Il 2026 segna il decimo anno di collaborazione tra MAD Murate Art District e Black History Month Florence. Il centro civico per l’arte contemporanea gestito da Fondazione MUS.E presenta per l’occasione Common Time, il progetto espositivo centro dell’edizione di quest’anno del festival Black History Month Florence 2026 dedicato agli artisti afrodiscendenti nel contesto italiano. Dal 12 febbraio al 12 aprile 2026, lo spazio diretto da Valentina Gensini diventa il fulcro del festival con un percorso articolato in tre mostre che mettono in dialogo arte contemporanea, archivio e memoria collettiva.
Realizzato in collaborazione con l’American Academy in Rome e con il sostegno di Regione Toscana – Bando ToscanaIncontemporanea 2025 – e Fondazione CR Firenze, il progetto conferma MAD come piattaforma di ricerca e produzione culturale capace di attivare relazioni tra artisti internazionali, istituzioni e territorio.
Common Time: il tempo condiviso al centro del Black History Month Florence 2026
Il programma espositivo del Black History Month Florence 2026, curato da BHMF, riunisce tre percorsi distinti: Black Body, Ancient City di T.J. Dedeaux-Norris, Triplet Consciousness di Heather Hart e William Demby. The Angel in the Death Cell, progetto di ricerca sviluppato da Black Archive Alliance.
Il tema di Common Time – il “tempo comune” – diventa una chiave di lettura per riflettere su memoria, confinamento e trasformazione. Roma e Firenze emergono come poli interconnessi di una storia culturale transnazionale, mentre la produzione artistica si configura come processo relazionale, capace di intrecciare esperienza individuale e dimensione pubblica.
Black Body, Ancient City: il corpo nello spazio monumentale
Nella Sala Laura Orvieto, T.J. Dedeaux-Norris presenta Black Body, Ancient City, una serie di oltre cento collage che si compongono come una poesia visiva frammentata. Il corpo entra in relazione diretta con l’architettura monumentale, interrogando la presenza black negli spazi civici e nelle narrazioni ufficiali. Le opere, organizzate secondo una griglia irregolare, resistono a una lettura lineare e invitano a una percezione fatta di pause e sovrapposizioni.
Un intervento pittorico murale che richiama una recinzione metallica introduce una riflessione sui confini e sui dispositivi di controllo, mentre una postazione di ascolto integra il podcast dell’artista, estendendo l’esperienza oltre la dimensione visiva.
Triplet Consciousness: l’architettura come esperienza
Con Triplet Consciousness, Heather Hart trasforma la Sala Anna Banti in un ambiente attraversabile composto da rampe e impalcature.
L’installazione, rivestita di tessuti semitrasparenti e collage visivi, invita il pubblico a muoversi liberamente nello spazio, mettendo in discussione le nozioni di interno ed esterno. Il riferimento simbolico a Hermes – figura del transito e della mediazione – accompagna un ribaltamento delle strutture architettoniche e sociali, mentre il movimento dei visitatori diventa parte integrante dell’opera.
William Demby: l’archivio come pratica contemporanea
Le ex celle del primo piano accolgono il progetto dedicato all’archivio del dramma The Angel in the Death Cell di William Demby, pubblicato per la prima volta nel 1963 sulla rivista romana The New Morality.
La mostra nasce da una ricerca sull’archivio dell’autore, conservato nei pressi di Firenze, e propone il patrimonio documentario come organismo vivo, capace di generare nuove interpretazioni. Manoscritti, appunti e materiali dialogano con riflessioni sui temi della criminalizzazione e della reclusione, mentre la documentazione della performance e l’adattamento filmico girato nel Carcere Duro di MAD restituiscono l’attualità del lavoro di Demby.
Orari e informazioni
Le tre mostre di Common Time, nell’ambito del Black History Month Florence 2026, sono visitabili al MAD Murate Art District, in Piazza delle Murate a Firenze, dal 12 febbraio al 12 aprile 2026.
Apertura dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 19:30. Ingresso libero.


