La mostra ha preso occasione dal restauro attualmente in corso delle tre grandi figure in bronzo del Battistero di Firenze, che raffigurano la Decollazione del Battista e sono il capolavoro dello scultore.

Grazie alla disponibilità dell’Opera di Santa Maria del Fiore, questo gruppo monumentale appena restaurato costituirà il fulcro dell’esposizione, che è perciò intitolata: I grandi bronzi del Battistero. L’arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo.

Contemporaneo del Giambologna, ma morto assai giovane, come lui Danti lavorò a lungo al servizio dei Medici.
Gran parte delle opere che realizzò per Cosimo I sono oggi conservate al Museo Nazionale del Bargello, che è dunque la sede privilegiata per richiamare l’attenzione del pubblico su questo straordinario scultore del Cinquecento, particolarmente attento alla lezione di Michelangelo.

Nonostante Danti non sia stato né un allievo né un collaboratore diretto del Buonarroti, ne fu tuttavia tra i più originali e importanti seguaci.

Il suo rapporto con Michelangelo, di cui può ritenersi un ideale “discepolo”, si basò infatti su una libera elezione delle opere del maestro come modelli normativi: studiandole lungamente e da vicino, egli ne condivise in profondità non solo gli ideali formali, ma anche la tecnica e il metodo di lavoro.

Peraltro, il suo ‘michelangiolismo’ è diverso da quello dei seguaci fiorentini del Buonarroti, legati alle opere giovanili del maestro presenti a Firenze.

Danti porta invece nella città dei Medici il linguaggio formale del Michelangelo romano e dei molti suoi discepoli – scultori e pittori – dal 1550 in poi.

La mostra, che intende riunire al gruppo del Battistero e alle opere del Danti già presenti al Bargello gran parte di quelle collocate in altre sedi fiorentine e in raccolte museali in Italia e all’estero, sarà certamente l’occasione per uno studio critico approfondito di questo scultore anche dal punto di vista della sua tecnica magistrale.

L’attuale restauro del gruppo monumentale del Battistero, condotto sotto la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure, offrirà alla mostra e al catalogo un ulteriore fondamentale apporto di conoscenze scientifiche.

La rassegna sarà a cura della Direzione del Museo Nazionale del Bargello e di Charles Davis, noto specialista di scultura del Cinquecento e di Vincenzo Danti in particolare. Altri studiosi e specialisti svilupperanno con loro saggi in catalogo i diversi aspetti dell’arte del Danti, per offrirne un “ritratto” quanto più possibile completo e nella più larga prospettiva della cultura figurativa del suo tempo.

Museo Nazionale del Bargello Firenze
Dal 16 aprile al 7 settembre 2008