore centrali della giornata. Le precauzioni, soprattutto per bambini, anziani e persone con patologie particolari, sono quelle di non uscire nelle ore più calde; non rimanere sotto il sole a lungo; fare una colazione abbondante e pasti leggeri; bere molta acqua e mangiare frutta e verdura; utilizzare vestiti chiari e leggeri. Altra raccomandazione è di non sprecare l’acqua. Sono in vigore le ordinanze comunali ‘anti-sprechi’, per la ‘limitazione dei consumi di acqua potabile’. In particolare è vietato ‘l’uso dell’acqua dell’acquedotto pubblico per scopi non domestici (quali lavaggio di veicoli, innaffiamento di orti e/o giardini ed altri simili impieghi diversi dagli usi alimentari, attività di cucina e servizi igienici)”’.

Insomma, sembra proprio il caso di dire: provi a salvarsi chi può.

Gila, Cerci, Montolivo, Ramirez e Cassano: le verità di Corvino

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Eccolo qua, Houssine Kharja, neo-acquisto viola proveniente dal Genoa, dopo gli ultimi mesi della scorsa stagione trascorsi con la maglia dell’Inter.

LA PRESENTAZIONE. Il centrocampista marocchino è stato presentato dal ds Corvino nella sede viola, e ha parlato un po’ di tutto. “Ringrazio la Fiorentina e Pantaleo Corvino – ha detto – per la fiducia espressa nei miei confronti. Nel 2005 sono stato molto vicino a vestire la maglia della Fiorentina. Questa è una grande società”. Kharja ha fatto anche un accenno alle voci di mercato, che lo volevano sulla via di Parigi. “Il Psg? Avevo due o tre scelte, ma ho preferito la Fiorentina. Sono molto amico di Leonardo, niente di più”.

MESSAGGIO A GILA. Poi il marocchino parla del suo passato, non senza risparmiare una frecciata alla sua vecchia società. “L’esperienza di Genova – racconta – era iniziata benissimo, poi purtroppo un brutto infortunio ha condizionato il mio andamento”. Per quanto riguarda il neopromosso Siena, “faccio un grande in bocca al lupo alla squadra. E’ una piazza alla quale sono rimasto molto legato, mi  fa piacere rivederli in Serie A”. Il centrocampista è intervenuto anche sul caso-Gila, il bomber “con la valigia”. “La Fiorentina – ha detto – è superiore al Genoa. A lui conviene rimanere qua. Firenze è una piazza più importante”.

TREQUARTISTA MA NON SOLO. Ma qual è la posizione che Kharja preferisce tenere in campo? “L’importante è giocare, non ho preferenze”. Trequartista? “E’ un ruolo che mi piace”. Dove può arrivare questa Fiorentina? “Guardando la rosa attuale penso che possa tranquillamente lottare per l’Europa”. All’Inter si è visto il miglior Kharja? “A Milano mi sono trovato benissimo, ma adesso sono alla Fiorentina e penso solo all’interesse di questa società”. C’è qualche errori che Kharja si rimprovera in carriera? “Niente. Eviterei solo l’infortunio che mi ha fatto perdere un anno di calcio”. Certo, fosse possibile…

CORVINO. Ma la presentazione del neo-acquisto è stata anche l’occasione, per il ds Corvino, per fare il punto sul mercato della Fiorentina. “Housseine – ha spiegato – è un ragazzo che abbiamo seguito e voluto portare a Firenze. E’ un centrocampista centrale, allo stesso tempo può giocare a tutto campo. Rispecchia il calciatore di questi tempi”. Gilardino in partenza? “Non ho ancora avuto proposte ufficiali. Il Genoa mi ha manifestato solo il suo interesse. Noi non liquidiamo nessuno. Chi rimane qua deve però essere attaccato alla maglia viola. Noi abbiamo bisogno di calciatori vogliosi di giocare nella Fiorentina e felici di rimaner qua”.

IL PUNTO SUL MERCATO. Cerci verrà venduto? “Alessio è un calciatore importante e non ci ha mai chiesto di essere ceduto. Il City ha fatto un’offerta che però non soddisfa le nostre richieste”. La vicenda Montolivo? “Ho avuto un’offerta di scambio dal suo procuratore, ma anche quella non mi soddisfa. Nel dettaglio mi è stato offerto metà del cartellino di Strasser e metà del cartellino di Paloschi. Qualcuno forse pensa di arrivare all’ultimo giorno di mercato e fare delle proposte assurde. Riccardo eventualmente verrà ceduto solo all’estero”.

DA AQUILANI A CASSANO E RAMIREZ. La verità su Aquilani? “Era una mia idea, non una richiesta del mio allenatore. Eravamo d’accordo sul prestito con il Liverpool e il giocatore poi Alberto ha chiesto il trasferimento a titolo definitivo”. Cassano? “Nel 4-3-3 non mi sembra un acquisto logico”. Ramirez può servire a questa Fiorentina? “E’ una seconda punta che può giocare anche come esterno nel 4-3-3, ma questo non vuol dire che lo prenderemo”. Ma nemmeno il contrario.

Kharja viola, è ufficiale. E ora sotto con Amauri e Ramirez

Montolivo, Donadel e Dainelli di nuovo insieme. Ma per l’aperitivo / FOTO

Cent’anni fa il furto della Gioconda. L’appello per riportarla a Firenze

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La Gioconda ancora protagonista. Ricorre domani il 100° anniversario del furto del quadro, avvenuto nella notte del 20 agosto 1911. Per l’occasione Silvano Vinceti, promotore del Comitato per il rientro della Gioconda nel 2013 a Firenze, chiede ufficialmente scusa per il furto compiuto dall’italiano Vincenzo Peruggia e rilancia alle autorità francesi l’appello affinché sia concessa l’autorizzazione al prestito del famoso quadro di Leonardo.

SCUSE MA NON SOLO. “A nome del Comitato che rappresento – dice Vinceti, che è anche il responsabile della ricerca dei resti mortali della Lisa Gherardini nel convento di Sant’Orsola – colgo l’occasione per chiedere scusa dell’accaduto. Un gesto che credo possa essere condiviso dalla maggioranza degli italiani”. “Forse – aggiunge Vinceti – questo anniversario è un’occasione per rafforzare i legami fra italiani e francesi uniti da un forte amore per l’arte e per il bello. Può essere un motivo in più perché il Ministro dei Beni Culturali francese e il responsabile del Louvre prendano in seria considerazione la nostra richiesta per il rientro nel 2013 della Gioconda e venga esposta a Firenze gli stessi giorni, come accadde nel dicembre del 1913”.

IL FURTO. L’imbianchino e decoratore Vincenzo Peruggia, il 21 agosto 1911, “rubò la Gioconda per portarla in Italia”. Poi la tenne con sé per quasi due anni e mezzo, cercando anche di rivenderla all’antiquario fiorentino Alfredo Geri e quindi arrestato. Ex dipendente del Louvre, Peruggia sostenne sempre di aver rubato il quadro di Leonardo solo per restituirlo al suo paese. Anzi, “per restituire il frutto dei saccheggi napoleonici”, arrivò a dire Peruggia, non sapendo che la Gioconda è da sempre a pieno diritto francese, venduta per 4mila ducati a Francesco I dallo stesso Leonardo Da Vinci.

IGNORANZA STORICA. “Le intenzioni che mossero il Peruggia nel furto della Gioconda furono nobili anche se si fondavano su una ignoranza storica, tanto che ancora oggi molti italiani pensano che la Gioconda sia stata rubata da Napoleone – commenta Vinceti –  sono convinto che i francesi sapranno ancora oggi comprendere le ragioni che mossero il Peruggia. Proprio loro, che hanno ben radicato un forte sentimento per la propria nazione, la propria storia e la propria cultura, possono cogliere questo anniversario per dare, per così dire, una parziale assoluzione all’atto criminoso compiuto da questo italiano poco istruito e che aveva tentato la fortuna sul suolo francese”.

Approfondisci la notizia: ”Rimpatrio” della Gioconda: via alla raccolta firme / FOTOAlla scoperta della vera Gioconda, ecco le immagini/VIDEO

Il pitbull del vicino la assale: bimba di tre anni ferita al volto

Un gioco finito male. Una bambina di tre anni è stata ricoverata in ospedale, con ferite al volto, dopo che è stata travolta dal cane del vicino, un pitbull.

LA VICENDA. E’ successo a Viareggio (Lucca). La piccola si trovava in compagnia della nonna davanti al proprio appartamento quando il pitbull ha visto il cane dei genitori della bambina e, probabilmente per giocare con lui, ha travolto la bimba che si trovava tra i due animali, ferendola a una guancia e alla fornte.

SOCCORSI. Trasportata in ospedale è stata suturata con 13 punti ed è stata trattenuta nel reparto di pediatria, oggi verrà dimessa. Il pitbull, senza museruola, è risultato regolarmente vaccinato.

”Liberate Francesco”: il web fiorentino si mobilita

L’appello per la liberazione di Francesco Azzarà, l’operatore di Emegency rapito in Darfur, passa anche da Firenze. Sull’home page del Comune di Firenze è comparso un maxi banner con la foto del volontario e la scritta “Liberate Francesco”.

IL SEQUESTRO. Azzarà, 34 anni, è stato rapito lo scorso 14 agosto a Nyala, capitale del sud Darfur, mentre si trovava in auto diretto verso l’aeroporto della città. L’operatore calabrese, alla sua seconda missione a Nyala come logista del centro pediatrico che Emergency ha aperto nel luglio 2010, sarebbe nella mani di una banda della tribù araba rezegat. Ieri l’organizzazione umanitaria ha comunicato che non è ancora pervenuta alcuna rivendicazione, né alcuna richiesta di riscatto.

L’APPELLO DI RENZI. Già nei giorni scorsi il sindaco di Firenze Matteo Renzi si era unito a chi chiedeva la liberazione di Francesco Azzarà. “Sono certo che tutte le istituzioni faranno la propria parte per liberarlo subito – aveva scritto il primo cittadino sul suo profilo Facebook – caro Francesco, ti aspettiamo a Firenze per il raduno nazionale di Emergency nei primi giorni di settembre”. Il capoluogo toscano, dal 6 all’11 di settembre ospiterà per il sesto anno consecutivo l’incontro nazionale dei volontari di Emergency.

Misure taglia – province: Prato e Pistoia dietro le barricate / Sondaggio

La manovra bis ha promesso una sforbiciata sui costi della politica, tagliando ben 29 province in tutta Italia. Mentre si attende l’arrivo del provvedimento in Senato, gli enti interessati si mobilitano, con inedite alleanze bipartisan e la presentazione di emendamenti salva – province. In Toscana, tra quelle colpite dal futuro accorpamento, compaiono le Province di Prato e Pistoia (rispettivamente 250mila abitanti e 292mila). E c’è chi corre ai ripari, anche in Parlamento e nella stessa maggioranza.

PROVVEDIMENTO SALVA – PRATO. Il deputato del Pdl Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Popolo della Libertà pratese, sta mettendo a punto un emendamento per salvare, oltre alle Province con più di 300mila abitanti e con una superficie superiore a 3mila chilometri quadrati, anche quelle il cui capoluogo abbia più di 150mila abitanti . “Solo Prato, in Italia – spiega Mazzoni – ha queste caratteristiche e quindi il taglio alle piccole Province non subirebbe stravolgimenti di rilievo”.

BIPARTISAN. Spunta poi un’inedita alleanza, tra il sindaco di Prato Roberto Cenni (centrodestra) e quello di Pistoia Renzo Berti (centrosinistra). I due si sono incontrati ieri pomeriggio e hanno proposto uno stralcio dalla manovra delle misure taglia e l’inserimento di questo provvedimento “in un provvedimento ad hoc, per il quale sia prevista una scadenza ravvicinata ma sufficiente a consentirne una migliore ponderazione, anche attraverso il contributo delle associazioni degli Enti locali e il coinvolgimento delle popolazioni”.

ASSE PRATO – PISTOIA. Sempre ieri si è svolto un vertice tra i presidenti delle province di Prato (Lamberto Gestri) e Pistoia (Federica Fratoni). I due si sono scagliati a testa bassa contro manovra di Ferragosto. “E’ uno spot del Governo – scrivono in una nota congiunta – confezionato come una lotteria, che non produce alcun beneficio immediato ma solo costi, legati a eventuali referendum e riorganizzazione”. Poi hanno chiamato a raccolta, il prossimo 29 agosto, i parlamentari, il presidente della Regione e i sindaci dei Comuni capoluogo.

ALTRE PROPOSTE. Gestri e Fratoni sono comunque favorevoli a un cambiamento degli assetti istituzionali in Toscana: il primo punta sull’area metropolitana Firenze – Prato – Pistoia (ipotesi su cui lavora anche il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci), la seconda è favorevole a un riassetto regionale fondato su tre grandi Province.

DI’ LA TUA. Favorevole o contrario al taglio delle province? Partecipa al nostro sondaggio su Facebook o mandaci una mail a [email protected].

Strade&autostrade, arrivano i giorni da bollino rosso

L’estate (per molti) sta finendo, e un anno se ne va… O meglio, non l’estate nel senso di stagione (quella è più che mai in corso, basta mettere il naso fuori di casa per accorgersi delle temperature bollenti di questi giorni), ma in senso di ferie. Già, perchè questo weekend segna i primi, corposi rientri dalle vacanze verso le grandi città, e come ogni anno di questo periodo scatta dunque l’allarme bollini (rosso e nero) sulle strade.

TRATTI CRITICI. Ma quali sono, nel fine settimana, i giorni e i tratti più critici? Ecco le previsioni di Autostrade. Il traffico è previsto intenso soprattutto sulla direttrice di collegamento tra la costa adriatica e la Lombardia, attraverso le autostrade A14 Bologna-Taranto, da Ancona a Bologna, e l’A1 Milano-Napoli , da Bologna a Milano. Inoltre, Autostrade prevede un’intensificazione del traffico anche nel tratto appenninico dell’ A1 da Firenze verso Bologna e, più a Sud, in ingresso alla Capitale.

VENERDI’, SABATO E DOMENICA. La giornata di venerdì 19 agosto (bollino giallo), sarà caratterizzata da volumi di traffico sostenuti, ma meno elevati di quelli previsti per le giornate di sabato e domenica, che saranno entrambe connotate da situazioni da “bollino rosso” . La fluidità del traffico sarà favorita dal divieto di circolazione ai mezzi pesanti attivo dalle 7 alle 23 di sabato e dalle 7 alle 24 di domenica.

SICUREZZA. Autostrade per l’Italia raccomanda il rispetto delle norme di sicurezza, in particolare l’utilizzo delle cinture di sicurezza sia dei posti anteriori sia di quelli posteriori, nonché delle distanze di sicurezza dal veicolo che precede e dei limiti di velocità. Inoltre, Autostrade invita gli automobilisti a informarsi sulle condizioni del traffico prima di mettersi in viaggio e ricorda la possibilità di chiamare il Call Center Viabilità (840-04.21.21) o il numero verde del CCISS 1518. Aggiornamenti sulle condizioni di viabilità sulla rete sono presenti anche sul sito internet www.autostrade.it.

Minacce al capo partigiano: i proiettili arrivano per posta

Sono in corso le indagini dei carabinieri per individuare i responsabili della lettera minatoria recapitata martedì scorso a Giorgio Pacini, 89 anni, partigiano durante la liberazione di Firenze e oggi membro del comitato direttivo dell’Anpi provinciale.

LA MISSIVA. La busta, su cui è stato scritto “Viva i franchi tiratori”, conteneva un’immagine di gerarchi fascisti della Repubblica sociale italiana e due proiettili inesplosi: uno calibro 7.65 e un altro, a salve, calibro 7,62. Secondo i primi accertamenti, la lettera, sarebbe stata confezionata in modo grossolano e sarebbe stata riciclata da una busta realmente spedita.

FRANCHI TIRATORI. Pacini, in occasione dell’anniversario della liberazione di Firenze, lo scorso 11 agosto, aveva parlato durante la cerimonia in Palazzo Vecchio contro i “franchi tiratori”, i cecchini fascisti posizionati in città per rallentare l’avanzata delle truppe alleate. “Non posso accusare nessuno nello specifico – ha detto l’ex comandante partigiano – però penso che questa busta mi sia stata mandata da persone vicine agli ambienti di destra che l’11 agosto scorso hanno solennizzato i ‘franchi tiratori’ a Firenze”. Proprio quel giorno i centri sociali di destra Casaggì e Casapound hanno commemorato i franchi tiratori, presso il cimitero di Trespiano.

LE REAZIONI. Solidarietà a Pacini è stata espressa da più parti. “Un atto vile da condannare con forza”, ha commentato il sindaco di Firenze Matteo Renzi. “Un gesto spregevole che merita la condanna assoluta”, ha detto invece il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, “Chi prova a riesumare le nefandezze del nazifascismo, in realtà vuol nascondere i disastri del presente” ha affermato Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze.

Operazione salva-micio

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L’episodio è accaduto l’altra mattina in via Marangoni, nella zona del Gignoro. Un gruppo di residenti si è accorto di un gatto che era rimasto chiuso dentro una vettura posteggiata sotto il sole. E allora è partita la mobilitazione per liberarlo…

Imprigionato in auto (al sole): scatta l’operazione salva-micio / FOTO

Un gatto chiuso in un’auto, imprigionato nella vettura posteggiata sotto il sole in una torrida mattinata dell’agosto fiorentino. Un gruppo di residenti che si accorge di quanto stava avvenendo e della sofferenze della povera bestiola, e che senza pensarci due volte si mobilita per salvarlo. Un lieto fine, grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco (oltre che all’ingegno dei cittadini). Sono questi gli ingredienti della vicenda andata in scena l’altra mattina in via Marangoni, nella zona del Gignoro, quartiere 2.

UN GATTO NELL’AUTO. A raccontarla è una residente della zona, Silvia I., una delle “protagoniste” – insieme agli altri vicini di casa – del salvataggio. Nella strada, a un certo punto, all’interno di un’auto parcheggiata ”è stato ‘avvistato’ da alcuni passanti un gatto, chiuso dentro, ad ‘arrostire’ in quella che è una delle note giornate fiorentine da bollino meteo rosso!”, racconta Silvia. “Il micio – continua – è di proprietà di inquilini residenti in via Marangoni, attualmente in ferie; lasciato in custodia a dei vicini per l’alimentazione, ma libero di uscire e rientrare nel proprio giardino a suo piacimento. Il suo nome è Ciccio. Passa il tempo – racconta Silvia – e l’auto è completamente infuocata, sotto al sole, nessuno sa da quanto la povera bestiola si trovi lì dentro, e come ci sia finita!”.

L’OPERAZIONE SALVA-MICIO. Ecco allora che scatta l’operazione salva-micio. “Dopo vani tentativi di rintracciare il proprietario del veicolo, tutto il vicinato presente si è movimentato per il salvataggio del gatto – spiega Silvia – Sono stati chiamati i vigili urbani e i vigili del fuoco. Nel frattempo, vista la sofferenza del gatto, un signore ha pensato bene di utilizzare la pompa del giardino di fronte per refrigerare tutta la macchina”.

L’INTERVENTO DEI POMPIERI. Operazioni fai-da-te in attesa dell’intervento dei vigili del fuoco, che “dopo un po’, finalmente, sono arrivati, insieme ai vigili urbani, e hanno liberato il povero animale, spaccando un vetro dell’auto, che è poi stata portata via. Secondo il parere degli abitanti di via Marangoni – conclude Silvia – il proprietario dell’auto non si è accorto dell’ingresso della bestiola, o almeno ci auguriamo che sia andata così”.

LIETO FINE. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. E “l’avventura” estiva di Ciccio si è risolta, fortunatamente, con l’happy end.

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