Palazzo Strozzi si prepara per le prossime mostre del 2018. Spenti i riflettori su Il Cinquecento a Firenze, che ha fatto segnare il record di presenze con oltre 150mila visitatori, ora la prestigiosa sede espositiva è pronta ad “andare avanti nel tempo”, lasciandosi alle spalle il Rinascimento per guardare all’epoca moderna e contemporanea.

Palazzo Strozzi: la prima delle nuove mostre 2018

Pochi giorni prima dell’equinozio di primavera, le lancette dell’orologio andranno avanti dal 1500 fino alla metà del secolo scorso. La prima nuova mostra del 2018 di Palazzo Strozzi è Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano, un viaggio tra arte, politica e società nell’Italia degli anni ’50 e in quella della contestazione degli anni Sessanta.

Dal 16 marzo al 22 luglio 2018 arriveranno a Firenze oltre 60 opere di artisti che per la prima volta vengono riunite assieme per narrare il fermento culturale nel nostro Paese durante quasi venti anni di storia. Ci saranno le opere di “big” come Renato Guttuso e Lucio Fontana, Alberto Burri ed Emilio Vedova. E ancora: Enrico Castellani, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto. L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero,  parte dal trionfo dell’Arte informale per abbracciare anche le sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop art.

Palazzo strozzi mostra Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano

Dopo Guttuso, Marina Abramović a Palazzo Strozzi

A settembre poi, dopo Ai Weiwei e Bill Viola, Palazzo Strozzi torna ad ospitare l’arte contemporanea con una retrospettiva su una delle personalità più conosciute e controverse: Marina Abramović, che sarà anche coinvolta in prima persona durante questo evento espositivo dando la possibilità ai visitatori di assistere dal vivo alla riesecuzione delle sue celebri performance.

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 saranno riunite oltre 100 opere dell’artista, abbracciando quattro decenni, dagli anni Settanta a oggi. Un modo per avare una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, ma anche per scoprire la produzione degli esordi, meno nota al grande pubblico.