martedì, 5 Maggio 2026
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Giornate Fai di primavera 2018: cosa visitare a Firenze

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Alla scoperta di tesori nascosti, come novelli esploratori. È questa la possibilità offerta dalla 26esima edizione delle “Giornate Fai di primavera”, che sabato 24 e domenica 25 marzo vedranno aperti oltre mille luoghi speciali (a cui si potrà accedere con un contributo facoltativo, da 2 a 5 euro), distribuiti a pioggia su tutto il territorio nazionale.

La Toscana, e Firenze in particolare, offriranno a tutti gli Indiana Jones 2.0 pronti ad avventurarsi alla scoperta del nostro patrimonio culturale, delle perle da segnare assolutamente in agenda. 

IL COMPLESSO DE “LE MURATE”

Il complesso de Le Murate, ad esempio, oggi sede di eccellenze culturali e produzione artistica (Le Murate. Progetti Arte Contemporanea) e letteraria, ha una storia che affonda nel ‘400 con la costruzione, finanziata da Giovanni De’ Benci di un monastero ad uso delle pie donne fiorentine che già vivevano rinchiuse (da qui il nome “murate”) in piccole casupole sull’attuale Ponte alle Grazie.

Il convento crebbe nei secoli successivi fino a quando, a partire dal 1845, i locali vennero ristrutturati, e le Murate ospitarono il nuovo carcere cittadino. Negli anni ’80 il carcere venne chiuso e l’intero complesso, ormai disabitato, divenne così oggetto di un ambizioso progetto di ristrutturazione e riqualificazione, guidato da Renzo Piano, che oggi i visitatori potranno scoprire addentrandosi tra celle, cappelle e corridoi che vivono tra passato e presente. 

IN BORGO OGNISSANTI

Altro giro, altra corsa con il complesso conventuale di Ognissanti, fondato alla metà del XIII secolo dall’ordine degli Umiliati, e all’interno del quale è celato il suggestivo cenacolo dipinto da Domenico del Ghirlandaio nel 1480. Posto sul fondo, il grande affresco dell’Ultima cena crea un potente gioco illusionistico, ampliando l’architettura della sala che si trasforma in una loggia aperta.

E ancora, sempre in borgo Ognissanti, il bellissimo e misconosciuto ex ospedale di Santa Maria dell’Umiltà diventato poi vecchio ospedale di San Giovanni di Dio, uno degli ricoveri più antichi di Firenze (insieme a Santa Maria Nuova). Fondato nel 1380, fu ampliato tra il 1697 e il 1709 e a quell’epoca risalgono la chiesa e il monumentale scalone a forbice, con affreschi e sculture. Nella corsia settecentesca ha sede il “Centro di documentazione per la storia dell’assistenza e della sanità” con opere e arredi provenienti dall’ospedale, dalla chiesa e dal convento tra cui i suggestivi 28 capoletto attribuiti a Bartolomeo Bimbi e alla sua bottega, oltre ad un’esposizione di antichi strumenti medici. 

Giornate Fai 2018 Firenze beni aperti

SANTISSIMA ANNUNZIATA

E poi la cappella di San Luca, a cui si accede dal chiostro della Basilica della Santissima Annunziata. La cappella, divenuta sede dell’Accademia delle Arti del Disegno, fu decorata con un complesso ciclo allegorico in cui tre dipinti (Allori, Vasari e Santi di Tito) si alternano a dodici sculture. Dalla chiesa soppressa di San Ruffillo vi pervenne nell’Ottocento anche un pregevole affresco del Pontormo.

 

FUORI PORTA

Questo è il meglio dell’offerta fiorentina, ma per chi volesse fare una gita fuori porta? Potrebbe fare un salto al suggestivo ex ospedale psichiatrico di Maggiano (dove visse e lavorò lo scrittore viareggino Mario Tobino) oppure alla “botte” a Vicopisano, condotto sotterraneo che passa sotto l’alveo dell’Arno, o anche all’Accademia navale di Livorno e all’antica farmacia Francini Naldi di Asciano, in provincia di Siena. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta. 

Sul sito ufficiale, la lista completa dei beni aperti per le giornate di primavera 2018 del Fai a Firenze e in Toscana.

Nascita di una Nazione a Palazzo Strozzi

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ra Guttuso Fontana e Schifano: le tensioni sociali, politiche e culturali di un ventennio nella nuova mostra di Palazzo Strozzi, a 50 anni dal Sessantotto

PQE tra i top del Made in Italy

È stata premiata questa mattina alla Borsa di Milano per essere una delle eccellenze italiane che si sono contraddistinte per la crescita costante e la capacità di generare utile. Stiamo parlando di PQE, la società toscana di consulenza nel settore farmaceutico che ha il suo quartier generale a Reggello (Firenze), ma che da qualche anno a questa parte ha aperto nuove sedi in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Messico, dal Brasile a Israele, dalla Cina al Giappone passando per l’Europa.

L’azienda, in seguito ad uno studio sostenuto da Italypost – il portale che realizza ricerche sull’evoluzione del mondo delle imprese  – è stata infatti inserita al nono posto delle 500 PMI che hanno un fatturato tra i 20 ed i 120 milioni di Euro, con una crescita negli ultimi sei anni di almeno il 7% annuo.

Da azienda familiare a società internazionale

“Sono molto soddisfatta per il raggiungimento di questo traguardo – racconta Gilda D’Incerti, CEO di PQE – perchè da 20 anni a questa parte credo fortemente che i nostri valori fondamentali, il nostro know-how e la nostra etica abbiano reso quest’azienda leader nel settore della consulenza farmaceutica in Italia e nel mondo. Se siamo riusciti ad ottenere questo risultato – continua – è stato soprattutto grazie all’aver scelto di investire  nei nostri dipendenti affinchè potessero diventare una garanzia di professionalità per i nostri clienti, rispondendo con serietà e competenze ai loro bisogni. Non è un caso che solo nel 2017 ci siano state all’interno dell’azienda quasi 150 nuove assunzioni: un traguardo importante ed assolutamente soddisfacente  per un PMI”.

Gilda D'Incerti Pqe Reggello

Gilda D’Incerti, CEO di PQE

Oltre ai dati economici relativi anche all’occupazione assolutamente rilevanti per il nostro territorio, l’altra nota che non può passare inosservata riguarda il fatto che all’apice dell’azienda ci sia una donna che con forza e determinazione è riuscita a portare quella che era una piccola azienda familiare tra i fuoriclasse del Made in Italy e non solo.

Claudia Cardinale e ‘La Strana coppia’ al Teatro Verdi

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Sarà lo spettacolo teatrale del week-end al Teatro Verdi, “La strana coppia” di Neil Simon, nella versione femminile, che arriva sul palco fiorentino da venerdì 16 a domenica 18 marzo, portando una star d’eccezione: la grande Claudia Cardinale

Strana coppia dunque, quella di due vedove dello stesso uomo che decidono di stringere alleanza in nome del suo ultimo sogno: veder lavorare insieme le due donne più importanti della sua vita. Lo spettacolo è infatti nato da un’idea del regista Pasquale Squitieri che desiderava vedere sul palco, insieme, la sua storica compagna Claudia Cardinale e l’ultima moglie Ottavia Fusco.

L'emozione di Claudia Cardinale, al Teatro Verdi

“Abbiamo deciso di mettere in scena questo spettacolo per realizzare un desiderio di Squitieri e per ricordarlo. – spiega Claudia Cardinale – Erano dieci anni che non facevo teatro ed è stata una forte emozione tornare sul palco. Nella mia carriera di attrice, a dire il vero, non ho avuto molto tempo di fare teatro. Ho infatti girato 175 film e le mie apparizioni teatrali sono state esclusivamente con lavori di Tennessee Williams e Pirandello. Recitare in teatro è bellissimo perché vivi in diretta la reazione della gente, una sensazione che facendo cinema non provi e che ti dà una forza incredibile”.

La strana coppia al femminile

La versione al femminile della nota pièce teatrale, che richiama alla nostra mente l’indimenticabile esecuzione cinematografica di Jack Lemmon e Walter Matthau, vedrà dividere un appartamento da single impenitente non più Oscar con Felix ma Olive e Florence. Un omaggio a Pasquale Squitieri, che aveva creduto in questo progetto, per raccontare quanto la grande forza dell’amore ha di unire e non separare.

Sul sito del Teatro Verdi sono disponibili gli ultimi biglietti per “La Strana Coppia” con Claudia Cardinale (spettacoli ore 20.45, domenica rappresentazione pomeridiana alle 16.45).

La nuova mostra di Palazzo Strozzi: Nascita di una nazione

A Palazzo Strozzi arriva “Nascita di una nazione. Tra Guttuso Fontana e Schifano“. Nel cinquantenario in cui si celebra l’anniversario del Sessantotto, la sede espositiva di Firenze dedica una grande mostra che vede riunite per la prima volta opere rappresentative del fermento culturale italiano in un periodo che parte dal secondo dopoguerra sino alla fine degli anni Sessanta, tra il “miracolo economico” del 1958-1963 dunque, fino a giungere ai primi anni del ‘70.

Un viaggio in un’epoca di sperimentazione e riscoperta di un’identità attraverso ricerche che dialogano con la cultura, di una nazione che sta cercando di ricostruire la propria identità dopo la ferita della seconda guerra mondiale: è l’arte in Italia letta per la prima volta attraverso un “filtro storico”.

“I visitatori rimarranno sicuramente impressionati dalla forza ancora vitale di questa arte moderna (l’opera più giovane in mostra ha cinquant’anni) – ha spiegato il curatore Luca Massimo Barbero – in cui gli artisti lavoravano insieme al di là delle etichette. Per questo troviamo quadri retorici che parlano dell’Italia col tricolore, ai quali si contrappongono i momenti di astrazione, passando per l’arte informale, i nuovi linguaggi dell’arte povera, fino al momento in cui il lavoro perde la sua consistenza e diviene oggetto per il pensiero.”

Guarda la photo-gallery

Le opere in mostra a Palazzo Strozzi per la “Nascita di una Nazione”

Il percorso inizia simbolicamente con un grande dipinto di Guttuso intitolato “La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio” un quadro storico sull’Italia del Risorgimento che vuole essere una similitudine con un secondo risorgimento italiano identificato nel secondo dopoguerra. Subito dopo “Il comizio” di Giulio Turcato (che poi è l’emblema della mostra) per poi proseguire con una nuova serie di linguaggi di grandi dimensioni con le opere di Burri, Fontana, Vedova Leonillo e Colla.

Suggestivo l’allestimento di una delle sale completamente bianche, che indica l’azzeramento dell’esperienza artistica precedente, che avviene attraverso la monocromia e l’utilizzo di nuovi materiali. In Italia si produce il “Moplen”, simbolo di modernità, e gli artisti usano proprio la plastica insieme a bende, tele cucite, vinavil e cibo per esprimersi.

Nuovi materiali dunque per una nuova visione che guarda a Lucio Fontana, e l’impatto dirompente della sua tela tagliata, come punto di riferimento, insieme alle indagini di Piero Manzoni che scandalizza con “Merda d’artista” posta in dialogo con le tele centinate di Bonalumi, la superficie bianca estroflessa di Castellani e le sperimentazioni spaziali del giovane fiorentino Paolo Scheggi.

La mostra prosegue con una riflessione su una nuova idea di immagine tra segno e soggetto, tra figura e persona, in risposta anche alle trasformazioni della società italiana. I protagonisti sono gli emergenti Kounellis e Pascali proposti con i lavori di Pistoletto e Gnoli.

CRONACA E POLITICA

Negli anni Sessanta non esiste più il realismo come non esiste più l’informale. Nascono le nuove rappresentazioni artistiche fatte di una materia pittorica nuova, duttile e veloce caratterizzata da smalti luccicanti e gocciolature feroci.

È il periodo che vede apparire una nuova fioritura di bandiere rosse, falce e martello, insieme a grandi scritte. Sono le opere di Mario Schifano, Tano Festa, Michelangelo Pistoletto e Franco Angeli che si ricollegano al rosso garibaldino già incontrato in apertura.

 

In questo viaggio tra arte, politica e società, ecco i grandi temi del Sessantotto nelle ultime sale dell’esposizione, dove la pluralità delle ricerche artistiche italiane esplode in rapporto alle vicende e alle geografie del mondo per arrivare, con la sua fertilità, sino all’oggi.

Le sale riassumono le tensioni sociali di quegli anni offrendo un quadro ricco di ricerche artistiche con le opere di Fabro e Mario Merz per proseguire con l’installazione di Alberto Biasi e un cortocircuito tra l’iconicità della mappa di Boetti e “Tentativo di volo” di Gino De Dominicis.

L’opera di Penone “Rovesciare gli occhi” chiude la mostra in modo emblematico, rappresentando una nazione che guarda a se stessa e alla sua storia mentre entra in un periodo di forte polemica che diventerà anche lotta armata.

NASCITA DI UNA NAZIONE.
TRA GUTTUSO, FONTANA E SCHIFANO
Palazzo Strozzi, Firenze
16 marzo – 22 luglio 2018
Tutti i giorni inclusi i festivi 10:00 – 20:00
Giovedì 10:00 – 23:00

info: www.palazzostrozzi.org

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PITOPI’ si presenta ALLA LIBRERIA “LIBRI LIBERI”

Dopo l’uscita ufficiale in occasione della scorsa edizione del Pisa Book Festival e dopo l'intensa giornata di studio alla libreria Madamadorè di Grosseto, il manuale “Metodo Pitopì – Oltre l’apprendimento dei requisiti di base” sarà presentato sabato 17 marzo, a partire dalle 16:30, alla libreria Libri Liberi in via San Gallo a Firenze.

IL LIBRO

Il lavoro editoriale di Maurizio Pizzetti, Maria Laura Tondi e Antonella Pizzetti è il frutto di una coedizione tra Libri Liberi e Tutti Matti per l’Arte – Il Quadrifoglio Gruppo Cooperativo, e nasce da un’idea fortemente innovativa che pone l’arte al centro del lavoro educativo di insegnanti e genitori. Gli autori, che tra l’altro con i loro cognomi hanno inspirato anche il nome del metodo e il titolo del manuale, considerano il potenziamento della creatività il vero motore del processo educativo.

“La creatività – spiegano gli autori – non la consideriamo solo come espressione della soggettività ma come mezzo per sviluppare quella riflessione emotiva che sola può costruire la consapevolezza, la pienezza e la leggerezza del proprio Essere”.

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L'INCONTRO

All'incontro di Firenze interverranno i tre autori, Pamela Giorgi, curatrice e prima ricercatrice Indire, Eleonora Vanni, presidente nazionale Legacoopsociali e Marco Paolicchi, responsabile Dipartimento Area Welfare Legacoop Toscana.

“Vogliamo dare il nostro supporto a tutte quelle idee e attività innovative che provengono dal mondo della cooperazione sociale di inserimento lavorativo – afferma Paolicchi -. Iniziative come questa contribuiscono a dare valore e qualità agli aspetti metodologici e di ricerca che, specialmente in un ambito di lavoro così importante e delicato come quello educativo, sono rilevanti quanto i processi di innovazione organizzativa nei servizi”.

Già applicato in passato in varie circostanze e con risultati tangibili, con Il Quadrifoglio Gruppo Cooperativo, il Metodo Pitopì incrementerà l’azione pratica integrandosi con le attività dei servizi educativi gestiti dalla Cooperativa sul territorio amiatino.
Oggi il manuale può essere acquistato alla bottega Factory Store di Tutti Matti per l’Arte ad Arcidosso (adiacente agli uffici del Quadrifoglio), nelle librerie Madamadorè di Grosseto e Libri Liberi a Firenze, oppure online sul sito: www.libriliberi.com.

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Per informazioni:
(+39) 055 0517670
[email protected]

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Mercatino francese a Scandicci (e una settimana di eventi)

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Non c’è solo il mercatino francesce. A Scandicci arrivano tanti eventi, dai concerti alle mostre,  dagli incontri alla poesia per la Settimana francese, in programma fino a domenica 25 marzo 2018. Si tratta della terza edizione di Bienvenue la France, iniziativa promossa dal Comune, dal Consolato francese a Firenze e dall’Istituto francese di Firenze.

Mercatino francese 2018 a Scandicci

Si parte con il mercatino regionale che da venerdì 16 a domenica 18 marzo porta in via Pascoli tutte le prelibatezze dei “cugini” francesi:  baguettes e croissants appena sfornati, oltre 80 i tipi di formaggi, un’ampia scelta di vini provenienti dalle più importanti regioni vinicole, ma anche biscotti bretoni, cioccolatini dai gusti raffinati, i macarons.

Non manchano gli stand dedicati a spezie, lavanda, saponi, profumi e tovaglie provenzali. Il mercatino è aperto ogni giorno dalle 9 alle 20.

Mercatino francese Scandicci - Settimana francese

La settimana francese

Durante la settimana della francofonia sarà possibile vedere film in lingua originale con sottotitoli in italiano (martedì 20 marzo al Cinema Cabiria “Les chevaliers blancs” di Joaquim Lafosse, ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti), incontrare scrittori (Francois Beaune l venerdì 23 marzo, alle ore 17 sarà alla Biblioteca di Scandicci), mentre i bambini e i ragazzi delle scuole saranno coinvolti in molte iniziative, dalla presentazione di spettacoli in francese fino alle mense scolastiche che giovedì 22 marzo proporranno agli alunni un menù francese.

Il programma completo di Bienvenue la France

Dal 16 al 18 marzo 2018 – Via Pascoli
Mercatino regionale francese
Stand espositivi a cura degli studenti delle scuole di Scandicci sui temi dell’intercultura.

Dal 16 al 25 marzo 2018 – Biblioteca Civica di Scandicci
“La Lingua del Mare”
Mostra bibliografica – Libri e materiali audiovisivi dedicati alla France e alle identità plurali tra Africa Mediterranea e Italia.

Lunedi 19 marzo 2018 – Auditorium Scuola Fermi
Rappresentazione di una poesia africana in stile “rap” con arrangiamenti musicali realizzati dai ragazzi della 3A e 3B.

Martedì 20 marzo 2018
Ore 11 – Auditorium Scuola Spinelli – Giornata Francese: musica e teatro in lingua.
Ore 17,30 – Cinema Cabiria – Piazza Piave 2 – Scandicci
Proiezione del film drammatico Les chevaliers blancs (2015) de Joaquim Lafosse, 1h52. Sottotitoli in italiano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Mercoledì 21 marzo 2018 – Cinema Cabiria
Ore 10 Proiezione del film Chroniques d’une cour de récréation (2012), de Brahim Fritah, 1h25. Sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito riservato alle scuole secondarie di 1° e 2° grado.

Ore 15 Auditorium scuola Rodari – spettacolo finale del Progetto teatro in lingua francese delle classi seconde A-B-C, su alcune favole di La Fontaine.

Ore 20 – Diner Gout de France

Giovedi 22 marzo 2018 – Cinema Cabiria
Ore 9,30 Proiezione del film d’animazione Une vie de chat (2010), de Jean-Loup Felicioli et Alain Gagnol,1h10. Sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Menu francese – Pranzo per le scuole di Scandicci a cura di Cirfood

Venerdì 23 marzo 2018 – Auditorium Rogers
Ore 10 – Saluti istituzionali del Sindaco Sandro Fallani e della Console Francese Isabelle Mallez.

Ore 10,20 – Performance teatrale Le gouter des generaux -Adattamento della pièce antimilitarista di Boris Vian -  a cura della classe II G del ISISTL Russell Newton

Ore 10,45 – Proiezione del documentario “SONS” di Benedetto Ferrara, Antonio Chiavacci per il Cuore si Scioglie

Ore 11,15 – Mare Nostrum, mare Vostrum, lingua e famiglia in tempo di guerra e di pace Incontro con lo scrittore François Beaune e Benedetto Ferrara. Modera Raffaele Palumbo.

A cura dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci. Evento riservato alle classi delle Scuole Secondarie di I° e II° grado di Scandicci.

Ore 17 Auditorium Martini presso Biblioteca Scandicci
Evento speciale della Libera Università
“Il concetto della famiglia nell'area mediterranea – Il ruolo svolto dalle donne”. Incontro con Debora Angeli del Cospe e François Beaune – modera Piero Meucci

FirenzeBio: la Fortezza è biologica per 3 giorni

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Altro che mercatino biologico, a Firenze arriva il primo “salone” della città tutto dedicato ad alimenti e cosmetici green, una delle poche manifestazioni del settore a ingresso gratuito. Con il 2018 debutta alla Fortezza da Basso Firenze Bio, mostra mercato di prodotti biologici e biodinamici in programma da venerdì 23 a domenica 25 marzo, con oltre 110 aziende presenti, eventi collaterali, conferenze.

Cosa c'è a Firenze Bio

Sarà possibile comprare alimenti di qualità e prodotti di biocosmesi grazie a realtà produttive di tutta Italia, ma anche partecipare a iniziative e degustazioni, show coking bio e convegni, per parlare del presente e del futuro dell'agricoltura pulita e della qualità della vita. La kermesse sarà infatti l’occasione per approfondire i temi legati al benessere, dal buon cibo alla cura del corpo, dall’educazione alla sicurezza alimentare.

Tra gli appuntamenti segnaliamo la presentazione della campagna nazionale “Cambia la Terra – No ai pesticidi sì al biologico” promossa da FederBio (venerdì 23 marzo ore 16 Teatrino Lorenese), mentre Vito Mollica, executive chef del ristorante Il Palagio del Four Season Hotel di Firenze, cucinerà i suoi piatti, rigorosamente fatti con ingredienti biologici, per i bambini delle scuole fiorentine nell'ambito di un progetto educativo del Comune (venerdì 23 ore 10.00).

Dal gelato bio alla cosmesi

Ci saranno anche dimostrazioni di gelato biologico (sabato ore 17 con Edoardo Gelato Bio Firenze) e ricette vegan con lo chef Marco Vitale (domenica ore 17). Spazio ai corsi come quello di Agrichef Toscana, promosso da Coldiretti (venerdì e sabato, dalle 11 alle 16), alle lezioni per scoprire come nasce un orto (domenica ore 10.30) o per conoscere i segreti delle piante aromatiche (domenica ore 16) insieme a Matt The Farmer. Si parlerà inoltre del futuro dell’agricoltura biologica (sabato ore 10), di biodistretti toscani (sabato ore 10.30), di come leggere l’etichetta dei prodotti bio (sabato ore 14.30) e della cosmesi eco e bio (sabato ore 17).

Biologico in Fortezza

La manifestazione è aperta tutti e tre i giorni dalle ore 10 alle 19 con ingresso libero. Sul sito ufficiale è possibile trovare il programma completo di Firenze Bio.

I volti della raccolta alimentare

Nel “dietro le quinte” delle raccolte alimentari ci sono tante facce: troviamo lo sguardo fiero dei volontari che servono i pasti nelle mense dei poveri e i volti segnati dalle rughe di chi ha perso tutto e non ha neppure una manciata di spiccioli per poter mangiare.

Sono gli “Altriocchi” immortalati dal fotoreporter Stefano Schirato, che è andato lì dove arrivano le tonnellate di cibo donate ogni anno durante le raccolte alimentari organizzate nei supermercati Coop.fi.

Il viaggio di questa mostra, promossa dalla Fondazione Il Cuore si scioglie e da Unicoop Firenze, parte dal centro commerciale di Ponte a Greve, dove resterà fino al 18 marzo, ma da qui a ottobre girerà la Toscana.

La nuova raccolta alimentare Coop

Un percorso che inizia a pochi giorni dal nuovo appuntamento con la prima raccolta alimentare del 2018: sabato 17 marzo in 90 punti vendita Coop.fi, migliaia di volontari insieme alle 38 sezioni soci Coop, chiederanno alle persone di dare il loro contributo, anche piccolo: un pacco di pasta, per esempio, tonno in scatola o prodotti per i bambini piccoli. Tutti i generi di prima necessità donati da soci e clienti andranno poi, grazie anche alla collaborazione di Caritas Toscana, a 150 associazioni del territorio che assistono i meno fortunati.

Solo nel 2017 durante queste collette sono state raccolte 371 tonnellate di prodotti. “Quest’anno presentiamo la raccolta alimentare con i volti dei beneficiari e dei volontari dell’iniziativa, grazie al lavoro di Stefano Schirato che insieme alla Fondazione è entrato nelle realtà dei toscani meno fortunati – spiega Irene Mangani, vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie – Siamo infatti convinti che ogni essere umano abbia diritto a essere guardato negli occhi e questa mostra è un invito a farlo”.

Stefano Schirato nella sua carriera ha fotografato profughi e zone di guerra, la Terra dei Fuochi e Sarajevo 20 anni dopo l’assedio. “Mi sento privilegiato a poter raccontare, con la mia macchina fotografica, delle storie umane – racconta – dare voce a chi, spesso, non ha neanche la forza di parlare, è la chiave, che dopo 20 anni, mi fa ancora essere innamorato della fotografia. Come il primo giorno”.

Una ‘colletta’ per salvare il cimitero degli Allori

Una delle cose che più mi piacciono di Firenze è che, ovunque guardi, veda bellezza. Può essere Santa Maria del Fiore o Santa Maria Novella, il giardino di Boboli o gli Uffizi, o semplicemente il gioco di luci del sole sull’Arno.

Ci sono però dei posti stupendi, veri e propri angoli di paradiso, che rimangono nascosti e abbandonati a loro stessi, sconosciuti non solo ai turisti ma anche ai fiorentini. Uno di questi è il Cimitero degli Allori che, con le sue effigi e le sue decorazioni, rappresenta il luogo perfetto per una passeggiata rilassante in mezzo alla natura. Come spesso succede alle opere dimenticate, però, c’è il rischio che un luogo dall’enorme valore storico-culturale scompaia.

IL DESTINO DEL CIMITERO DEGLI ALLORI

Il classico rimbalzo di competenze da una autorità all’altra ha fatto sì che, per lungo tempo, nessuno se ne sia preso cura. Neanche gli stessi privati che hanno comprato le tombe sembrano interessarsi al destino degli Allori.

Per questo, dal maggio 2017 è attiva l’associazione Amici degli Allori, che si occupa di preservare la bellezza del Cimitero e di diffonderne la conoscenza. “Le tombe cascano a pezzi”, ci confessa amareggiata Grazia Gobbi Sica, presidentessa dell’associazione e autrice del libro “In loving memory”. “E questo nonostante il Cimitero conservi importanti opere d’arte e sculture dell’Ottocento: all’epoca, artisti e scultori erano spesso incaricati di decorare le tombe e le sepolture dei defunti”.

IL CROWDFUNDING

Per preservare questo inestimabile tesoro, da alcuni mesi è attivo un servizio di crowdfunding: chiunque può dare il proprio contributo attraverso un semplice bonifico. “L’obiettivo – prosegue Grazia – è farlo diventare una meta di riferimento per un turismo colto e selezionato, diverso da quel turismo di massa che spesso si riversa a Firenze”.

Allo stesso tempo, l’associazione si muove per far conoscere il Cimitero al pubblico, a partire dagli stessi fiorentini. “Pochissimi lo conoscono, anche a Firenze. L’anno scorso è stato inserito nei Luoghi del Cuore del FAI e ha avuto un grande successo: testimonianza, questa, del grande potenziale del posto”. “Ma la vera sfida”, prosegue Grazia, “è quella del turismo internazionale”.

Il Cimitero degli Allori, infatti, ospita le spoglie di personalità quali Frederick Stibbert, Violet Page e Larkin Goldsmithe Mead. Facciamo un fioretto per il 2018: siamo più curiosi, cerchiamo i tanti segreti nascosti di Firenze e prendiamocene cura. D’altronde l’arte è un patrimonio di tutti noi.

Da oltre150 anni un simbolo multireligioso

Progettato dall’ingegnere fiorentino Giuseppe Boccini, il Cimitero degli Allori fu aperto il 26 febbraio 1860. Nato come cimitero protestante, avrebbe dovuto accogliere i defunti delle comunità non cattoliche di Firenze in seguito alla chiusura del Cimitero degli Inglesi. A partire dal 1970, tuttavia, si aprì anche ai defunti di altre confessioni religiose, diventando un simbolo di multiculturalismo. Tra le personalità sepolte al suo interno ricordiamo Oriana Fallaci, Thomas Ball e Howard Pyle.